Tutte le variazioni di Hitler

Utopie, distopia, ucronie, parodie e versioni a fumetti, il dittatore più celebre e pazzo della Storia dell'Umanità è entrato a far parte di molteplici narrazioni, di diversi media: dalla letteratura ai fumetti, dalle serie tv al cinema

Su molte questioni essenziali l’umanità di spacca in due. Tipo, Pepsi o Coca-cola? Wallace o Franzen? Se parteggi per l’una, non parteggi per l’altra. Sono dilemmi così profondi che implicano visioni del mondo opposte, ti fanno sentire parte di una fazione e talvolta puoi condividere certe cose solo con quelli che stanno dal tuo stesso lato. Io per esempio non potrei mai avere cari amici che preferiscono gli Oasis ai Blur. O il Carrefour all’Esselunga.

Ma ci sono alcune questioni sulle quali la stragrande maggioranza delle persone la pensa più o meno allo stesso modo. Prendiamo Hitler, per esempio. Potremmo dire Hitler o Stalin, certo, se proprio dovessimo scegliere un favorite villain, ma anche in questo caso non c’è molta gara. Alcuni studi sulla cattiveria dei dittatori dicono che non sia una questione di quantità, quanto di qualità.

Hitler è universalmente identificato come simbolo di male, l’incarnazione della malvagità. Da qui anche la legge di Godwin o Reductio a Hitlerum: se un discorso andrà avanti per un lungo periodo, si interromperà quando qualcuno tirerà fuori il nazismo, la shoah, Hitler. È qualcosa di talmente enorme su cui non c’è più niente da aggiungere, discorso chiuso. E così – se non ci piace qualcuno – basta paragonarlo a Hitler, no? Adesso per esempio è il turno di Donald Trump, in passato lo è stato di Berlusconi.


La produzione di film, libri, fumetti, serie tv che trattano e ricostruiscono la ascesa e caduta del Führer è massiva e interessante, ma non meno interessante è quel filone che tratta le versioni utopiche, distopiche e ucroniche delle vicende del nazismo: il passato è così tremendo, che in alternativa si prova a giocare con il futuro, con i what if della storia.

Esempi di variazioni sull’operato di Hitler e di distopie antitotalitarie esistono ancora prima che alcuni tragici fatti accadessero: si pensi a Qui non è possibile di Sinclair Lewis (It Can’t Happen Here, 1935) o La notte della svastica di Katherine Burdekin (Swastika Night, 1937). Nel primo viene descritta l’ascesa di un senatore populista che assume il totale controllo del paese grazie all’aiuto delle forze paramiliari, nel secondo si immagina il regime totalitario nazista settanta anni dopo l’ascesa di Hitler.

Dall’idea distopica della vittoria dei nazisti sugli statunitensi nascono capolavori quali la celebre Svastica sul sole di Philip Dick (1962) o Fatherland di Robert Harris (1992). Le variazioni più disparate sul tema sono numerosissime: se Hitler fosse diventato un illustratore di copertine Pulp e uno scrittore di fantascienza? Ecco Il signore della svastica(The Iron Dream, 1972) di Norman Spinrad.

Se fossero arrivati gli alieni mentre Hitler stava prendendo il potere? Abbiamo il Ciclo dell’invasione di Harry Turtledove.

Se Hitler fosse volato sulla luna dopo la sconfitta? Iron Sky.

E se i nazisti fossero diventati zombie? Dead Snow.

E ancora, se Hitler si risvegliasse al giorno d’oggi e non sapesse cosa è successo nel frattempo? Lui è tornato.

Ma sopratutto, se avessimo a disposizione una macchina del tempo e potessimo tornare indietro, non andremmo subito ad uccidere Hitler?

Tra molti che la pensano così c’è il fumettista Jason, autore di I Killed Adolph Hitler (2007, Fantagraphics). In un mondo in cui ingaggiare killer a pagamento è una pratica comune, ad un assassino viene dato l’ordine di viaggiare con una macchina del tempo e andare a far fuori proprio il Führer. Le cose non andranno esattamente lisce, ma questa è un’altra storia. L’Hitler di Jason – in linea con gli altri personaggi e al suo inconfondibile stile – è un animale bipede antropomorfo.

Parlando di Hitler antropomorfo, come non ricordare il gatto-Hitler di Spiegelman, padre ditante polemiche?


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