Divagazioni scespirianeNon stupisce l’antisemitismo inconsapevole di Buffagni, ma il silenzio della stampa coi fiocchi

Non è il primo caso di manifestazione antiebraica di chi ci governa, ma il leggiadro banalismo con cui esso è reiterato non ne attenua la gravità. Sconcerta piuttosto che nessuno trovi necessario farlo notare, eccetto pochi

Fotogramma

Non è il primo caso di manifestazione antisemita da parte di qualche esponente della feccia che ci governa: le divagazioni scespiriane del sottosegretario Buffagni, infatti, che ha intimato al sistema demoplutogiudaico europeo di non comportarsi come l’ebreo del Mercante di Venezia, rappresentano solo un’altra puntata nell’opera grillina di riedizione del luogo comune nazistoide. 

Ma il leggiadro banalismo con cui esso è reiterato non ne attenua la gravità, anzi. Il bravo Guido Vitiello, sul Foglio di ieri, ha attribuito la bella trovata di Buffagni alla meccanica trascuratezza con cui il politico acculturato in rete fa proprie e ripropone le peggio scemenze restituite dal motore di ricerca. E sarà pure così: ma è proprio questo, è proprio il procedere sulla scorta del “sentito dire”, a far diffuso e solido il portamento razzista e, nel caso, antisemita. 

I giovanotti che devastavano le botteghe degli ebrei nelle città tedesche non avevano forse sentito dire dall’imbianchino coi baffetti che quei pulciosi mercanti succhiavano il sangue della Nazione? È proprio la scaturigine dalla pozza del senso comune a rendere tanto più pericoloso lo schizzo razzista. 

L’origine disparata e plebea non destituisce dunque di gravità la scatarrata antiebraica del sottosegretario: semmai la legittima e la protegge nella genericità incensurabile di un conformismo proverbiale, come il guscio perfetto racchiude il gheriglio marcio.

Ma un altro segno identitario di queste manifestazioni dovrebbe indurre allarme: e cioè la noncuranza con cui esse sono comunemente accolte e lasciate correre. Non che fosse prevedibile una sollevazione generale, per carità. Non ci si poteva aspettare, per esempio, che venisse qualcosa di dovutamente fermo da parte del fratello del Commissario Montalbano, che pure avrebbe qualche responsabilità nella condivisione di questa stellare esperienza di governo: l’uomo, porello, è quel che è e fa quel che può, e non gli si può chiedere troppo. 

Né ovviamente assumeranno provvedimenti i vertici di partito e governativi: già inibiti a esser decenti quando si tratta di gestire la circolare ministeriale che sbraga sui pargoli a passeggio, figurarsi se c’è di mezzo qualcosa di serio. Ma che il bercio antisemita di quel personaggio risuoni nel silenzio della stampa coi fiocchi, e nel vuoto di platee parlamentari accasate per il pericolo del colpo di tosse, ebbene questo lascia davvero senza parole e la dice lunga sulla temperie civile del Paese.

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