Hunter S. Thompson: paura e delirio a Natale

L'inventore del gonzo journalism amava l'alcol, gli alberi di Natale e il fuoco. Fate uno più uno più uno...

Il dottor Hunter S. Thompson era un tipo un po’ particolare, e oltre ad andare a vedere corse di moto nel deserto del Nevada carico di droghe, aveva qualche usanza molto peculiare che lo faceva differire dalla tipologia canonica del giornalista medio americano dell’epoca. Aveva con estintori e fuochi di ogni genere un rapporto stretto, una specie di attrazione fatale che lo spingeva, per esempio, a presentarsi in redazione con un estintore carico solo per svuotarlo in faccia al suo direttore.

Ma era con il fuoco che aveva un appuntamento fisso. Era, si dice, una specie di rito attraverso il quale suggellava il santo Natale nella sua casa in Colorado addobbando un bell’albero di Natale, posizionandolo nei pressi del camino e dandogli fuoco. Come in questo video che risale al 1990, quando Sam Allis, un giornalista del TIME, assistette al rito e lo filmò.

Racconta Sam Allis che il Dottore, appena finita l’intervista, «prese due lattine di alcol e le spremette sull’albero di Natale e gli dette fuoco. A pochi passi aveva una cassa di legno pieno di proiettili da 9mm». Una situazione di quelle da “non provate a farlo a casa vostra” insomma, anche perché quell’albero dentro il camino ci stava stretto e a un certo punto, mentre Allis gridava «No, Hunter, no! Per favore, Hunter, non lo faccia!». Ma Hunter era sbronzo, come nella gran parte della sua vita.

«Era pieno di Chivas Regal che si era tracannato direttamente dalla bottiglia dopo un pomeriggio passato a bere gin e succo di pompelmo». Insomma, roba forte. Ma era pur sempre quel gran pazzo di Hunter Thompson.

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