Bizzarrie coreaneLa democrazia passa dai cereali al sapore di cipollotto

Avrete intercettato anche voi qualche post che racconta dei cereali verdi che Kellogg’s ha appena lanciato in edizione limitata sul mercato coreano: ecco la storia, che inizia nel 2004 e c’entra con elezioni e democrazia

La storia ha del surreale, almeno quanto il video di lancio di questa tiratura limitata di cereali Kellogg’s.

Nel 2004, in Corea, Nongshim Kellogg ha lanciato un sondaggio online per votare il presidente di Chex con due candidati: il personaggio color cioccolato Chekkie e il personaggio verde Chaka. Chekkie proclamava a gran voce che, una volta eletto, avrebbe reso i cereali ancora più ricchi di cioccolato, mentre Chaka ha promesso di mettere il cipollotto nei cereali. Mai provocare ‘il popolo della rete’: Kellogg’s ha visto suo malgrado una vittoria schiacciante di questo ibrido dolce-salato, che alle elezioni tra i due personaggi stava spopolando.

Con Chaka destinato alla vittoria, Kellogg’s ha cancellato oltre 42.000 voti, per non ben precisati ‘motivi di sicurezza’. Ha aggiunto migliaia di voti per evitare la vittoria schiacciante di un prodotto in evidente contraddizione con la storia di dolcezza che caratterizzava da sempre i cereali da colazione più famosi al mondo.

Da allora, Chaka è diventato un simbolo, attivista per l’indipendenza in numerosi meme con un hashtag #PrayForChex che ad ogni anniversario per le elezione mancata ricompariva online.

Sono passati 16 anni, da allora, e finalmente la casa produttrice ha accontentato i tanti sostenitori di Chacka: Chex Green Onion è finalmente disponibile, anche se per un periodo limitato. L’impatto digitale è stato enorme, tanto che ne stiamo parlando anche qui da noi: i commenti sul video che annuncia l’arrivo dei bizzari cereali – che vi consigliamo di vedere perché è un capolavoro di ironia – sono innumerevoli, e molti applaudono al prodotto definendolo l’emblema di un trionfo della democrazia.

Che sapore avrà? Pare che nel complesso si percepisca l’aroma fresco di cipollotto, ma vista la bassissima percentuale di polvere di cipollotto aggiunta (lo 0,003% del totale)  sia più un sentore di dolce-salato che altro.

Online sono comparse le prime recensioni, con comparazione tra i due prodotti, la versione normale e quella green: quali piaceranno di più ai gourmet coreani? Viste le 868.831 visualizzazioni diremmo che il dibattito è ancora apertissimo.

Come chiosa nel suo articolo il giornalista Lim Jang-won del Korean Herald, alla fine, di che cosa sappiano e se siano corrispondenti al gusto del vegetale, poco importa: di sicuro in moltissimi vorranno comunque assaggiarli, e sono soddisfatti per questa vittoria dal basso, costruita anno dopo anno. A dimostrazione di quanto la determinazione e la perseveranza possano avere la meglio persino sulle multinazionali. Soprattutto quando tutti ne hanno un vantaggio.

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Linkiesta Paper Estate 2020