What if? Come il governo avrebbe potuto gestire l’emergenza se avessimo avuto Draghi al posto di Conte

Uno Stato più responsabile e sensibile ai bisogni delle persone nascerà dalla pima ondata che ha diffuso il Coronavirus sul nostro territorio nazionale: l’ex presidente della Banca centrale europea porterà il Paese fuori dalla crisi grazie a stabilità e progresso. Una ricostruzione fantasiosa di un probabile passato per riflettere sugli errori commessi dalla politica

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Ne scriveranno a decine nei prossimi anni, tanto vale cominciare subito. È dovuto a quanti chiedono «tu cosa avresti fatto?» la domanda più odiosa per chi descrive i fatti e li commenta. Allora, scriviamola questa cronaca impossibile di un passato ormai trascorso, non per piangere sul latte versato ma, considerando il rischio ancora presente, per ciò che ne resta in fondo al bricco. A futura memoria, come titolerebbe Leonardo Sciascia.

Pasqua 2020. Dopo la solitaria preghiera di Papa Francesco sotto la pioggia battente su piazza San Pietro, il presidente della Repubblica, ha indirizzato al Paese un appello che resterà nella Storia. Visibilmente emozionato, ha rivolto alle Camere un messaggio in base al dovere di moral suasion che gli compete, chiedendo al massimo detentore dell’iniziativa politica di superare ogni divisione facendo un passo indietro e dando fiducia a un governo di Unità Nazionale in grado di affrontare l’emergenza della pandemia che ha già fatto centinaia di morti e non accenna a indietreggiare.

«Nell’ora più buia – ha detto Mattarella – tutti gli italiani rappresentati in Parlamento attraverso i diversi schieramenti politici, siano responsabili senza riserve delle scelte necessarie ad affrontare la più grave crisi nella storia della Repubblica. Non è più il momento di far gravare l’onere delle scelte soltanto su una maggioranza sempre precaria e divisa, costituitasi in tempi che appaiono lontani nel tempo e nei sentimenti del Paese. I terribili lutti di questi giorni e l’ancora lontana fine dall’emergenza richiedono di far memoria di altri momenti che hanno visto gli italiani combattere sul medesimo fronte per uscirne tutti migliori. Ci sarà tempo per tornare a dividersi nel legittimo e arricchente dibattito tra le diverse visioni politiche che emergeranno dalle elezioni del 2022. Ora è il momento di far sentire a ogni italiana e ogni italiano che il Paese è unito e lotta per sopravvivere»

L’appello è stato immediatamente accolto da Giuseppe Conte, che è salito al Colle per rassegnare le proprie irrevocabili dimissioni. Il presidente del Consiglio si è recato nel pomeriggio alla Camera e al Senato formalizzando l’atto, come previsto dalla Costituzione. Un lungo applauso ne ha salutato le parole dettate da grande senso di responsabilità che non mancheranno di illustrarne in futuro la figura. Il Capo dello Stato ha subito convocato per le consultazioni i rappresentanti di tutti i partiti che hanno fornito la propria opinione e indicato alcuni nomi, lasciando intendere comunque il proprio gradimento circa un governo del Presidente.

Martedì 14 aprile. Palazzo del Quirinale. Il Capo dello Stato ha conferito al professor Mario Draghi il mandato esplorativo per formare il nuovo governo di unità nazionale. Il presidente incaricato si è riservato di stilare a breve l’elenco dei ministri per sottoporlo a Mattarella, come disposto dalla Costituzione. Nota a margine: da indiscrezioni si apprende che Draghi avrebbe declinato la proposta del Capo dello Stato di nominarlo senatore a vita, dichiarando che al termine del proprio mandato si ritirerà a vita privata.

Lunedì 20 aprile. Il presidente incaricato si è recato al Quirinale con la lista dei ministri. Vi compaiono tra gli altri il professor Fabrizio Barca all’Economia, il senatore a vita Mario Monti alle Politiche comunitarie, il professor Umberto Galimberti al ministero per l’Istruzione, Università e Ricerca che torna a essere unificato. Al dicastero degli Esteri andrebbe l’attuale ambasciatore presso la Repubblica Popolare cinese Ettore Francesco Sequi, alla Salute Elena Bottinelli Amministratore delegato dell’Ospedale San Raffaele di Milano, alla Cultura la giornalista Giovanna Botteri, il prefetto di Bologna, Matteo Pientedosi, va al Viminale mentre all’imprenditrice Emma Marcegaglia è affidato il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Giustizia Giuseppe Nesi già preside di Giurisprudenza a Trento e consulente giuridico del Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ministro per il Mezzogiorno e la coesione territoriale il filosofo Massimo Cacciari. Alla Difesa arriva Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista Limes. Al Lavoro e Politiche sociali il sociologo professor Luca Ricolfi. La lista dei ministri è stata approvata e il Capo dello Stato ha rinvitato Draghi alle Camere per la presentazione del programma e l’eventuale ottenimento della fiducia.

