Si allontanano le elezioniCoronavirus, verso il rinvio del referendum sul taglio dei parlamentari

Il rischio dello slittamento della consultazione referendaria a causa dell’emergenza sanitaria è molto alto. Adesso si attende solo l’ufficialità

Il referendum sul taglio dei parlamentari è in bilico. Il motivo: l’emergenza coronavirus. Ancora nessuna decisione è stata presa ufficialmente, ma la sensazione è che la prudenza possa avere la meglio anche in questo caso. L’ipotesi di un rinvio è già iniziata a circolare, e il referendum del 29 marzo targato Cinque Stelle rischia di slittare a inizio giugno. Il ragionamento è quello per cui, se il picco dei contagi dovesse avvenire tra qualche settimana, con l’approssimarsi della consultazione referendaria diventerebbe un serio problema organizzare i seggi nelle scuole, per giunta già chiuse in varie regioni.

«Scenario molto realistico», commenta Tommaso Nannicini del Pd, che segue la richiesta ufficiale arrivata invece da Benedetto Della Vedova di + Europa. «Ancora non si sa – risponde Della Vedova alla domanda sul possibile rinvio -, sto facendo il massimo. È evidente che nelle prossime settimane in molte regioni italiane l’emergenza coronavirus, così come decretata e affrontata dal governo Conte, comporterà, tra le altre cose, l’impossibilità di svolgere iniziative pubbliche per il referendum confermativo del taglio dei parlamentari». Esistono numerosi provvedimenti amministrativi adottati da comuni e regioni che limitano lo svolgimento di manifestazioni pubbliche «cosi che – continua Della Vedova – per precauzione e timore, finché la situazione non sembrerà sotto controllo, eviteranno spostamenti e diserteranno ogni appuntamento in luogo pubblico non strettamente legato all’attività di lavoro. In questo quadro penso che il governo debba considerare il rinvio della data del referendum».
A dare appoggio al membro di +Europa ci pensano anche il Dem Stefano Pedica che propone di «rinviare il referendum almeno di due mesi», e Simonetta Rubinato, presidente dell’associazione Veneto Viva, che oltre a chiedere di rinviare la consultazione sul taglio dei parlamentari, propone di spostare il rinnovo dei consigli regionali e delle amministrazioni comunali in scadenza a maggio.

Anche i Cinque Stelle, quindi, cominciano a prendere coscienza che questa battaglia bandiera dovrà attendere. Il referendum, è bene ricordare, verterà sulla riforma che prevede di tagliare i parlamentari da 945 a 600 (i deputati passerebbero da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200), una riduzione del 36,5% degli eletti.

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