Rottamazione gentileSconfitta certa, eredità sicura. Ecco perché Decaro non ostacola la candidatura di Emiliano in Puglia

In queste ultime settimane in molti hanno provato a rimettere in discussione la candidatura del governatore uscente per far spazio al sindaco di Bari, il quale invece aspetta la vittoria certa del centrodestra per raccogliere senza fatica la leadership del Partito democratico nella regione

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Antonio Decaro non la prese bene quando Matteo Renzi gli chiese di lasciare il Parlamento per candidarsi a sindaco di Bari. Era stato eletto deputato alle Politiche del 2013 e l’idea di rinunciare al seggio di Montecitorio dopo appena un anno non lo entusiasmava. Provò a resistere ma alla fine accettò la sfida, si candidò e fu eletto. Dal 2014 è sindaco di Bari, riconfermato nel 2019 grazie a una vittoria schiacciante al primo turno. Nel centrosinistra è opinione diffusa che toccherà a lui rifondare lo schieramento progressista in Puglia. Se Emiliano perderà le elezioni regionali – si potrebbero tenere a fine maggio – qualcuno dovrà lavorare per rimettere in piedi innanzitutto un sistema di relazioni, di rapporti personali e politici sfibrato da continue spaccature e tensioni.

Antonio Decaro per carattere e formazione culturale è l’esatto contrario di Michele Emiliano, tanto è vero che i rapporti tra i due non sono stati sempre idilliaci. Se il governatore di Puglia perderà la sua centralità sulla scena politica regionale sarà il sindaco di Bari ad ereditarne la leadership. Dalla sua ha la carta d’identità ma anche l’esperienza e l’autorevolezza che gli derivano dalla carica di presidente Anci, l’associazione dei Comuni italiani, alla guida della quale è stato riconfermato per acclamazione qualche mese fa.

Decaro potrebbe essere l’uomo giusto per riannodare il dialogo con Matteo Renzi e Carlo Calenda in un’ottica di ricomposizione dello schieramento riformista. Quando l’ex segretario Pd ha fondato Italia Viva, Decaro ha scelto di rimanere nei Democratici, citando Sandro Pertini «meglio avere torto nel partito che avere ragione fuori dal partito».

In queste ultime settimane più di qualcuno ha provato a rimettere in discussione la candidatura di Emiliano, e in molti hanno pensato che proprio Decaro poteva prenderne il posto. Tuttavia, il sindaco di Bari intende onorare il patto che lo lega ai suoi concittadini, anche se non esclude di partecipare al prossimo giro, anzi. A chi lo sollecitava sul punto, ha fatto sapere che alle regionali del 2025 sarà certamente della partita. Nel frattempo, dalla sua postazione avrà tutto il tempo per osservare l’evolversi della situazione e concorrere da protagonista ad un radicale rinnovamento della classe dirigente. Da rottamatore gentile, appunto.

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