Corsa alla Casa BiancaSuper Tuesday, lo scatto di Biden: ora le primarie sono una sfida a due

Continua il “Joementum”: l’ex vice di Barack Obama si è aggiudicato nove Stati, alcuni anche a sorpresa. Era dato per morto prima del South Carolina, adesso sembra il candidato che può battere Trump. Sanders non si arrende e continua la battaglia, aggiudicandosi (sembra) la California

WIN MCNAMEE / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

In Usa gli hanno anche dato un nome: Joementum, un gioco di parole tra Joe e momentum. È la spinta propulsiva che Joe Biden ha ricevuto a partire dalla schiacciante vittoria della scorsa settimana in South Carolina, l’inizio della rimonta, e che ieri sera, durante Super Tuesday, il Super Bowl della politica, la notte in cui ben 14 stati votano per le primarie del partito democratico, si è trasformato in un piccolo trionfo, un momento straordinario per l’ex vice presidente.

Dato per morto prima del South Carolina, risorto a tempo di record, passato nel giro di una settimana da cane bagnato a possibile candidato in grado a novembre di battere Trump. È la politica americana, baby, e ieri sera persino gli scafati commentatori di MSNBC si grattavano la testa come di chi ammette di non averci capito niente.

L’ottima notte di Biden inizia infatti subito, quando alle otto ora della East Coast chiudono i primi seggi. Non passano neanche cinque minuti che l’ex vice presidente viene incoronato vincitore in tre stati: Virginia, North Carolina e Alabama. Se gli ultimi due erano prevedibili (vinti rispettivamente con 36% e 62%) è la vittoria in Virginia con il 53% che stupisce: nei sondaggi di un mese fa, Sanders era in vantaggio e Bloomberg aveva speso milioni sperando di sfondare almeno la soglia del 15%, quella indispensabile per ottenere dei delegati (rispetto al 2016 quando avevano votato 782mila persone, ieri hanno votato 1 milione e 300, quasi il doppio).

Alle nove e mezzo a Biden vengono assegnati anche Tennessee (34%), Oklahoma (37%) e Arkansas (33%). Nel frattempo Sanders vince nel Vermont, lo stato dove è senatore, e in Colorado. A Biden va anche Arkansas (34%). A Sanders lo Utah (31%). «Arriveremo alla Casa Bianca», grida Bernie Sanders. È lui il primo a parlare, in diretta dal Vermont, il suo stato. Fa un discorso che parla alla base: cercano di fermarci, abbiamo l’establishment contro, ma non ci diamo per vinti. Cita le vittorie – Colorado e Vermont – e dice che vincerà anche la California [dato confermato da Associated Press, ndr].

Alle nove e mezza tocca invece a Biden. Parla da Los Angeles, accompagnato dalla moglie Jill, con toni simili a quelli usati dopo la vittoria in South Carolina: «Se vi sentite lasciati indietro, questa è la campagna per voi. Se volete un candidato davvero democratico, questo sono io». Cita un poeta irlandese, Seamus Heaney: «Make hope and history rhyme», riprendendo un concetto caro a Obama, la speranza.

A un certo punto il suo discorso viene interrotto da due attiviste che salgono sul palco: molta paura, ma nessuna conseguenza seria. In qualunque modo finisca questo Super Tuesday per Biden è un grande risultato, ne è consapevole lui, lo ripetono gli analisti di praticamente tutti i canali televisivi. Biden sta sfruttando al meglio il fatto che da una settimana non si fa che parlare di lui e della sua vittoria in South Carolina ed è un serpente mediatico che si morde la coda: più il suo nome domina il ciclo delle news, più il suo momentum cresce.

Esattamente l’opposto di quello che è successo a Elizabeth Warren: quasi sparita dalle notizie, la sua campagna è andata via via spegnendosi. Il fatto che ieri sera non abbia vinto neanche nel suo stato, il Massachusetts – anche questo vinto da Biden – è un risultato che sa di disfatta. «Biden vince nel Massachusetts senza aver speso un soldo lì», dice su MSNBC Rachel Maddow.

Ed è una cosa che verrà ripetuta spesso: la vittoria di Biden in stati come Virginia, Oklahoma, Massachusetts, Minnesota è sorprendente e speciale anche per questo, perché sono stati dove l’ex Presidente non ha mai investito, né soldi né presenza fisica. All’una di notte a Biden viene assegnato anche il Texas ed è una vittoria clamorosa: qui Sanders ha una presenza sul territorio massiccia e costante, e i sondaggi lo davano avanti. Mancano ancora i risultati definitivi della California. Sanders è sempre stato in testa e le prime proiezioni confermano il risultato, con Biden addirittura terzo e Bloomberg è secondo dietro a Sanders. A questo punto, nulla può rovinare la serata a Biden, anche perché quello che importa è la conta dei delegati. E la gara è ormai a due, tra un candidato che è sempre stato in vantaggio e uno che sembrava spacciato e che ieri sera è tornato alla ribalta, più forte di prima.

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