Classici in streamingPiù che i libri, la maratona di lettura ha reso interessanti le case degli scrittori

Con l’iniziativa “Capolavori della Letteratura”, che ha trasmesso dalle 11 alle 20 lezioni e reading, è stato possibile intrufolarsi nelle case di personalità della cultura più o meno famose. Approfittandone per qualche occhiata indiscreta. Con in sottofondo brani stupendi

Marco Bertorello / AFP
Marco Bertorello / AFP

Una maratona di letture e lezioni (brevi), una teoria di volti noti e meno noti del mondo della cultura, del giornalismo e della politica, in un forcing che dalle 11 alle 18 – anzi, le 20 e passa – ha celebrato la giornata mondiale del libro in streaming. È “Capolavori della letteratura”, iniziativa della Fondazione De Sanctis, in collaborazione con il Mibact, che ha chiesto a più di cento personalità di leggere brani e parlare di libri, con libertà di scegliere il titolo.

Dopo le dovute introduzioni, i saluti istituzionali della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, si è cominciato con Massimo Cacciari, che si è dilungato con una lezioncina su Machiavelli, il “Principe” e soprattutto i “Discorsi”, poi è stato il momento di Claudio Magris, che ha scelto Tolstoj, e Nicola Lagioia su Musil, e ancora Massimiliano Fuksas (il primo a non avere una libreria sullo sfondo) con Cardarelli.

La lista degli interventi, come è evidente, è lunghissima: si sono avvicendati attori come Claudio Bisio e Claudio Santamaria, giornalisti come Bruno Vespa, conduttori come Marino Sinibaldi, perfino un premio Nobel: Orhan Pamuk. E politici in quantità. Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina si è districata citando Eco e leggendo (tutto vero) Aristotele, l’ex ministro alla Salute Beatrice Lorenzin ha letto “Nemesi” di Philip Roth (dal tablet) mentre Carlo Cottarelli ha riletto la parte finale – e apocalittica – della “Coscienza di Zeno” di Italo Svevo.

Per il resto, è stato un trionfo di classiconi come Shakespeare, Leopardi, Kafka, Stendhal, Mann e Camus, o vecchie conoscenze delle superiori come Pirandello e i Malavoglia. Ma c’è stato spazio per Sepúlveda, morto da poco, e anche piccole gemme come “Gli anelli di Saturno” di W. G. Sebald (Massimo Onofri) e “il Diario dell’anno della peste” di Daniel Defoe, letto e commentato da Emanuele Trevi. La filologa classica Monica Centanni, nell’oscurità, ha recitato Lucrezio (la parte sulla peste, ovvio), con pronuncia latina restituta. Notevole.

Ma soprattutto, è stata la festa delle librerie, intese come sfondo per le dirette streaming. Ormai sono un must dei collegamenti di tutti i giorni con virologi, politici e giornalisti: come potrebbero mancare in una maratona letteraria, l’unica del resto che è possibile fare in epoca Covid?

Prevale, tra gli scrittori, il modello Ikea, o simil-Ikea, lunghi scaffali bianchi appesantiti da collane ponderose (vecchie edizioni Utet, meridiani Mondadori, collezioni di monografie artistiche), alternate a riproduzioni di quadri famosi. Altri si presentano con più modeste mensole, sempre appesantite. C’è anche la modalità archivio – volumi ordinatissimi – che si oppone alla modalità caos, spesso abbinata a una medesima cura per i capelli. I più autorevoli hanno vecchi mastodonti in legno scuro.

Tra i quadri appesi che si susseguono di intervento in intervento, ecco tanti paesaggi incorniciati, spunta un Picasso (finto), qualche locandina, un busto romano con una sciarpa di volpe (Cinzia Leone) un mappamondo di legno e addirittura degli arnesi che sembrano spade – ma niente paura: è Giorgio Pasotti, attore ma anche maestro di arti marziali. C’è chi sceglie un’orrenda parete violetta – ed è, incredibile, la madre di Chiara Ferragni – chi più modeste e spettrali pareti vuote, come Neri Marcoré, mentre il soffitto più bello è di Lina Bolzoni.

Il premio per l’ambiente più elegante o vince l’ambasciatrice britannica in Italia Jill Morris: elegante, arioso, ordinato. Raffaele Manica, il critico, ha un colpo di genio: appoggia il device con cui si riprende al davanzale di una finestra e si inquadra dal basso. Dietro di lui solo il cielo.

Nonostante i ritardi, le difficoltà di connessione, la cattiva risoluzione, i ritorni e gli echi, la maratona ha funzionato. Almeno a giudicare dai commenti: molte lodi, complimenti, riflessioni su brani e interpreti (in particolare il monologo di Amleto recitato da Violante Placido). Il libro, insomma, è stato celebrato, perfino attraverso questa insolita lenzuolata di letture e lezioni. Cioè brandelli di letteratura cuciti insieme, per coprire qualche ora del tempo di quarantena.