TaccolaSnaidero: «La ripresa nei mobili c’è e farà crescere il lavoro»

Parla il presidente di FederlegnoArredo: «Sul dopo-Guidi Renzi prenda delle decisioni immediate. Confindustria: ho votato Boccia ma il vero giudizio sarà sulla sua squadra. Lavoro: la cassa integrazione è scesa, le mani dei mobilieri serviranno sempre. E l’Ikea mi ha ringraziato per il bonus mobili»

Non è tempo di essere pessimisti. Ci sono ministri che cadono, ministeri chiave che si svuotano, una Confindustria spaccata. Ma c’è anche una ripresa dei consumi e, in parte, del lavoro, che sta facendo tornare il sorriso agli imprenditori dell’arredamento, che si preparano alla XXI Triennale di architettura di Milano (inizio 2 aprile) e al Salone del Mobile (inizio il 12 aprile). A guidarli c’è Roberto Snaidero, che per anni ha avuto grandi rapporti con l’ex ministro Maurizio Lupi e che quest’anno aspettava Federica Guidi. A loro, e a Renzi che li è andati a trovare al Meeting di Rimini (dove sono un punto fisso), hanno strappato il bonus mobili anche per le coppie under35 che comprano casa. Ora regna l’incertezza, in Italia e nei mercati mondiali. Ma intanto né la Cina né il Medio Oriente stanno rallentando la corsa a importare made in Italy.

Presidente Snaidero, il ministero dello Sviluppo economico ora non ha più neanche il ministro. Un paio di mesi fa è andato via il vice ministro Carlo Calenda, storico interlocutore delle imprese italiane, andato a fare l’ambasciatore a Bruxelles. Prima ancora era uscito dal Mise Claudio De Vincenti, uno che risolveva problemi. E anche persone con dei ruoli di cerniera sono uscite. Come si sente un imprenditore e soprattutto un rappresentante di un’associazione di categoria di fronte a uno smantellamento progressivo di un ministero chiave?

Innanzitutto mi dispiace molto per la ministra Guidi. Era uno dei ministri che aveva confermato la sua presenza al Salone del Mobile. D’altra parte io non posso non considerare i fatti, di cui sono a conoscenza tramite i giornali. Non so quale potrà essere la decisione del primo ministro sulla sostituzione della ministra Guidi. È chiaro che l’incertezza che si sta verificando in questo momento non giova alla crescita del Paese. Non vorrei andare oltre perché non ho dati in mano per poter fare altre considerazioni. Siamo tutti in attesa.

Temete uno stallo nell’azione di governo? Bisogna andare a votare?

Il presidente del consiglio in questo momento è negli Stati Uniti. Abbiamo letto che ha fatto un accordo con l’Ibm per 150 milioni, per creare un grande centro qui in Italia. Questo è un fatto positivo. Quindi vediamo cosa succederà quando Renzi tornerà in Italia. Sarà necessario che prenda delle decisioni immediate, non possiamo lasciare un vuoto al ministero dello Sviluppo economico.

Un anno fa di questi tempi si era dimesso un ministro per voi di Federlegno importante, come Maurizio Lupi. Come associazione di categoria temete che possano esserci ripensamenti su provvedimenti che avete ottenuto, come il bonus mobili?

Il bonus mobili è già legge. Giovedì sera l’Agenzia delle Entrate ha emesso una circolare per il bonus mobili per le giovani coppie. La strada è stata tracciata e si proseguirà.

«Sarà necessario che Renzi prenda delle decisioni immediate, non possiamo lasciare un vuoto al ministero dello Sviluppo economico»

Confindustria intanto ha un nuovo presidente, che arriva grazie all’accordo tra le rappresentanze delle piccole imprese e le grandi imprese statali come Eni. È una Confindustria spaccata. Come si troveranno le aziende del mobile?

Giovedì ero a Roma per votare. La scelta è stata fatta dalla maggioranza, che è una maggioranza che (per numeri risicati, ndr) si è sempre verificata nell’ambito delle precedenti elezioni di Confindustria, anche in quella tra Squinzi e Bombassei. È vero che il presidente in pectore Enzo Boccia è di un’azienda piccola, ma è anche vero che noi Federlegno-Arredo siamo una federazione composta tra tremila aziende, per lo più medio-piccole. Quindi è forse più vicina ai nostri problemi rispetto alla grande azienda (rappresentata da Vacchi, ndr).

Lei fino all’ultimo ha tenuto riservato il suo voto. Per chi ha votato?

Io personalmente ho votato Boccia. Non l’ho dichiarato perché il mio voto non fosse strumentalizzato.

Squinzi per il tipo di settore in cui opera era vicino alla casa e quindi all’arredo. Il nuovo presidente sarà all’insegna della continuità o della discontinuità?

Parto sempre da questa considerazione: una persona non risolve i problemi. La squadra e il team risolvono i problemi. Ora è importante vedere la squadra che l’amico Enzo Boccia saprà creare e su questo si fonderà il futuro della Confindustria. Fermo restando che dovrà anche saper calmare…rimettere assieme il mondo di Confindustria.

«Nell’elezione di Confindustria ho votato per Boccia, il nuovo presidente. Viene da una piccola impresa ed è più vicino ai nostri problemi rispetto alla grande azienda»

Parliamo appunto di aziende. Il 2015 è stato un positivo per l’export, cresciuto del 6%, grazie alla spinta degli Stati Uniti ma anche della Cina, e nonostante la frenata della Russa. Il mercato domestico ha quantomeno arrestato la caduta. Voi avete un “termometro aziendale”, che temperatura segna?

La temperatura è sempre in rialzo.

Quindi si sta meglio?

Sì, il sentiment e i dati per questo primo scorcio di anno sono positivi sia per quanto riguarda l’exporti sia per il mercato interno. In Paesi come la Russia ci sono situazioni indipendenti dalla nostra volontà, ma altri Paesi stanno crescendo. Gli Stati Uniti riconfermano la loro crescita, come i Paesi europei e la Cina. Se il buon giorno si vede dal mattino, e i primi tre mesi sono positivi, ritengo che anche il 2016 possa essere un buon anno.

Passiamo al lavoro. Dal 2007 il settore ha perso 14mila aziende e 62mila addetti, il fatturato si è ridotto di quasi la metà. Se sarà ripresa, che ripresa sarà per il lavoro?

C’è da dire anzitutto che nel 2015 si è registrato un calo del 31% nelle ore di cassa integrazione, che proprio nel 2015 hanno raggiunto il livello più basso di ore utilizzate degli ultimi sei anni (fonte: Centro Studi FederlegnoArredo, ndr). Quindi non parliamo solo di dati positivi per il fatturato, ma anche per chi lavora in azienda.

Ci sarà una ripresa senza lavoro come sta succedendo nel tessile, anche a causa dell’automazione?

Nel settore dell’arredamento abbiamo l’automazione, ma il prodotto italiano è ricercato nel mondo perché ha quel segno di qualità e di design che difficilmente si potrà fare con una macchina. Si continuerà a fare con le mani. Se cresce il fatturato cresceranno anche gli occupati.

Gli occupati poi vanno formati. Questo è l’anno della partenza dell’alternanza scuola-lavoro. Che segnali avete?

Quello dell’alternanza scuola-lavoro è un tasto su cui stiamo puntando da tempo. Noi stiamo puntando molto sui giovani, con il nostro Polo Formativo. Chi esce da questo istituto trova subito occupazione. In questo momento la scuola è solo Brianza, ma la nostra strategia è di portare questi centri formativi per il nostro settore in altre parti d’Italia. Stiamo intanto costruendo una scuola nuova, totalmente in legno, che sarà aperta entro fine anno e ci permetterà di passare da 80 a 220 in tre-quattro anni. Purtroppo più di questo attualmente non possiamo fare.

«Nel settore dell’arredamento abbiamo l’automazione, ma il prodotto italiano è ricercato nel mondo perché ha quel segno di qualità e di design che difficilmente si potrà fare con una macchina. Si continuerà a fare con le mani. Se cresce il fatturato cresceranno anche gli occupati»

Sempre a proposito di aziende, si può fare di più per favorire il ricambio generazionale nel settore? Il problema è molto sentito.

È un problema che sentiamo come nostro da molti anni. È un tema delicato, su cui possiamo fare molti convegni, ma credo che ora dobbiamo mantenere le aziende che ci sono. Altrimenti non ci sarà neanche il ricambio generazionale.

Il bonus mobili dal 2016 è stato esteso alle giovani coppie che comprano casa: come evitare, dal punto di vista dei produttori e distributori italiani, che vada tutto all’Ikea?

L’Ikea mi ha ringraziato perché è uscito il bonus mobili, perché ha aiutato le loro vendite. Non si può evitare. Quello che posso dire è che la qualità del prodotto italiano è superiore a quella di qualsiasi altro prodotto in circolazione. Mi auguro solo che le giovani coppie possano optare per un prodotto italiano. D’altra parte devo aggiungere che Ikea acquista molto dai produttori in Italia.

Tra pochi giorni inizia il Salone del Mobile. Ci saranno le sezioni tematiche dedicate al Bagno e delle Cucine. Partiamo dalle cucine, i mobili che conosce meglio. Come stanno cambiando? Il fenomeno dei cuochi in tv, che ormai è mondiale, sta cambiando il modo in cui vediamo le cucine?

È un grande momento. Sa che ho fatto da poco una gara di cucina con Oscar Farinetti, da Eataly? Io ho fatto il frico, un piatto friulano, e lui un piatto piemontese, è stato divertentissimo, anche se lui aveva molti più aiuti di me. Scherzi a parte, sta cambiando la struttura dell’appartamento e della casa. Già da anni non c’è più la cucina staccata dagli altri ambienti e non c’è più la sala da pranzo. Oggi la cucina comincia a diventare un ambiente vissuto. Ci sono i pc. La gente comincia a starci di pomeriggio, ci parla. È diventato un ambiente allargato.

È vero che anche il bagno oggi è diventato un ambiente centrale della casa?

Certo, ha sempre maggiore forza, perché le aziende hanno saputo migliorarsi e mettere elementi di design anche nei bagni. Penso che il Salone in questo abbia aiutato molto.

La tecnologia sta già cambiando le case? I kindle ridurranno le librerie, i tablet cambieranno i salotti?

Certamente, e a questi cambiamenti è dedicata la mostra che abbiamo curato alla Triennale, che si chiama “Stanze, altre filosofie dell’abitare”. Ospitiamo le idee di 11 architetti italiani, che presentano degli ambienti come li vedono e li immaginano loro. Tra questi c’è Carlo Ratti, che come noto è molto attento ai temi della tecnologia.

«L’Ikea mi ha ringraziato perché è uscito il bonus mobili, perché ha aiutato le loro vendite. Non si può evitare. Quello che posso dire è che la qualità del prodotto italiano è superiore a quella di qualsiasi altro prodotto in circolazione»

Lei citava Farinetti, che con Eataly ha portato i cibi italiani in giro per il mondo, valorizzandoli. È arrivato il momento di un Eataly del design?

Noi siamo già presenti nel mondo. Quello che stiamo facendo con il Salone del Mobile, in Italia, a Shanghai e a Mosca, è quello di portare il design italiano nel mondo. Compreso l’Iran. Non so se Farinetti abbia copiato da noi, ma noi siamo presenti da molto tempo sui mercati esteri come design italiano.

Il Salone di quest’anno punta su Lusso e Classico. Sono temi pensati per il mercato del Medio ed Estremo oriente, che hanno clienti più tradizionalisti?

Per certi versi sì. Abbiamo creato il padiglione XLux, dove c’è un prodotto di un classico-moderno che viene ricercato dai Paesi del Medio Oriente e dalla Cina, ma anche dagli Stati Uniti. In genere il mondo del classico è in sordina rispetto all’estero, quest’anno invece abbiamo puntato molto su questo. In certi Paesi il classico pesa tantissimo. Nonostante il fatto che abbiamo perso circa il 30% dal 2013 a oggi, siamo in crescita sul prodotto classico.

Oggi, 2 aprile, comincia la XXI Triennale di architettura, che torna a Milano dopo 20 anni. Vi aspettate un “effetto Triennale” come quello dell’Expo sull’agroalimentare?

Ho fatto un roadshow in varie parti del mondo presentando la mostra Stanze e da più parti mi hanno chiesto di farla girare, per esempio negli Stati Uniti. La mostra dura fino a settembre, credo che ci sarà tempo di pensare se trasferire all’estero questi particolari progetti. Credo che il Salone del Mobile già di per se stesso dia una valenza positiva al settore.

Giovedì è scomparsa Zaha Hadid: un architetto di fama mondiale che è legata a Milano e che saputo innovare nei materiali e nelle forme, anche nell’arredamento. Ci sarà modo di ricordarla durante il Salone?

Mi dispiace molto. La notizia è così fresca che non ci ho ancora pensato. Credo che le aziende che l’hanno avuta come consulente potranno fare qualcosa. Non pongo nessun freno.

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