25 aprile 2020. Il presidente incaricato si è recato al Senato e alla Camera dei Deputati dove ha ricevuto la fiducia con il voto unanime dei parlamentari presenti, entrando immediatamente in carica. Il giuramento dei ministri è previsto per il 27. Per la prima volta la Festa della Liberazione ha visto deputati e senatori seduti sui propri scranni per salvare il Paese.

3 maggio 2020. Il presidente del Consiglio, professor Mario Draghi, ha presentato alle Camere il Decreto Legge per fronteggiare l’emergenza pandemia. Nel testo risaltano le seguenti disposizioni: prolungamento del lockdown con possibilità di spostamento nell’ambito regionale per giustificati e documentati motivi, didattica a distanza nelle scuole superiori e nelle università con capillare distribuzione curata dalle Forze dell’Ordine dei device necessari, potenziamento delle reti wireless in ogni zona del Paese, smartworking per tutti i dipendenti pubblici ove compatibile con le relative competenze e attribuzioni, divieto di mobilità tra le regioni anche in vista dell’approssimarsi del periodo estivo, sono esclusi i rientri in famiglia di studenti fuori sede; stabilito un ristoro agli operatori economici e ai lavoratori autonomi nella misura del 50% del fatturato dichiarato nel 2019, avocazione al ministero della Salute delle competenze in materia di interventi straordinari delle regioni cui resta la gestione ordinaria, abolizione del numero chiuso nelle facoltà universitarie ad indirizzo bio medico. Lo screening anticovid è esteso obbligatoriamente a tutti i cittadini ed eseguito presso il proprio domicilio mediante l’intervento dei corpi sanitari delle Forze Armate, della Croce Rossa e della Protezione Civile.

Nel decreto sono stati fissati, inoltre, i parametri, i criteri e le scadenze per i progetti da finanziare con il programma europeo Next Generation Eu da presentare nel mese di ottobre e l’accesso ai fondi previsti per il comparto sanitario dal Meccanismo Europeo di Stabilità con un piano di totale ristrutturazione edilizia ed organizzativa dei presidi ospedalieri nel Mezzogiorno e nelle zone interne. Vengono prorogate la CIG (cassa integrazione, ndr) in deroga e il reddito di cittadinanza per tutto il 2021, incrementando i controlli circa gli effettivi aventi diritto. Soppressa quota 100, in vista di una complessiva riforma del sistema pensionistico. Sul fisco è previsto il raddoppio del periodo di rateizzazione per il pagamento di avvisi bonari e di cartelle esattoriali. Rinviate di un anno le elezioni regionali – si procederà alla nomina di commissari – e il referendum sulla modifica del numero dei parlamentari. Con linee guida ministeriali, saranno rivisti i piani territoriali delle attività economiche e turistiche delle singole regioni.

Commissionata a Censis e Istat un’analisi dettagliata dei fabbisogni professionali per il prossimo triennio su cui rimodulare gli indirizzi scolastici e universitari. Migranti: soppressione dei decreti sicurezza e forte stretta sui migranti economici attraverso accordi bilaterali con i paesi interessati, apertura e istituzionalizzazione di veri corridoi umanitari per i richiedenti asilo, al fine di stroncare il fenomeno degli scafisti, con collocazione della quota dei medesimi spettante all’Italia in un piano di rivitalizzazione dei borghi e dei piccoli centri, nel rispetto della proporzione con i residenti. Istituzione dello ius soli con conseguimento automatico della cittadinanza al compimento dei diciotto anni e, per i maggiorenni, al completamento della scuola dell’obbligo.

1 giugno. Presentato nuovo Decreto Legge per lo svolgimento del periodo di ferie, anche sulla base del deciso calo dei contagi, registrato nel volgere di un mese, che ha indotto a mitigare il lockdown. L’accesso alle spiagge avverrà in base all’ordine alfabetico del cognome del capofamiglia o del singolo fruitore registrato in un database e consentito per non più di due volte a settimana. Vietate le attività notturne connesse al fenomeno della movida. Obbligo della mascherina e ristoranti e bar aperti fino alle ore 23.00. Inasprite le pene per i trasgressori attraverso l’estensione del fermo di polizia e in caso di recidiva denuncia all’autorità giudiziaria. Stanziati fondi per estendere le superfici costiere da destinare a spiaggia e il disinquinamento di aree dichiarate finora non balneabili.

15 agosto. L’estate degli italiani sta trascorrendo con modalità insolite ma ordinate. Il contingentamento degli accessi alle spiagge ha orientato la scelta verso mete turistiche alternative, visto anche l’ingresso gratuito in musei, gallerie, dimore storiche nell’ambito regionale.

Il consumo di alcol è stato vietato in ogni forma di distribuzione a partire dalle ore 21.00 sabato e festivi compresi. Le piazze dei centri storici della grandi città si sono trasformate di giorno in palestre e la sera in cinema e teatri all’aperto dove è assicurato, sempre con obbligo di mascherina,   il distanziamento fisico. Cruciale il ruolo svolto dai percettori di reddito di cittadinanza per logistica e sorveglianza. Grande ritorno su fiumi e laghi, con allentamento della pressione sui litorali marini. Forte ripresa del ricorso all’affitto di seconda case e al soggiorno in piccole strutture agrituristiche.

