Brexit, perché la Bank of England non ha toccato i tassi

La Bank of England ha deciso di non intervenire sui tassi di interesse, evitando di svalutare la sterlina, di aumentare l’inflazione e, al tempo stesso, di bloccare i prestiti bancari

Nonostante le attese, la Bank of England ha deciso di non toccare i tassi di interesse. Chi si aspettava un abbassamento – per favorire gli investimenti e calmare la paura post-Brexit – non aveva tenuto conto di almeno due fattori importanti: il primo è la sofferenza del sistema bancario. Il margine di interesse netto è già ai minimi, e ridurre i tassi avrebbe solo peggiorato le cose. Anziché stimolare gli investimenti, avrebbe costretto le banche a chiudere il rubinetto del credito, bloccando l’economia e ottenendo effetti contrari a quelli che si prefiggevano.

Il secondo motivo riguarda la sterlina: un taglio dei tassi avrebbe avuto conseguenze anche sul suo valore, che dopo la Brexit è diminuito del 10% rispetto al dollaro. Una situazione positiva per le esportazioni, ma molto grave per l’inflazione. Una scelta di prudenza, ma anche di saggezza.

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