ProduttivitàLe piccole medie imprese, così necessarie eppure così dimenticate

Nicola Patrizi (presidente di Federterziario): “Il Governo deve ascoltare le piccole imprese, e aiutarle ad accedere ed a allocare le risorse”

Si è conclusa venerdì la due giorni organizzata da FederTerziario per festeggiare i 25 anni dalla sua nascita. Dopo il rinnovo delle cariche sociali della confederazione, presso la Pinacoteca del Tesoriere, a Roma, si è svolto il convegno dal titolo “La creazione del valore nelle PMI tra cultura e lavoro”, cui hanno preso parte ospiti e relatori che hanno posto, ancora una volta, al centro del dibattito, il mondo delle Piccole e Medie Imprese. “Dal 2008 al 2017 – spiega il neo presidente di Federterziario, Nicola Patrizi – il settore dei servizi alle imprese ha avuto un incremento occupazionale pari all’8% di cui il 3% solo nell’anno 2015, tutto ciò a fronte di un diffuso calo occupazionale in molti altri settori produttivi. Proprio nel periodo di massima difficoltà le imprese italiane hanno dunque sentito la necessità di provare a contrastare la crisi grazie al supporto di soggetti, come la nostra associazione, in grado di fornire loro nuovi mezzi per risollevarsi dalle difficoltà della negativa congiuntura economica”.

Presidente, i 25 anni coincidono con una manovra che viene definita dalla coalizione giallo-verde “la manovra del popolo” vi soddisfa per quanto riguarda il settore di vostra competenza?
FederTerziario è un’associazione che cerca di rappresentare gli interessi delle imprese quindi abbiamo il dovere di osservare le scelte politiche e gli impatti di queste scelte sul territorio. In questo momento non possiamo ignorare il conflitto evidente tra l’Italia e l’Europa su troppe tematiche, ma siamo fiduciosi che questa non sarà la veste finale della manovra. L’importante è che noi restiamo uniti per il bene dell’Italia e per il bene delle imprese che rappresentiamo, offrendo loro supporto nella gestione degli effetti di quella che sarà la manovra finale.

il sistema Italia non riesce a mettere a disposizione delle Microimprese le risorse dei fondi strutturali, a causa di una scarsa capacità di programmare e spendere i fondi che l’Europa ci ha messo a disposizione

Qual è l’impronta principale di ciò che chiedete all’esecutivo?
Quella di ascoltare le imprese e di allocare risorse idonee soprattutto per gli investimenti in termini di capitale finanziario, ma soprattutto capitale umano. Per le imprese che rappresentiamo è necessario riuscire ad avere accesso ai servizi, servizi che, in quanto tali, le piccole imprese non possono usufruire perchè hanno una dimensione che non gli consente proprio di accedervi. È necessario quindi trovare le risorse in grado di operare con dei servizi di rete per soddisfare delle esigenze che sono troppo importanti per il nostro tessuto economico”.

Come interviene FederTerziario nel facilitare l’accesso delle Pmi a questi servizi?
In questi anni è emersa la necessità di trovare le modalità per facilitare l’accesso alle risorse dei Fondi Strutturali che rappresentano, unitamente ai fondi interprofessionali, il principale bacino di finanziamento. Ad oggi il sistema Italia non riesce a mettere a disposizione delle Microimprese le risorse dei fondi strutturali, a causa di una scarsa capacità di programmare e spendere i fondi che l’Europa ci ha messo a disposizione. In questo la nostra associazione assume un valore strategico che se ben esercitato può produrre le necessarie economie di scala per permettere anche alle imprese, di piccolissime dimensioni, di accedere a servizi innovativi e alla formazione, che concorrono alla creazione del valore delle imprese.

Lo spread costantemente sopra i 300 punti vi spaventa?
È una vicenda politica nella quale non voglio entrare. Spaventa nella misura in cui incide nella possibilità di accesso al capitale per le imprese quindi ai finanziamenti e ai tassi di interesse. Certamente si ripercuote sull’innalzamento del costo del denaro anche per gli investimenti e quindi è un dato che bisognerà tenere sotto osservazione.

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