La quarantena non è un dispettoCari atletici concittadini, in fondo alla vostra salutare corsetta sappiate che c’è la legge marziale

I divieti previsti dal governo sono facili da aggirare perché siamo in democrazia. Aggirateli, anche solo per una passeggiatina, e lo faranno anche gli altri. Ma a quel punto per evitare il contagio serviranno i carri armati

ABBIE PARR / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

Se togliamo dal conto gli unici a cui dovremmo pensare e a cui in verità non pensiamo mai, anche se ne parliamo sempre – medici e infermieri che in questi giorni stanno affrontando l’inimmaginabile, ma pure cassieri dei supermercati, farmacisti e fornai – di fronte al coronavirus tutti noialtri, perlomeno qui a Roma, ci dividiamo grosso modo in due categorie. Quelli che vanno a correre, magari un minuto dopo avere dedicato un commosso tweet ai medici di cui sopra, e quelli che inveiscono dalla finestra (contro quelli che vanno a correre, in bicicletta o a leggere su una panchina al sole).

È un momento in cui c’è bisogno di unità, buona volontà e molta pazienza – soprattutto pazienza – quindi dico subito che condanno fermamente ogni atto di ostilità verso persone che avranno certo le loro buone ragioni, e mentre camminano per la strada stanno combattendo una guerra di cui noi non sappiamo niente (anche se dubito sia paragonabile a quella di chi esce per andare in ospedale). Vorrei però segnalare ai miei atletici concittadini, e a tutti quelli che si vantano di portare fuori il cane ogni dieci minuti, fare la spesa sette volte al giorno, andare in farmacia come un tempo andavano in discoteca, che le misure adottate dal governo per evitare la morte di molti di noi non andrebbero considerate come un capriccio, un dispetto, una fisima di ottusi burocrati da aggirare in tutti i modi possibili. Il governo, i tecnici e i medici di cui vi riempite tanto la bocca ve lo hanno detto in ogni modo possibile: dovete stare a casa. E se il governo stesso ha aggiunto una serie di eccezioni e condizioni che di fatto permettono di riempire le strade poco meno di prima, questa potrebbe essere forse una buona ragione per criticare il governo (fino a un certo punto, vedi oltre), di sicuro non per approfittarne. C’è un sacco di gente che in questo momento, per fermare il virus, sta letteralmente rischiando la vita, e voi non potete rinunciare alla vostra corsetta?

Non so per quale ragione il governo abbia tenuto tanto a specificare che è consentito fare sport all’aria aperta (ho ovviamente i miei sospetti, ma ho promesso di essere buono). Resta il fatto che ciascuno di noi, in un momento simile, dovrebbe chiedersi come possa dare una mano, non come aggirare i divieti. Anche perché ognuno di voi che sgambetta là fuori al sole induce altri cento, che vi vedono dalla finestra delle loro non sempre confortevoli case, a fare altrettanto (tolti quelli a cui viene solo voglia di insultarvi, si capisce). Nascondersi dietro il fatto che la legge lo permette è alquanto ipocrita, per dirla con un eufemismo.

C’è però un altro motivo, più importante, per cui non è il caso di fare le pulci alle misure del governo, alle loro mille lacune e contraddizioni. Ed è che quelle lacune e contraddizioni costituiscono anche un tentativo di conciliare il più possibile (cioè poco e male) le regole di una democrazia costituzionale con le esigenze eccezionali (cioè da stato d’eccezione) cui occorre rispondere, e rispondere subito. Se neanche tutto questo dovesse funzionare, bisognerà escogitare qualcosa di ancora più drastico. E non è che ci siano rimasti molti altri stadi intermedi, prima della legge marziale.

Pensateci, mentre fate la vostra corsetta.

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