92esima edizioneOscar 2020, il trionfo di “Parasite”: quattro Oscar per il coreano Bong Joon-ho

Oltre al riconoscimento per il miglior film internazionale, la pellicola si aggiudica quella per il miglior film, la migliore sceneggiatura e la migliore regia. Ridimensionati “Joker” e “C’era una volta a... Hollywood”

Mark RALSTON / AFP

La grande notte di Parasite, di Bong Joon-ho: il regista coreano vince il riconoscimento per il miglior film, ma anche quello per il miglior film internazionale, quello per la migliore regia (e sfidava gente del calibro di Martin Scorsese e Quentin Tarantino) e quello per la migliore sceneggiatura originale. Un momento storico per la storia dell’Academy.

Per il capolavoro di Sam Mendes, 1917, fioccano gli Oscar “tecnici”: miglior fotografia, miglior sonoro, migliori effetti speciali – il suo principale competitor, in questo senso, è stato Le Mans ’66 – La grande sfida che ha vinto miglior montaggio sonoro e miglior montaggio.

Joker, che entrava già papa – aveva 11 candidature – esce cardinale. Per il film di Todd Philipps c’è solo l’Oscar per il miglior attore protagonista, meritatissimo da Joachin Phoenix, e quello per la miglior colonna sonora originale. È andata perfino peggio a The Irishman, di Martin Scorsese, che aveva 10 nomination ed è rimasto a bocca asciuta. Zero.

Vista la serata, non può lamentarsi Quentin Tarantino, visto che anche il suo C’era una volta a… Hollywood partiva con 10 nomination e ha portato a casa solo due riconoscimenti: la miglior scenografia e il miglior attore non protagonista, vinto da Brad Pitt. L’attore, che ha ringraziato il regista e il collega, si è fatto notare per una battuta sull’impeachment. «Ho solo 45 secondi per parlare. Sono comunque 45 secondi in più di quelli che sono stati dati a John Bolton». Joaquin Phoenix invece ha ricordato il fratello, invitando gli attori a farsi portavoce di cause importanti (e che, quasi per sgarbo, ha dimenticato di ringraziare Robert De Niro).

A mani vuote è rimasta anche Scarlett Johansson, che era candidata sia per l’Oscar alla migliore attrice protagonista per Storia di un matrimonio (premio che è andato a Renée Zellweger per Judy), e sia come attrice non protagonista per Jojo Rabbit, il film sul nazismo di Taiko Waititi. Niente di fatto, ma pazienza. Il film si è comunque aggiudicato il premio per la migliore sceneggiatura non originale.

Tra i premi minori, si segnala la vittoria come miglior cortometraggio animato, di Hair Love, di Matthew A. Cherry, delicato film sui capelli e la malattia. «Questo è un omaggio ai capelli dei neri. Volevamo normalizzare il tema». Il regista e produttore dedica la vittoria della statuetta a Kobe Bryant, il campione della pallacanestro scomparso da poco. «Tutti, come lui, meritano una seconda chance». Il miglior lungometraggio animato, invece, è il film della Pixar Toy Story 4, con regista Josh Cooley.

Va ricordato anche il premio per il miglior documentario, Made in Usa – Una fabbrica in Ohio, di Steve Bognar, Julia e Jeff Reichart. È il primo prodotto dalla Higher Ground Production, fondata da Barack e Michelle Obama (ma i due non erano presenti in sala).

C’è stato spazio per un momento di gloria anche per Elton John, che si aggiudica insieme a Bernie Taupin l’Oscar per la migliore canzone con “I’m gonna love me again”, del film Rocketman.

Uno dei leitmotiv dell’edizione, segnata anche quest’anno dall’assenza di un conduttore, (ma con molti ospiti a compensare: Billie Eilish ed Eminem, per fare un paio di esempi), è stata la contestazione per la scarsa rappresentanza di artisti neri e di nomination femminili in ruoli importanti – come quello per il migliore attore (nessun nero), quello per la migliore attrice (solo Cynthia Erivo, che non ha vinto) e quello per il miglior regista (anche qui, nessuno).

Tutte cose messe in chiaro fin dall’inizio dalla cantante Janelle Monáe: ha aperto la cerimonia con uno show ispirato a Fred Rogers cantando A Beautiful Day in the Neighborhood e, poi parlando dal palco, ne ha approfittato per ricordare due cose: che febbraio è il black history month (un omaggio alle sue stesse origini) e la scarsità di donne tra le candidature.

Anche i due attori comici Chris Rock e Steve Martin, entrati subito dopo di lei, ne hanno parlato: «Quando sono nati gli Oscar, nel 1929, non c’erano nomination di neri. Quest’anno ce ne è uno nelle categorie degli attori: un miglioramento pazzesco». I due si sono anche divertiti a prendere in giro alcuni personaggi del pubblico, come Jeff Bezos («È l’uomo più ricco del mondo. Si è separato ed è ancora l’uomo più ricco del mondo. Per lui Storia di un matrimonio è una commedia»).

Infine, il tema dell’esclusione femminile è ritornato in scena nel corso della serata grazie all’abito Dior sfoggiato da Natalie Portman, sopra il quale erano ricamati i nomi di registe che non hanno mai ricevuto una nomination agli Oscar.

Elenco dei premi e dei vincitori

Oscar al miglior attore non protagonista

Brad Pitt, C’era una volta a…Hollywood

Oscar al miglior film d’animazione

Toy Story 4

Oscar al miglior cortometraggio d’animazione

Hair Love

Oscar alla miglior sceneggiatura originale

Bong Joon-ho e Han Jin-won, Parasite

Oscar alla migliore sceneggiatura non originale

Taika Waititi, Jojo Rabbit

Oscar al miglior cortometraggio

The Neghbours Widow

Oscar alla migliore scenografia

Barbara Ling, Nancy Heigh, C’era una volta a… Hollywood

Oscar ai migliori costumi

Jacqueline Durrand, Piccole donne

Oscar al migliore documentario

Made in USA – Una fabbrica in Ohio

Oscar al miglior cortometraggio documentario

Learning to skateboard in a warzone (if you are a girl)

Oscar alla migliore attrice non protagonista

Laura Dern, Storia di un matrimonio

Oscar per il miglior montaggio sonoro

Donald Sylvester, Le Mans ’66, la grande sfida

Oscar per il miglior sonoro

Mark Taylor e Stuart Wilson, 1917

Oscar alla migliore fotografia

Roger Deakins, 1917

Oscar al miglior montaggio

Andrew Buckland, Michael McCusker, Le Mans ’66– la grande sfida

Oscar ai migliori effetti speciali

Guillaume Rocheron, Greg Butler, Dominic Tuhoy, 1917

Oscar al miglior trucco e acconciatura

Kazuhiro Tsuji, Anne Morgan, Viviane Baker, Bombshell, la voce dello scandalo

Oscar al miglior film internazionale

Parasite

Oscar alla migliore colonna sonora originale

Hildur Guðnadóttir, Joker

Oscar alla migliore canzone originale

Elton John, Bernie Taupin, “I’m gonna love me again”, Rocketman

Oscar alla migliore regia

Bong Joon-ho, Parasite

Oscar al migliore attore protagonista

Joachin Phoenix, Joker

Oscar alla migliore attrice protagonista

Renée Zellweger, Judy

Oscar al miglior film

Parasite

Oscar alla carriera

David Lynch, Wes Studi, Lina Wertmüller

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