Sur l'herbreQuest’anno il lusso ha un sapore diverso

Con i pranzi all’interno sempre meno apprezzati, è l’estate perfetta per il picnic, che diventa gourmet e offre esperienze diversificate racchiuse in preziosi cestini stellati

Nell’anno del distanziamento sociale e della vita all’aperto, anche il cibo si adegua e rivoluziona il suo consumo. Sempre meno tavoli nei ristoranti, sempre più esperienze sui prati, tra le vigne e in vetta.

Molti, tra ristoranti e hotel, hanno rivoluzionato la propria proposta offrendo scenari decisamente più pop e idee che leghino il cibo ad un’esperienza tanto bella quanto quella da vivere in ristorante.
Dalla parola francese pique, prendere, e nique, piccola cosa, il picnic rappresentava, anni fa, una pausa ristoro durante i lunghi viaggi a cavallo o le battute di caccia; inizialmente snobbata per la semplicità del pasto e la difficoltà di organizzazione, questa tradizione si è evoluta assumendo forme diverse e di gran lunga più importanti. Importanza che ha contraddistinto a tal punto il ruolo della scampagnata da essere assunta come modello di svago e ozium da parte di molti artisti, come ricorda il dipinto di Eduard Manet Le dejeuner sul l’herbe. Un’escursione all’aperto, un passatempo, l’occasione giusta per uno spuntino all’aria aperta o tra monti e colline, in rigorosa compagnia di amici, parenti o dolce metà. Romantico e conviviale, il picnic ha assunto un ruolo sedimentato all’interno della cultura italiana, legato soprattutto ai mesi estivi o di vacanza.
A portare al gradino superiore l’esperienza del picnic è l’alta cucina che, con sentieri guidati e visite in vigna, offre una proposta gourmande slegata dal palcoscenico dei ristoranti. Non meno importante, non meno divertente, il picnic diventa una buona occasione per rendere indimenticabile una scampagnata a contatto con la natura.

Immersi tra le vigne del Franciacorta, la storica azienda vitivinicola Mosnel apre ai wine lovers, e non solo, percorsi guidati tra più di quarantuno ettari di vigneto percorribile a piedi o in bicicletta. Tra Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero si possono degustare le prelibatezze del cestino che con cura vengono preparate da “Casa Marcellina”, una piccola trattoria poco distante dal terreno franciacortino, rigorosamente con specialità locali.
Una scelta articolata quella che Mosnel offre ai suoi clienti, con quattro diversi menu tra cui scegliere e una bottiglia di Brut o Satèn in degustazione, il picnic può dirsi concluso in cantina, tappa obbligatoria tra i Millesimati e le stanze del 1600.

Un’alternativa alle vigne è rappresentata dal lago, dall’atmosfera incredibile che solo gli specchi d’acqua riescono a regalare: la magia di Mergozzo si unisce al talento dello chef stellato Marco Sacco del ristorante “Piccolo Lago”, offrendo l’esperienza di un suggestivo picnic in barca.
Con un menu accattivante, Sacco attira i palati più pretenziosi combinando materia prima di grande livello con piatti delle tradizione. Il risultato? Un fritto misto di lago Caprese, la cotoletta speciale impanata nei grissini o il carpione di lavarello da mangiare in barca godendo di una vista mozzafiato ed un cestino a due stelle Michelin.

Molto elaborato e decisamente divertente e irriverente è il picnic realizzato da Paolo Griffa del Grand Hotel Royal e Golf di Courmayeur, l’albergo di lusso situato nel cuore della Valle d’Aosta. Esperti nel foraging e amanti della natura, qui lo chef delizia gli ospiti con una proposta elegante, ma adatta anche ai più piccini.

Come la borsa di Mary Poppins, il cestino di Griffa riserva sorprese inaspettate come il salame di cioccolato o frutti di bosco selvatici appena raccolti.
Lo chef ama raccontare fiabe attraverso il proprio lavoro, e quindi, in degustazione troverete una bevanda con tappo automatico che riporta un’etichetta con scritto drink me, direttamente dalle pagine di Alice nel paese delle meraviglie. Il risultato? Una tavola imbandita e una merenda indimenticabile tra i boschi della Valle d’Aosta, immersi nel silenzio e nella natura, un momento gioioso da condividere durante le vacanze.

Rimanendo in alta quota, quest’anno il Faloria Mountain Spa Resort riapre con una proposta ripensata in ogni dettaglio, con escursioni esclusive ed esperienze gastronomiche ad alta quota.

I percorsi studiati ad hoc per gli ospiti dell’hotel vengono personalizzati in base alle esigenze personali, cercando di mantenere il focus sull’esperienza gastronomica e le materie prime.
Come evoluzione del picnic, il Faloria Mountain Spa Resort offre la cucina itinerante, la brite mobile che si sposta anche nei luoghi irraggiungibili, regalando menu degustazioni dal sapore di montagna. E, per i più wild, è possibile fare un pranzo nell’orto, degustando i piatti direttamente dalle mani del sapiente chef Riccardo Gaspari. Immersi nell’orto dell’agriturismo San Brite di Cortina.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta