Il testoDecreto anti coronavirus, tutte le misure per imprese e famiglie

Il consiglio dei ministri ha approvato il maxi decreto “anti coronavirus”. Una manovra in 122 articoli, per 25 miliardi di euro, che mobilita in totale 350 miliardi di risorse. Tra le misure: mutui sospesi, cassa integrazione per tutti e indennità da 600 euro per le partite Iva

Il consiglio dei ministri ha approvato il maxi decreto “anti coronavirus” (o “cura Italia”). Una manovra in 122 articoli, per 25 miliardi di risorse. Lo stanziamento copre tutta la spesa autorizzata dal Parlamento la scorsa settimana, mobilitando in totale fino a 350 miliardi euro, grazie alle garanzie statali che permetteranno maggiore accesso alla liquidità alle aziende messe in ginocchio dal lockdown. «Nessuno deve sentirsi abbandonato», ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «Si sta delineando un modello italiano anche per la strategia e la politica economica adottata» per far fronte a questa emergenza. «Non pensiamo di poter combattere un’alluvione con gli stracci e con i secchi. Stiamo cercando di costruire una vera e propria diga. Su questa strada vogliamo che l’Europa ci segua». Ma, ha aggiunto, «siamo consapevoli che questo decreto non basterà». Questo, ha spiegato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri prima di partecipare all’Eurogruppo, è il provvedimento con cui «diamo una prima risposta alla crisi coronavirus». Seguirà poi un “decreto aprile”, con un piano di semplificazione e accelerazione degli investimenti pubblici.

Le misure principali del decreto “cura Italia” riguardano sanità, lavoro, tasse e mutui, congelando già la scadenza prevista per oggi per tutti gli adempimenti fiscali.

Sanità e Protezione Civile. La prima parte del decreto riguarda il potenziamento di sanità e protezione civile, con un finanziamento di circa 1,150 miliardi ciascuno. Il Fondo emergenze nazionali viene incrementato complessivamente di 1,65 miliardi. Per il Sistema sanitario nazionale sono previste 20mila assunzioni già deliberate. Per il pagamento degli straordinari a medici e infermieri, vengono stanziati invece 150 milioni di euro. Previsto anche un potenziamento delle reti di assistenza territoriale, con quasi 350 milioni di euro. La sanità privata è chiamata a mettere a disposizione il personale sanitario in servizio, i locali e le apparecchiature. Le regioni possono inoltre attivare aree sanitarie temporanee anche all’interno e all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza. I camici bianchi potranno restare in servizio anche oltre i limiti previsti per l’accesso alla pensione. Mentre per l’abilitazione alla professione medica basterà la laurea: «Questo significa liberare immediatamente sul Sistema sanitario nazionale l’energia di circa diecimila medici», ha spiegato il ministro dell’Università Gaetano Manfredi. In più, si potrà fare ricorso anche ai medici provenienti dall’estero.

Finanziamenti agevolati per 50 milioni sono previsti per le aziende produttrici di dispositivi medici e mascherine, sotto la supervisione di Invitalia e del commissario straordinario Domenico Arcuri. Fino alla durata dello stato di emergenza, è permessa la produzione di mascherine in deroga alle norme, purché autorizzate dall’Istituto superiore di sanità.

Per fronteggiare l’emergenza sanitaria, i prefetti potranno requisire presidi sanitari e medico-chirurgici, oltre che beni mobili e immobili di qualsiasi genere, compresi gli alberghi, per ospitare le persone in quarantena e isolamento. Tra le misure speciali, viene stabilito anche l’arruolamento eccezionale, con una ferma di un anno, di 120 medici e 200 infermieri dell’Esercito. Lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze è autorizzato alla produzione e distribuzione di disinfettanti e sostanze ad attività germicida o battericida, nel limite di spesa di 704mila euro. Di parallelo, anche l’Inail è autorizzato ad assumere un contingente di 200 medici e 100 infermieri. Previsto infine un potenziamento del personale dell’Istituto superiore di sanità.

Lavoro. Le misure a sostegno del lavoro sono quelle che occupano gran parte del provvedimento, con una estensione degli ammortizzatori sociali straordinari per tutto il territorio nazionale in maniera retroattiva, già dal 23 febbraio. Per 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, le aziende non potranno licenziare nessuno, anche a fronte di una forte riduzione dei fatturati. Sospese anche tutte le procedure di licenziamento pendenti avviate dopo il 23 febbraio. Il periodo di quarantena o isolamento sorvegliato viene equiparato alla malattia.

Il governo stanzia in tutto circa 10 miliardi per sostenere gli stipendi dei 5 milioni di lavoratori costretti al fermo forzato e per venire incontro ai genitori con figli e persone non autosufficienti a carico da accudire in casa, in seguito alla chiusura di scuole e centri di assistenza. Salgono a 5 miliardi i finanziamenti per la cassa integrazione, che diventa universale: i datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per una durata massima di nove settimane. L’assegno ordinario è concesso anche ai lavoratori di imprese iscritte al Fondo di integrazione salariale, che viene rafforzato con 1,3 miliardi aggiuntivi. Le aziende che si trovano già in cassa integrazione straordinaria o con contratti di solidarietà possono comunque presentare domanda di accesso al trattamento ordinario. Potenziata la cassa integrazione in deroga con una dotazione di 3,3 miliardi, estesa a tutti i settori del privato, compreso quello agricolo, della pesca e del terzo settore. Esclusi solo i lavoratori domestici.

