Pubblica amministrazioneVoucher in Comune, i buoni lavoro usati anche per i funerali

Se in due anni i voucher da dieci euro l’ora sono raddoppiati, di certo gli enti locali hanno fatto la propria parte. Sempre più diffusa nei comuni l’abitudine di usare i buoni per curare il verde, le scuole o anche per mettere a posto l’archivio degli uffici tributi

A Gorizia, il Comune ha messo in palio i voucher lavoro da dieci euro persino per coprire il servizio di trasporto dei defunti. Si chiama “progetto feretro”: consiste nel “carico del feretro nell’auto funebre e il relativo scarico dello stesso, il suo trasporto in chiesa, il successivo carico e scarico nell’auto funebre al termine del rito”, spiegano nel bando. Il “tempo di movimentazione” è “estremamente ridotto”: 10-15 minuti “non continuativi”. E “senza alcun contatto diretto con la salma”. Tutto al costo di uno o due buoni lavoro, a seconda di quanto si dilungherà il prete nell’omelia funebre.

Se in due anni, tra il 2013 e il 2015, l’utilizzo dei lavoratori pagati con i voucher è più che raddoppiato, da 609mila a 1,3 milioni, sembra che gli enti locali abbiano fatto la loro parte. Comuni in primis. Che con le ristrettezze di bilancio, hanno finito per “appaltare” ai buoni lavoro (che dovrebbero essere riservati a prestazioni saltuarie) anche servizi centrali per la gestione dei territori. Come la cura del verde o la rimozione della neve dalle strade. Bastano dieci euro lordi per comprare un’ora di prestazione.

Con le ristrettezze di bilancio, i comuni hanno finito per “appaltare” ai buoni lavoro anche servizi centrali per la gestione dei territori. Come la cura del verde o la rimozione della neve dalle strade. Bastano dieci euro lordi per comprare un’ora di prestazione

Tra gli ultimi bandi pubblicati, c’è quello del Comune di Atripalda, in provincia di Avellino, che offre voucher per “lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti”. La stessa cosa propone il Comune di Assisi (bando segnalato da Rassegna.it), che ha chiuso da poco una selezione per la ricerca di personale “disponibile a svolgere prestazioni di lavoro di natura occasionale di tipo accessorio, retribuite mediante buoni lavoro (voucher)” per mansioni che vanno dalla preparazione e pulizia dei luoghi per manifestazioni culturali e artistiche ai servizi di manutenzione del territorio. E l’elenco potrebbe andare avanti ancora per molto: si erogano voucher a Cantù per la manutenzione degli edifici scolastici; a Benevento per la cura del decoro urbano; a Tromello (Pavia) per la sistemazione degli archivi dell’ufficio tributi; a San Pietro in Cariano (Verona) per accompagnare gli studenti a scuola e sostituire i segnali stradali danneggiati.

Se il personale dipendente dei Comuni non basta, i servizi extra si “pagano” con i buoni lavoro. Lo ha dichiarato lo stesso sindaco di Tromello: «L’ufficio Tributi ha manifestato la necessità di effettuare la sistemazione, l’aggiornamento e il coordinamento degli archivi delle posizioni dei contribuenti per Ici, Imu, Tasi e Tari. Per realizzare questo progetto è necessario, in aggiunta all’attività ordinaria d’ufficio svolta dai dipendenti comunali, garantire la presenza di personale con funzioni di supporto operativo».

Dal 2009 in poi l’uso del lavoro accessorio è stato esteso anche ai committenti pubblici, prima solo per le manifestazioni sociali, sportive, culturali e caritatevoli, poi anche per lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione delle strade. Finché la legge Fornero del 2012 ha ampliato l’utilizzo dei voucher a tutti i settori produttivi. L’ultimo rapporto stilato da ministero del Lavoro e Inps non distingue per tipologia di committente, ma solo per settori. Si sa che tra le regioni in cui l’uso dei voucher è più aumentato, ci sono Sicilia (+94,8%) Liguria (+83,3%), Abruzzo (+81%) e Puglia (+80%).

Se il personale dipendente dei Comuni non basta, i servizi extra si “pagano” con i buoni lavoro. A Tromello, Pavia, i buoni lavoro vengono usati per l’aggiornamento degli archivi delle posizioni dei contribuenti per Ici, Imu, Tasi e Tari

Dieci euro lordi, che tolta la contribuzione per la Gestione separata dell’Inps (1,30 euro), quella per l’Inail (0,70 euro) e la quota di gestione del servizio (0,50 euro), diventano 7 euro e 50 netti all’ora. Un risparmio certo per gli amministratori locali, stretti in questi anni anche tra il patto di stabilità e il blocco del turnover. Ma anche uno strumento incentivato dalle Regioni stesse tra le “misure innovative” per la tutela dell’occupazione. Perché l’idea di fondo è che i buoni abbiano un valore sociale, essendo destinati alle fasce di cittadini in difficoltà.

Per accedere al bando del Comune di Assisi, ad esempio, serve un Isee sotto i 20mila euro, e bisogna essere disoccupati, inoccupati o cassintegrati. Ma il bando è destinato solo agli italiani o ai cittadini comunitari, non agli extracomunitari. A Gorizia, l’Isee massimo previsto sale a 40mila euro. Ad Atripalda, invece, si richiede che i destinatari dei buoni abbiano percepito ammortizzatori sociali in deroga nel 2015 e che non incassino al momento alcuna indennità di disoccupazione. In altri casi, come a Tromello, i buoni sono destinati ai giovani entro i 30 anni. Chi ha dato la propria disponibilità potrà essere chiamato con breve preavviso, anche nei giorni festivi.

Se gli enti pubblici sono stati in prima fila per la diffusione dei Cococo, ha scritto Gianluca De Angelis, ricercatore dellaFondazione di Vittorio, lo stesso sta accadendo con i voucher. Che solo nell’ultimo anno in Italia sono lievitati del 36 per cento. Un altro strumento di precarizzazione del lavoro dopo la stretta sui contratti a progetto? Lo stipendio medio lordo riscosso da ciascun “lavoratore voucherizzato” non fa ben sperare: 633 euro nel 2015. E anche in questo caso i giovani se la passano peggio, scendendo a 554 euro.

Lo stipendio medio lordo riscosso da ciascun “lavoratore voucherizzato” non fa ben sperare: 633 euro nel 2015. E anche in questo caso i giovani se la passano peggio, scendendo a 554 euro

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