Spegnere le luci per sostenere l’ambiente, Intesa Sanpaolo c’è

Torna “M’illumino di meno”, la campagna di sensibilizzazione sulla sostenibilità ambientale. In prima fila Banca Intesa. Tre sedi museali a lume di candela. Dipendenti invitati a recarsi al lavoro a piedi, per uno stile di vita sostenibile. Bisogna conoscere la bellezza, e cambiare passo

Domani 23 febbraio si festeggia il compleanno del Protocollo di Kyoto, forse il più grande tentativo internazionale di salvaguardare il mondo dalla distruzione provocata cambiamenti climatici. Proprio in questa data così evocativa torna “M’illumino di meno”, la campagna di sensibilizzazione sulla sostenibilità ambientale ideata dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio2. Spegnere le luci e accendere l’interesse sul futuro del nostro Pianeta. Non solo piazze e monumenti di tutta Italia saranno coinvolti, ma anche aziende che si impegnano per tutelare l’ambiente, come Intesa Sanpaolo, che dal 2010 partecipa attivamente all’iniziativa. Infatti anche quest’anno Intesa aderisce, con le sue filiali e i suoi dipendenti.

Circa 15 mila insegne delle filiali del gruppo verranno spente dalle 19.00 alle 23.30. Un gesto simbolico e concreto per richiamare l’attenzione degli italiani sul tema dell’energia sostenibile. Verranno spente le luci anche del tre sedi museali delle Gallerie d’Italia a Milano, Napoli e Vicenza dalle ore 18 alle 19.30, invitando tutti i visitatori ad aderire all’iniziativa. Anche i clienti saranno chiamati alla partecipazione attraverso i 7500 monitor degli sportelli ATM e sugli scontrini.

Non solo: tutti i dipendenti dell’azienda saranno invitati a recarsi a lavoro a piedi contando i propri passi, promuovendo uno stile di vita più sostenibile. Grazie all’Associazione Lavoratori Intesa Sanpaolo – ALI e alle partnership con TObike e BikeMI, i primi 200 partecipanti potranno beneficiare di vantaggi per il bike sharing a Torino e a Milano, in modo da incentivare anche per il futuro l’esperienza di mobilità sostenibile in linea con il più ampio programma dimobility management del Gruppo. Perché la bellezza è sotto i nostri piedi. Bisogna solo rendersene conto. E cambiare passo.

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