In generale, anche per la pubblica amministrazione viene incentivato il lavoro a distanza, con l’utilizzo massimo di ferie e permessi nel caso in cui non fosse possibile, assicurando solo di organici minimi per garantire i servizi essenziali. Per i quali comunque si predilige l’uso di procedure online e telefoniche con l’utenza.

Cento euro vanno invece ai lavoratori con buste paga fino a 40mila euro, che in questi giorni sono sul posto di lavoro, senza che la somma concorra alla formazione del reddito

Congedi e bonus. I genitori lavoratori con figli fino a 12 anni, e senza alcun limite d’età per chi ha figli disabili, potranno invece usufruire di un congedo di 15 giorni, esteso anche agli autonomi iscritti alla gestione separata dell’Inps. Viene riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione. Per questa misura la dotazione è di 1,2 miliardi. In alternativa, è prevista la possibilità di usufruire di un bonus baby sitter di 600 euro, che sale a 1.000 euro per medici, infermieri e operatori sanitari. Si potrà inoltre godere di 12 giorni di permesso retribuito in più (legge 104) per marzo e aprile, con uno stanziamento ulteriore di oltre 550 milioni.

Partite Iva e autonomi. Per professionisti e autonomi sono stati stanziati 3 miliardi a tutela del periodo di inattività, per una platea di quasi 5 milioni di persone. Una indennità una tantum di 600 euro per il mese di marzo (rinnovabile poi ad aprile con un’ulteriore misura) è riconosciuta ai lavoratori autonomi, ai cococo, agli stagionali del turismo e dell’agricoltura. La stessa indennità è riconosciuta ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo. Previsto anche un sostegno, nel limite massimo di 10 milioni di euro, per i collaboratori di società e associazioni sportive dilettantistiche.

Prorogati i termini di presentazione delle domande di disoccupazione agricola, Naspi e Diss-Coll.

Viene istituito inoltre un “Fondo di ultima istanza”, con una dotazione di 300 milioni di euro, come fondo residuale per coprire tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro, compresi i professionisti iscritti agli ordini.

Liquidità a imprese e famiglie. Per fornire liquidità alle imprese in difficoltà, il governo stanzia una dote di 1 miliardo di euro per rafforzare il Fondo di garanzia delle pmi, a cui si potrà accedere gratuitamente con un aumento dell’importo massimo per singola impresa a 5 milioni di euro. La norma si aggiunge ai 7 miliardi che Cdp ha già smesso a disposizione. Il ministero dell’Economia è autorizzato inoltre a rilasciare la garanzia dello Stato in favore di Sace per sostenere il credito all’esportazione nel settore turistico, tra i più colpiti in questo momento di crisi. Solo per le micro e piccole e medie imprese, è prevista una clausola per salvare i fidi e sospendere il pagamento delle rate dei mutui fino al 30 settembre 2020. Per le imprese più grandi, il meccanismo di garanzia pubblica prevede invece il coinvolgimento di Cdp con una dotazione di 500 milioni.

Per un periodo di nove mesi, i lavoratori autonomi che abbiano registrato un calo del fatturato superiore al 33% di quello dell’ultimo anno, possono poi accedere al Fondo Gasparrini per la sospensione del pagamento delle rate dei mutui sulla prima casa, senza necessità di presentare l’Isee. In aiuto delle famiglie, arriva anche il rinvio del pagamento dei contributi per il lavoro domestico.

Per botteghe e negozi, è riconosciuto un credito d’imposta del 60 per cento dell’ammontare del canone di affitto, relativo al mese di marzo 2020. Per i tassisti che installano paratie divisorie nell’auto è destinato un finanziamento di 2 milioni di euro.

Per il trasporto aereo, viene istituito un fondo di 600 milioni. Nel decreto è prevista anche una norma ad hoc per Alitalia, con l’autorizzazione alla costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia o controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta. Viene concessa inoltre la cassa integrazione in deroga ai dipendenti di Air Italy.

Stop a tasse e contributi. Lo stop all’attività di riscossione da parte della Agenzia delle entrate era arrivata già nei giorni scorsi. Ora viene confermata nel decreto e prorogata fino al 31 maggio.

Sospesi i versamenti di ritenute, contributi previdenziali e assistenziali con scadenza 16 marzo. La prossima scadenza è prevista per il 20 marzo. Fanno eccezione le imprese con ricavi non superiori ai 2 milioni di euro, per i quali lo stop al pagamento delle tasse, dall’Iva ai contributi, è esteso fino al 31 maggio. Nessun limite di fatturato, invece, sulla sospensione del fisco per le filiere più colpite dalla crisi: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse. Stop alle ritenute d’acconto sulle fatture di marzo e aprile per i professionisti senza dipendenti con ricavi non superiori a 400mila euro. Le società sportive e dilettantistiche potranno sospendere i pagamenti fino al 30 giugno. Dopodiché, in tutti questi casi, si potrà procedere a pagare in un’unica soluzione o tramite cinque rate mensili. Rinviate a fine maggio anche le tasse sul gioco.

Restano valide invece le scadenze per le comunicazioni sui dati relativi al 730 precompilato e alle spese detraibili.

Proroghe e rinvii. A tutte le società è consentito di convocare l’assemblea di approvazione del bilancio entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Slittano quindi al 30 giugno i termini per la chiusura dei contri del 2019. I soci e gli azionisti possono partecipare alle assemblee per via telematica. Rinvio al 31 maggio anche per i rendiconti e bilanci di esercizio per gli enti locali.

Prorogate di 60 giorni le nomine dei componenti di Agcom e Garante della privacy. Slittano le sessioni di laurea. I documenti d’identità in scadenza avranno validità fino al 31 agosto, tranne che per l’espatrio.