Capitale dell’innovazioneNasce Smart City Lab, l’incubatore per le start up che cambieranno Milano

Entro un anno in via Ripamonti 88 nascerà un hub per realizzare proposte e progetti volti a migliorare la qualità della vita. Domotica, mobilità, risparmio energetico. Il capoluogo lombardo rappresenta già il 19 per cento delle diecimila micro-imprese sparse tra il Nord e il Centro Italia

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Da qui a un anno Milano ospiterà lo Smart City Lab. Uno spazio di oltre 3 mila metri quadrati dedicato alle imprese e alle start up che, attraverso la ricerca e la tecnologia offrono idee, soluzioni e progetti per migliorare la qualità della vita e ridisegnare in chiave smart la città. Domotica, mobilità, risparmio energetico, internet delle cose: lo Smart City Lab sarà il primo incubatore dove imprenditori, soprattutto under 35, potranno mostrare i risultati ottenuti ai cittadini. Sarà un polo attrattivo per talenti e investimenti e un punto di riferimento per quelle micro-imprese che possono incontrare delle difficoltà sul mercato.

La consegna simbolica delle chiavi da parte di Palazzo Marino a Invitalia, l’agenzia alla quale è stata affidata la realizzazione dell’opera – che conta anche su uno stanziamento di circa cinque milioni di euro da parte del ministero dello Sviluppo economico e di un cofinanziamento del Comune di 500 mila euro per le attrezzature informatiche e le infrastrutture leggere – segna così l’avvio dei lavori di un moderno edificio di mille metri quadrati con terrazzi e giardini, circondato da un’area aperta al pubblico, 530 metri quadrati destinati esclusivamente al verde. Un luogo fisico. Un centro di sviluppo. Una vetrina per promuovere le attività di migliaia di imprese e start up attive sul territorio.

Come showroom pensato per mettere in mostra le migliori idee sul mercato favorendo spazi di discussione con cittadini e utenti, Smart City Lab assume la veste di uno spazio “culturale” sul futuro, oltre che d’incontro, a tutti gli effetti dinamico, grazie ad apposite aree dedicate allo svolgimento di attività didattiche, tutorship e mentorship, conferenze, seminari, workshop e mostre tematiche. Nasce sei anni fa l’idea di un incubatore di imprese e startup impegnate e specializzate a trovare e sviluppare progetti sul tema delle smart city, già con l’intento di rendere Milano una città all’avanguardia.

Nel 2014 il Comune di Milano, col ministero dello Sviluppo economico e l’agenzia Invitalia ha scelto via Ripamonti 88, non lontano da Porta Romana, uno dei quartieri attrattivi del capoluogo lombardo, per ospitare l’incubatore. Sottraendo così la zona al degrado e all’abbandono. Se si guarda al contesto economico del paese, che respira a fatica – anche per quest’anno infatti le stime di crescita per il Prodotto interno lordo si confermano risicatissime, le previsioni diffuse dalla Commissione europea, dall’Ocse e dal Fondo monetario internazionale contemplano tutte, con lievi differenze, degli zero virgola – Milano con questo progetto conferma invece il proprio sviluppo. A dirlo sono i numeri. Che rispetto alla presenza di startup e di imprese, vedono la città sul podio. Sono oltre due mila solo le startup innovative attive a Milano.

Milano rappresenta il 19,1 per cento delle diecimila micro-imprese sparse soprattutto tra il Nord e il Centro Italia, in base all’ultimo Rapporto di monitoraggio sui trend demografici e sulle perfomance economiche delle startup innovative, realizzato dal ministero dello Sviluppo economico, da InfoCamere e da Unioncamere, a gennaio 2020. Per di più in una regione, la Lombardia, che a oggi ospita oltre un quarto di tutte le micro imprese italiane, (il 26,9 per cento). Non solo. Oltre alla quantità, di certo non meno importante, quel che conta è la qualità di queste imprese: ebbene, Milano si aggiudica il podio anche per il numero di startup con le migliori perfomance e con almeno 3, 4 anni di attività. Imprese, che hanno più di 20 dipendenti e un fatturato superiore ai due milioni di euro l’anno. Grazie anche a un tale dinamismo imprenditoriale lo Smart City Lab è la conferma di quanto diceva l’architetto Le Corbusier sul progresso. Per raggiungerlo c’è bisogno di sperimentare. È così che attraverso questo progetto Milano ha deciso di fare proprie sperimentazione e progresso.

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