Molti rumor per nullaCrédit Agricole nega l’interesse per Ubi e Intesa conferma la sua offerta

Il 27 aprile gli azionisti della banca guidata da Carlo Messina si riuniranno per concedere l'aumento di capitale e realizzare l’acquisto. I francesi smentiscono la voce di una controfferta. Il sospetto è che sia una mossa degli azionisti dell’istituto bergamasco contrari all’offerta pubblica di scambio

Marco BERTORELLO / AFP

Mentre Ubi Banca valuta l’offerta di acquisto di Intesa Sanpaolo qualche azionista fa girare la voce di un interessamento della francese Credit Agricole che si è affrettata subito a smentire. La suggestione sarebbe arrivata in questi giorni in cui il board della banca bergamasca ha incaricato una squadra di avvocati e advisor finanziari di valutare le opzioni alternative alla proposta fatta il 17 febbraio da Intesa: un’offerta pubblica di scambio.  L’Ops è particolare forma di offerta pubblica in cui i titoli acquistati vengono pagati con altri strumenti finanziari. In questo caso l’offerta prevede lo scambio di 17 azioni proprie di Intesa ogni 10 azioni di Ubi per tutte le azioni della banca. 

Il 27 aprile in un’assemblea straordinaria gli gli azionisti daranno il via libera all’aumento di capitale e l’acquisto dovrebbe realizzarsi in estate o al più tardi a settembre se continuerà l’incertezza dovuta al coronavirus.  Ma due gruppi di potere su tre dentro Ubi hanno espresso la loro contrarierà all’accordo, compresi i soci della banca riuniti nel patto chiamato “Car”. Il motivo? Ritengono l’offerta inferiore al vero valore della banca e sperano che questo interessamento porti a un aumento del valore delle azioni così da uscirne bene in ogni caso. 

Il rifiuto che non ha fatto sussultare più di tanto l’amministratore delegato di Intesasanpaolo, Carlo Messina: «La gran parte dei vantaggi dell’operazione la otterremo anche in presenza di adesioni al 50 per cento più uno del capitale di Ubi. In quel caso saremo lieti di avere come azionisti di minoranza gli azionisti che non aderiranno».

L’ipotesi di un coinvolgimento di Credit Agricole è sembrata strana a molti analisti del settore. La banca francese ha negato il coinvolgimento e lo stesso Sole 24 Ore che ha riportato l’indiscrezione ha chiarito che il rumor non ha trovato conferme ufficiali. 

Una mossa per invogliare Credit Agricole ad agire? Vedremo. C’è da dire però che l’Ops di Intesa converrebbe anche a Ubi perché renderebbe più sicura la banca bergamasca dagli effetti del coronavirus sull’economia e rafforzerebbe l’immagine del Gruppo Intesa come player europeo di alto livello. Incorporerebbe una banca molto simile per valori e business. Se l’Ops andrà in porto, Intesa ha assicurato di voler assumere almeno 2500 giovani per supportare la crescita del gruppo, promettendo un’assunzione ogni due uscite volontarie.  

Ci sarebbe anche una motivazione più veniale che potrebbe convenire ai soci di Ubi. Infatti la Banca centrale europea ha impedito alle banche europee di elargire i dividendi agli azionisti, che nel caso di Intesasanpaolo ammontano a 3,33 miliardi di euro. Se Ubi fosse acquistata da Intesa, gli azionisti della banca bergamasca potrebbero incassare la cedola dell’acquirente. Una buona consolazione. 

 

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