Mixology L’antologia del gin

Esce per Guido Tommasi un coffee table book che mixa il gin con la storia, le ricette, la grafica e il fascino di un distillato al centro di tutte le drink list che si rispettino. Sempre più à la page, sempre più protagonista

Il Gin and Tonic ha salvato più vite, e menti, inglesi di tutti i medici dell’Impero Britannico. 

Se crediamo a Winston Churchill, questo fortunato mix di distillato al ginepro e acqua tonica va conosciuto meglio di quanto succeda quando chiediamo distrattamente un dito di gin con una lattina di Schweppes. Ci aiutano nell’impresa Samuele Ambrosi e Maurizio Maestrelli, autori di Anthologin, edito da Guido Tommasi.

Il libro racchiude la conoscenza del “backstage” che rende ogni sorso di gin un’emozione e arricchisce l’armonia degli infiniti cocktail a cui dà vita. Rendersi conto di questo significa comprendere meglio le ragioni della vera e propria rinascita della mixology e del rinnovato interesse nei confronti del gin. ANTHOLOGIN nasce da un incontro fortunato, quello fra Samuele Ambrosi, pluripremiato barman internazionale di grande esperienza e dal curriculum sfavillante, Maurizio Maestrelli, apprezzato giornalista e autore di volumi sulla birra e sul mondo degli alcolici in generale, e Serena Conti, raffinata disegnatrice e designer dalle collaborazioni che vanno ben oltre gli italici confini. I tre hanno dato vita a un volume bello e raffinato, di valore estetico e contenutistico. 

Le illustrazioni del libro Anthologin

Leggiamo dal capitolo sesto:

Niente vi impedisce di berlo liscio, a piccoli sorsi. Anzi, questo è decisamente il modo migliore per apprezzarne tutte le sfumature, il ruolo e il gioco delle botaniche e le differenze tra uno stile di produzione e l’altro: in altre parole la mano del master distiller, che è poi il padre del gin in questione. Per tutti, invece, la madre resta lei: la pianta del ginepro. Perciò, se siete arrivati fin qui nella lettura, avrete ormai dato per scontato il fatto che parlare di gin al singolare è decisamente riduttivo, e non solo per le differenze organolettiche tra tipologie storiche come il Jenever e il Plymouth, ma per l’esplosione di creatività che ha caratterizzato, nell’ultimo decennio circa, questo distillato dalle radici antiche ma dallo sguardo proiettato verso il futuro.

Inutile negarlo, tuttavia, lo straordinario successo del gin, la sua renaissance mondiale con l’inevitabile moltiplicazione di etichette e interpretazioni sul tema, non avrebbe mai messo basi così solide e diffuse nei cinque continenti se non fosse per loro: gli uomini e le donne che stanno dietro il banco del bar, i musicisti che sanno leggere la partitura e la sanno interpretare in infiniti modi. I cocktail dove il gin appare, spesso da protagonista, a volte da comprimario di lusso, sono talmente tanti che si sarebbe potuto scrivere un libro ad hoc. Qui preferiamo tuttavia celebrare adeguatamente tre pilastri della mixology, ovvero il Gin and Tonic, il Negroni e la miscelazione Tiki, che hanno contribuito grandemente a costruire la leggenda del distillato che più ci sta a cuore. L’ordine non è importante. Tuttavia, come si fa a non iniziare con il classico immortale, il drink bevuto da tutte le generazioni e a tutte le età, ovvero il Gin and Tonic? Ecco, appunto…

Una ricetta dal libro Anthologin

Proseguendo nella lettura possiamo scoprire i cocktail, e anche i 100 gin selezionati da Ambrosi come i più significativi per tutti gli appassionati.

Esiste un’app (ormai di questi tempi c’è un’app per qualsiasi cosa) che, a suo dire, raccoglie tutte le etichette di gin prodotte nel mondo. Sono oltre cinquemila: un numero che non può che fare una certa impressione (probabilmente anche ai barman più smaliziati) e che, pur preso con beneficio d’inventario, rende al meglio l’idea di quanto questo distillato sia davvero lo “spirito” del pianeta. Il gin non si produce più solamente nelle sue patrie naturali o adottive: l’Olanda, l’Inghilterra o, se vogliamo, gli Stati Uniti. Esistono gin italiani (anzi, ne esistono in un numero sempre più consistente), brasiliani, francesi, giapponesi, croati, neozelandesi… E se il ginepro resta la bussola di navigazione, il resto delle spezie, delle radici e della frutta è terreno di caccia libero. Quella che segue è la selezione dei cento Gin firmata da Samuele Ambrosi, iniziando con le sue dieci etichette più amate e che meritano senz’altro di essere conosciute per la loro qualità e originalità. E allora andiamo, è tempo di riempire i bicchieri!

ANTHOLOGIN di Samuele Ambrosi, Testi di Maurizio Maestrelli, Illustrazioni di Serena Conti, Guido Tommasi Editore 

 

 

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