Il personaggio (mancato)X Factor, Lodo senza lode si salva grazie ai Bowland

L’ultimo gruppo che gli è rimasto, i Bowland, vive di luce propria. Ma la prova di Lodo Guenzi dello Stato Sociale a X Factor è sempre più opaca

Arrivato a giochi fatti in casa X Factor, come giudice nella categoria Gruppi, Lodo Guenzi, sostituto in corsa di Asia Argento (licenziata dopo il caso Bennet), ha rivelato da subito l’incapacità di brillare di luce propria. Lo ripetono i commentatori, e in fondo lo sa anche lui, il “biondino” è un pesce fuor d’acqua. Annaspa, parla, straparla, fa scelte avventate, pagate dai suoi concorrenti a caro prezzo. Lodo perde due band su tre, già prima del giro di boa della serata degli inediti, ed è gioco facile per la bravissima Asia uscirsene con un “non ha seguito i miei consigli”.

E anche li avesse ascoltati non sarebbe stato comunque facile confrontarsi con un tris di primo livello, rappresentato dal carisma di una Maionchi sempre in forma, dagli aneddoti infilati con gran nonchalance tra un’esibizione e l’altra dell’Agnelli, per non parlare di Fedez, che essendo ormai un tutt’uno con la Ferragni, incarna, di fatto, il miglior spottone vivente degli ultimi anni. Il Guenzi non ha la malizia sufficiente per uscire dal personaggio funzionate del suo di gruppo, e diventa così il bersaglio facile e sicuro, il comodo capro espiatorio per la triste fine della sua categoria, che anche nelle precedenti edizioni, a onor di cronaca, non se la passava poi tanto meglio.

l Guenzi non ha la malizia sufficiente per uscire dal personaggio funzionate del suo di gruppo, e diventa così il bersaglio facile e sicuro

Di certo gli altri giudici non gli lanciano alcun salvagente, e in fondo perché dovrebbero, X Factor è una “guerra”, e a prendere la corona alla fine sarà uno soltanto. Ci si aspettava quindi nella quinta puntata l’ecatombe finale, la morte (televisiva) anche dell’ultimo gruppo rimasto in gara.

Ma qualcosa ha sparigliato le carte, deviando il triste destino del giudice dalla faccia d’angelo: i Bowland, l’ultimo gruppo sopravvissuto, irradiano ancora il palco, con una luce che non si può offuscare facilmente, condensata in maniera ancora più convincente nell’inedito che presentano per l’occasione, “Don’t Stop Me”. Così, con buona pace di tutti, e di Fedez in particolare (che perde una delle sue pupille, Renza), i Bowland sfondano e restano in gara, avviandosi, di fatto, a essere una delle proposte migliori dell’edizione (al pari del sempre più lanciato Anastasio, tra i più applauditi della serata).

Nonostante i Bowland per Lodo però c’è ben poco da festeggiare, visto che si candida a essere una delle “comparsate” di minor impatto del talent, al pari della Levante di un anno fa. Forse non si aspettava, dall’alto della sua fanciullesca innocenza, di finire sotto una pericolosa lente d’ingrandimento, che è infima non solo per i concorrenti in cerca del contratto discografico, ma anche per i giudici, che devono quantomeno dimostrare di essere alla fine di quel noto “percorso” di cui si riempiono la bocca, e non quasi all’inizio anch’essi. Devono dimostrare di essere all’altezza, almeno loro.

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