Portineria MilanoNcd, Alfano alza la voce ma è guerra di secessione tra nordisti e sudisti

Ncd, Alfano alza la voce ma è guerra di secessione tra nordisti e sudisti

Ci sono suggestioni da guerra di secessione americana nel raccontare le cronache dell’esplosione di Nuovo Centrodestra, il partito di Angelino Alfano ridotto al lumicino dal punto di vista elettorale ma comunque saldo nell’esecutivo di Matteo Renzi. Perché in queste giornate intense per l’approvazione delle riforme costituzionali al Senato, con minacce da parte di alcuni senatori Ncd di votare contro il governo, sta emergendo sempre di più la frattura tra nordisti e sudisti. Sì, c’è chi fa questo paragone ottocentesco per descrivere lo stato di frantumazione di un partito mai nato, ormai scisso tra chi vorrebbe unirsi al Partito Democratico renziano e chi invece vede ancora in Silvio Berlusconi il possibile leader del centrodestra. E lo scontro, ormai atavico, è tra il gruppo che gira intorno all’ex ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi e appunto l’attuale ministro dell’Interno Alfano

Lo scontro, ormai atavico, è tra il gruppo che gira intorno all’ex ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi e l’attuale ministro dell’Interno Alfano

L’Huffington Post ha dato conto di conciliaboli continui tra i senatori centristi a palazzo Madama. In tanti si tiran fuori da possibili cospirazioni, come Gaetano Quagliariello, ex ministro per le riforme con il governo Letta. Ma in realtà la pentola sta per scoppiare. E ci sono almeno tre variabili instabili che circondano il pentolone in ebollizione. La prima riguarda la collocazione europea di Ncd, con Lupi a tifare per la realizzazione del Ppe in Italia, mentre Alfano ancora sulle posizioni di neutralità ma con una mano tesa verso Renzi.

La seconda è invece legata agli equilibri lombardi del centrodestra e alle imminenti elezioni comunali di Milano. Nuovo Centrodestra è alleato della Lega Nord nella regione Lombardia di Roberto Maroni. Fino a questo momento tutto è andato (abbastanza) liscio, ma la scelta del candidato sindaco milanese potrebbe avere strascichi nel breve periodo. La terza sono appunto il voto per le riforme che il governo Renzi intende portare avanti, tra Costituzione e unioni civili

Alfano, durante la riunione di Area Popolare di giovedì 10 settembre, lo ha detto chiaro e tondo: «Chi vuole andarsene da Berlusconi, Renzi, Salvini, vada… Grazie alla nostra scelta il governo fa le riforme, riprendono i consumi, gli indicatori sono tutti in crescita. E noi andiamo avanti con il nostro progetto per dare voce ai moderati italiani nel governo. Ogni volta che hanno detto che avevamo problemi siamo diventati di più». Ma questa volta appare difficile una soluzione senza vittime. 

Sergio Pizzolante, vicepresidente dei deputati del Nuovo centrodestra, è tra i filorenziani e spiega appunto come «le prossime amministrative saranno elezioni di valore politico, un vero referendum sul governo. E allora, non ho dubbi su dove e con chi bisogna stare ovunque: con Renzi, appunto. Da Milano a Napoli».  Con lui ci sono Beatrice Lorenzin, Dorina Bianchi, Paolo Tancredi, Fabrizio Cicchitto, Federica Chiavaroli e Laura Bianconi. Ma anche la pattugli nordista è folta, da Maurizio Lupi fino a Roberto Formigoni e Raffaello Vignali, arrivando agli ex Pdl di berlusconiana memoria, da Carlo Giovanardi fino a Gabriele Albertini e Maurizio Sacconi. 

Incroci letali, su cui si gioca la durata del governo e il futuro della politica italiana, che passano tra le forche caudine di Silvio Berlusconi e della Lega Nord di Matteo Salvini e Maroni

Incroci letali, su cui si gioca la durata del governo e il futuro della politica italiana, che passano tra le forche caudine di Silvio Berlusconi e della Lega Nord di Matteo Salvini e Maroni. Il governatore lombardo appare sempre più centrale in questa fase, perché oltre a vantare un ottimo rapporto con il Cavaliere sta portando avanti proprio la candidatura di Lupi a Milano e continua a bombardare Alfano sul fronte immigrazione. E poi c’è la variabile del segretario leghista che incontrerà Berlusconi dopo il ritorno dalla Russia. Ma anche qui su come saranno i nuovi assetti del centrodestra non è dato sapere. Di certo che c’è che la battaglia è sempre più aperta. Nuovo Centrodestra rischia di scomparire.

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