Il discorso«È importante mantenere vive le nostre democrazie e ascoltare i nostri cittadini»

Il presidente del Parlamento europeo inaugura la sessione straordinaria del 16 e 17 aprile: «Lo sforzo di tenere aperto e funzionante il Parlamento deve dimostrare che le istituzioni sono capaci di prendersi cura delle persone. E far vivere anche nell’emergenza i nostri valori»

Afp

Il discorso del presidente del Parlamento europeo che ha aperto la sessione plenaria straordinaria a Bruxelles del 16 e 17 aprile

Buongiorno! Cari colleghi, care colleghe, signora Presidente, signor Presidente. Buongiorno a tutti i colleghi presenti ma anche a tutti coloro che ci seguono con connessioni remote.

Vorrei, in apertura di dibattito, esprimere un pensiero insieme a voi alle vittime del Coronavirus, alle loro famiglie, ai loro cari. Inoltre vorrei inviare a tutte le persone malate i nostri auguri per una pronta guarigione.

In questo momento, i nostri operatori sanitari sono in prima linea nella lotta contro questo virus e meritano tutto il nostro sostegno, ammirazione, gratitudine per il lavoro che stanno svolgendo e per la generosità che li contraddistingue operando in situazioni spesso drammatiche. E il nostro pensiero va naturalmente a tutti i volontari, ai sanitari, e alle persone che stanno portando il loro sostegno a chi è in difficoltà. L’ho detto e lo ripeto, l’umanità dei nostri cittadini è la più̀ grande ricchezza che abbiamo.

Vorrei anche ringraziare tutti quei lavoratori che mantengono in funzione le nostre società: gli agricoltori, gli impiegati, tutti coloro che lavorano nelle telecomunicazioni, gli uomini della sicurezza, delle forze armate, dei cassieri dei supermercati, i tecnici delle linee che ci consentono le nostre connessioni, di telefonare, di essere vicini. Tante persone, attive nei loro diversi campi di competenza, che con disciplina e senso di responsabilità non hanno mollato: a tutti loro naturalmente il nostro ringraziamento.

Non dovremmo dimenticare nemmeno tutti i cittadini che fanno la differenza con gesti semplici: rispettando le misure preventive, comprando per un vicino anziano, magari generi alimentari, chiamando amici isolati, prendendosi cura delle persone più fragili.

Piccoli gesti di solidarietà concreta, come ha voluto fare anche il nostro Parlamento aprendo le sue cucine per preparare 1000 pasti al giorno per i senza fissa dimora e i volontari. E nei nostri locali di Bruxelles saranno anche ospitate 100 donne vulnerabili. Ma anche a Strasburgo, anche a Lussemburgo, abbiamo dato la disponibilità alle autorità̀ di utilizzare i locali del Parlamento per attività legate all’emergenza.

Sono le città che ci ospitano, a cui dobbiamo molta riconoscenza, e con voi voglio salutare i cittadini di Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo, per dire che presto sarà bello ritrovarci e continuare insieme a lavorare per l’Unione europea.

Le iniziative del Parlamento sono state contrassegnate dall’emergenza. Confesso di essermi trovato ad assumere iniziative difficili, ma sempre sostenuto e incoraggiato da tutti i gruppi politici, nessuno escluso, e dai consigli di tanti parlamentari.

Naturalmente la funzionalità del Parlamento non sarebbe stata possibile senza il supporto straordinario del nostro staff e della nostra amministrazione che, con coraggio e senso del dovere, è stata presente e a tutti i Direttori generali voglio chiedere al signor Segretario generale di estendere la nostra gratitudine. Ai lavoratori, che magari sono quelli più nascosti. Gli uomini e le donne della pulizia, della sicurezza, e a tutti coloro che negli staff delle nostre Direzioni generali hanno consentito di rendere operative le decisioni che abbiamo assunto.

Ogni sforzo, anche quello di tenere aperto e funzionante il Parlamento, con tutti i suoi organi, deve dimostrare che noi, che le istituzioni sono capaci di prendersi cura delle persone, che vogliamo far vivere anche nell’emergenza i nostri valori, che la democrazia non si ferma.

Questi sono tempi difficili e molto altro ancora dovrà essere fatto – inclusa una profonda riflessione sulla società che dopo questa stagione difficile ci troveremo a vivere -, ma l’Unione europea è già ̀ pienamente impegnata a soddisfare le esigenze dei cittadini e degli Stati membri, nel loro interesse, nel loro interesse comune.  Durante questa crisi e successivamente lo saremo ancora di più, perché da questa crisi noi vogliamo uscire più forti, più robusti. Più in grado di affrontare domani le sfide che il mondo globale ci presenterà.

L’UE sta agendo per sostenere i sistemi sanitari per rendere disponibili i prodotti medici e i medicinali essenziali, sostenere la ricerca, aiutare e preservare i posti di lavoro e sostenere le famiglie, i più poveri, e per fornire aiuto agli agricoltori, ai pescatori, agli imprenditori, ai lavoratori.

Solo insieme, possiamo ottenere risultati per il bene dei nostri cittadini ed è anche per questo che sarà della massima importanza coordinare l’eliminazione graduale delle misure di contenimento e la via di uscita dalla crisi. Facciamo nostro l’appello della Commissione europea, e ringrazio la Presidente per la sua presenza, perché ci sia un’uscita dall’emergenza ordinata e coordinata per evitare effetti di ritorno che potrebbero essere devastanti.

È particolarmente importante mantenere vive le nostre democrazie e ascoltare i nostri cittadini.

In qualità di loro rappresentanti eletti, discuteremo e voteremo in questa sessione una risoluzione molto importante sull’azione coordinata dell’Unione europea per combattere la pandemia e le sue conseguenze, insieme ad altre misure urgenti. Il nostro impegno è volto a dare indicazioni sulle migliori misure da intraprendere e indicare i fondi necessari per mettere a disposizione degli Stati membri il massimo di risorse possibili. Dobbiamo essere ambiziosi perché i cittadini europei aspettano risposte rapide per riprendere la loro vita.

Siamo la voce dei cittadini e dobbiamo essere orgogliosi e fieri in questo momento di contribuire con disciplina a essere utili per costruire per i nostri popoli un futuro migliore.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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