Piacere a tutti? Sul lavoro è la strategia più sbagliata

Non solo piacere a tutti è praticamente impossibile. È anche una strategia poco vincente: perché non si scopre chi siamo davvero, perché si alimenta solo il proprio ego e si restringe il campo. E perché giocare con le proprie regole è fondamentale

Chi scrive lo sa bene: si mettono insieme parole e opinioni per piacere anche e soprattutto agli altri. Diffidate sempre da chi vi dice il contrario, che scrive per se stesso: a volte è vero, ma nella maggior parte dei casi si tratta di una posa. Uno scrittore, un giornalista, un blogger scrivono per un pubblico al quale sperano di piacere. Piacere, peraltro, è una parola di cui mai come di questi tempi si è abusato: se pensiamo a like in inglese, il nostro primo pensiero va a quel pollice all’insù, diretta conseguenza di un clic spesso dato mentre siamo distratti in metro, stiamo salendo sul bus o magari parlando con qualcun altro. “Mi piace”, ma forse non so neanche se mi piace davvero, ma voglio confermarti che esisto e ti do la mia opinione. D’altro canto, il gioco è lo stesso per chi il like lo riceve: aumenta l’autostima e si ha una conferma che quel post, quella foto, quel video è qualcosa che può incontrare il gusto degli altri. Alcune persone o, in fondo, tutti? Probabilmente la seconda: sui social si spera, inconsciamente o consciamente, di piacere a tutti.

E questa, nella nostra realtà social-oriented, sembra essere la strategia giusta per emergere e affermarsi anche nel mondo del lavoro. Una strategia che alla lunga non paga né quando si detiene una leadership, amministratore delegato, ma anche responsabile di un certo settore dell’azienda o più semplicemente project manager, ma neanche quando lo si fa tra i propri colleghi. Non serve, insomma a portarci dove forse tutti vogliamo andare, dettaglio più dettaglio meno: farci valere per quello che davvero sappiamo fare o che crediamo di sapere fare e costruire su questo un piccolo o grande successo.

I motivi per cui piacere a tutti non è una strategia vincente? Vediamone alcuni.

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Sui social si spera, inconsciamente o consciamente, di piacere a tutti. Ma sul lavoro è una strategia che sul lavoro non paga, soprattutto se si ha una responsabilità in azienda

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