Là, dove osa la ProvinciaDieci insegne che fanno innovazione di gusto nel Varesotto

Creatività e ricerca, nel tentativo ben riuscito di guardare oltre e di far brillare piccoli barlumi di contemporaneità nei luoghi più restii al cambiamento. La zona di Varese è agli albori dal punto di vista gastronomico, ma c’è già qualche fuoriclasse

Fare innovazione in città è complicato, essere creativi in Provincia è medaglia al valore che richiede coraggio. Qualcuno ci prova, e riesce a superare la barriera di diffidenza propria delle città più legate alla tradizione, costruendo un panorama nuovo, che segna una strada diversa. Succede a questi imprenditori nel varesotto, che provano con la loro inventiva a rendere anche questo lembo di provincia lombarda un luogo dove vale la pena fare una sosta golosa.

Ristorante L’acquerello

Silvio Salmoiraghi è un buono ruvido: non è di facile approccio ma sa farsi amare per la sua cucina colta, elegante, che riporta al palato sensazioni riconoscibili ma lo stupisce per l’accuratezza nella ricerca. Il suo carattere gli ha fatto attendere qualche anno di troppo una più che meritata stella Michelin, arrivata a coronare una carriera fatta di didattica, estero, creatività e immenso lavoro. Il suo è un menu degustazione da provare.

Koinè

Alberto Buratti ha trovato in questo angolo di provincia la sua casa naturale, e nel suo intimo Koinè propone una cucina dinamica e creativa, che piace a chi ama le materie prime trattate bene, la tecnica puntuale e gli accostamenti arditi ma mai eccessivi. Qui il gusto guida la mano sensibile e abile di uno chef che sa quello che sta facendo, e non vi stupirà con effetti speciali ma con sapori capaci di sedurvi. Carta dei vini intrigante, servizio puntuale e competente. Se cercate un primo approccio a quello che in gergo è chiamato ‘fine dining’, questo è il posto giusto per prendere le misure.

Pizzeria Piedigrotta

Esiste da una vita, ed è sempre stata il riferimento assoluto per la pizza a Varese. Ma in questo locale spartano e rumoroso da qualche anno si fa tanta sperimentazione e accanto alle pur buone pizze classiche si scoprono assaggi stupefacenti che ribaltano il concetto stesso del disco di pasta condito. Per una volta non è manierismo, non è stupore fine a se stesso, ma ricerca e passione di Antonello Cioffi e del suo staff, che ha deciso di creare davvero qualcosa di nuovo nel settore. Prima di storcere il naso davanti al sushi di pizza, alla cotoletta di pizza (è davvero una fetta di pizza impanata e fritta!) o alla amatriciana di pizza (la pasta della pizza è a forma di spaghetti) vi conviene passare all’assaggio. Non tornerete indietro tanto facilmente.

Pizzeria Tric Trac by Montegrigna

Una istituzione legnanese che non brilla per la location ma che amerete per la quantità e la qualità degli impasti, sempre deliziosi. Lunghe lievitazioni e farine macinate a pietra qui ci sono state prima che andassero di moda. L’infanzia del patron Bruno a Tramonti sulla Costiera Amalfitana, consente ancora oggi di assaporare i prodotti di quella terra. Armatevi di pazienza, il servizio non è celere. Ma si aspetta volentieri quando il risultato è così entusiasmante.

Pasticceria Chiara

Da quarant’anni baluardo di cannoncini e bignè, da quando al timone di questa delizia ai bordi di periferia è andato il figlio Fabio la marcia è salita decisamente. Ambiente contemporaneo, look metropolitano, sostanza assoluta nella proposta che varia tra monoporzioni, pasticcini, torte e una sezione dedicata alla colazione che fa impallidire pasticceri blasonati. È tutto semplicemente buono, ma di quella bontà mai stucchevole, piaciona e corretta, preparata con mano sensibile ed elegante. Una prima colazione qui vale il viaggio.

Gelateria Damatti

Giappone incontra Italia, a Busto Arsizio: ne viene fuori un gelato diverso dal solito, con gusti che mixano con sapienza ingredienti dei due paesi e li fondono in un dolce da godersi al cono.

Dolce Sogno

Quando Lucia Sapia ha aperto la prima gelateria a Castellanza, a cui ne è seguita una seconda a Cassano Magnago e una terza a Busto Arsizio, che è anche un ottimo bar da prima colazione, il volto del gelato in zona non è più stato lo stesso. Campionessa del mondo di gelateria nel 2008, questa volitiva e dolcissima giovane donna ha fatto capire ai concittadini che questo dolce poteva essere finalmente anche artigianale, prodotto con materie prime autentiche e non con preparati, ma soprattutto che poteva avere un’essenza di novità che meritava l’esplorazione.

Tommy Vitello

Nel tempo questa cascina con grande parco e splendido dehors tra Busto Arsizio e Cassano Magnano ha assunto vite e percorso strade diverse: oggi con l’orto e con un ristorante solido e ben condotto, ha raggiunto la piena maturità. L’aspetto vintage nasconde un’anima contemporanea, che sa mettere insieme con gusto le ricette del passato con qualche guizzo moderno.

Bisto

Metti un pasticcere in un locale con laboratorio a vista, un bancone che sembra costruito coi mattoncini dei bimbi e una naturale vocazione al ben fatto: in questa pasticceria in una delle piazze di Busto Arsizio c’è una ricerca e un’attenzione verso la lievitazione che vi conquisterà con le brioche e vi intrigherà con panettoni e affini. L’esperienza maturata nei grandi hotel milanesi dal proprietario si fa sentire. Le proposte creative nel reparto brioche variano dal salato al dolce, ma conquistano sempre.

Gustoo

Buono, sostanzioso, creativo il giusto, concreto quanto basta. C’è anche un’ottima pizza, ma in questa bomboniera nel centro storico di Busto Arsizio, a due passi dalla bramantesca Santa Maria, si viene per mangiare una cucina italiana di livello e struttura, ben proposta e ben preparata.

 

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