Investimenti, il magro bilancio di chi ha puntato sull’Europa

Lo dicono gli indici: investire in titoli europei negli ultimi 15 anni ha reso molto meno che farlo in quelli americani o inglesi. Solo il Giappone ha performance peggiori. E il futuro? Le condizioni sono favorevoli, ma la Brexit potrebbe cambiare tutto in peggio

Una vera ripresa dell’Europa si fa attendere da molti anni e questo, per gli investitori, ha significato dei rendimenti insoddisfacenti. Per rendersene conto basta guardare il grafico qui sotto. Sono messe a confonto le performance degli ultimi 15 anni dei principali indici azionari dei Paesi sviluppati, tenendo conto anche dei dividendi pagati durante tutto l’arco temporale. Meno dell’Europa ha reso solo il Giappone.

I motivi del basso rendimento sono molti: l’esposizione a settori molto ciclici, che si traduce in una maggiore volatilità dei profitti. Il peso superiore delle banche in un’epoca di grade regolamentazione e tassi d’interesse bassi. Infine, la bassa esposizione al settore Technology, il miglior settore degli ultimi 3 e 5 anni. Ma la motivazioni principale risiede nella perenne incertezza politica che caratterizza l’Unione Europea, e più nello specifico l’Unione Monetaria.

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