L’apertura delle scuole elementari e medie e del biennio delle superiori è stata anticipata al primo settembre per attività di recupero obbligatorie per tutti, visto l’andamento discontinuo del precedente anno scolastico. A partire dalla stessa data, rimangono a distanza le lezioni di scuole superiori (secondo triennio) e università. Tale anticipazione consentirà di fruire di un mese di vacanze invernali dall’otto dicembre all’otto gennaio. Dove entrambi i genitori di bambini e di minori sino a dodici anni siano al lavoro in presenza o a distanza, saranno erogati benefici economici per servizi di baby sitting erogati da persone in possesso di adeguata certificazione anticovid e in ogni caso muniti di mascherina, iscritti in un apposito albo comunale. Sarà data precedenza ai percettori di reddito di cittadinanza con età massima di trent’anni. L’attività sarà monitorata dagli assistenti sociali e da volontari di associazioni a carattere educativo.

15 ottobre. L’Italia si conferma tra i paesi del mondo con un numero contenuto di contagi e resta sotto l’indice rt inferiore a 1. I primi interventi del nuovo governo nei vari settori hanno fatto registrare un incremento significativo della fiducia dei cittadini che iniziano a vederne risultati concreti ed a confidare nell’efficacia dei sacrifici comunque sostenuti. Una profonda riconversione si sta verificando nel comparto dell’intrattenimento e della ristorazione, in particolare sono cresciute le disponibilità degli addetti più giovani a essere impegnati in attività di assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili svolti a titolo individuale o tramite cooperative la cui costituzione è stata fortemente incentivata.

Prende corpo l’idea di istituire il servizio civile obbligatorio svolto da ragazzi e ragazzi, remunerati per un anno nella misura del 50% del reddito di cittadinanza e da interporre tra la conclusione degli studi superiori e la scelta del percorso universitario. Un Paese meno superficiale e più sensibile ai bisogni delle persone e dei territori sembra stia nascendo dal rogo della pandemia. Quando il vaccino arriverà, potrebbe trovare un’Italia più civile e progredita in molte zone e cittadini migliori che saranno cresciuti, sapendo cosa sia il sacrificio e la rinuncia. I loro nonni che hanno ricostruito l’Italia nel dopoguerra, ne saranno contenti.

E i partiti? Indotti in profonde riflessioni circa il proprio ruolo e il ridimensionamento dei propri appetiti, avranno appreso il valore della competenza, della responsabilità, della gratuità, del servizio per il Bene comune. Guidati da ciò troveranno nuove ragioni per la propria sopravvivenza ed elaboreranno nuovi modelli per la formazione dei propri quadri e dei rappresentanti del popolo.

Sogno di una notte di primo autunno? Ricostruzione fantasiosa di un passato che è stato molto diverso e minaccia di replicarsi nel presente, senza migliorare il futuro? Chi scrive non lo sa, ma spera di aver contribuito a convincere gli scettici che è possibile un mondo migliore in cui anche le sciagure hanno qualcosa da insegnare e, forse, si manifestano nel mondo proprio per generare quel conflitto il cui superamento è indifferibile e necessario alla coscienza collettiva per crescere ed evolversi. Così la pensava Georg Wilhelm Friedrich Hegel e io non me la sento di dissentire.

Un’ultima notazione che è anche una notizia. Il filosofo, sociologo e antropologo francese Edgar Morin ha pubblicato in questi giorni il libro Cambiamo strada, le quindici lezioni del coronavirus, Raffaello Cortina editore. Morin è l’iniziatore del pensiero complesso – la necessità di una nuova conoscenza che superi la separazione dei saperi presente nella nostra epoca e che sia capace di educare ad un pensiero della complessità – uno dei più grandi intellettuali contemporanei. Ha partecipato alla Resistenza, assumendo il cognome della sua futura moglie: Morin. Ha preso parte a movimenti anarchici, pacifisti e libertari e al Partito Comunista Francese, da cui è stato espulso nel 1951. Ha passato tutta la vita insegnando e scrivendo opere fondamentali quali “La testa ben fatta”, “I sette saperi necessari all’educazione del futuro”, “Insegnare a vivere”.

Morin ha compiuto a luglio novantanove anni e inizia il libro ricordando di essere stato anche una vittima dell’epidemia di influenza spagnola che aveva colpito la madre durante la gestazione. Nacque quasi morto e fu salvato in extremis. Un secolo tra due pandemie.

A pagina 82 ho trovato la sua riformulazione di un nuovo paradigma di pensiero politico. Lo assumo come corollario di questo articolo: «proponiamo una via progressiva, segnata da una nuova politica radicata nella cultura umanista del passato e nella rivitalizzazione dei principi della Repubblica: Libertà, Uguaglianza, Fratellanza. Tale complementarietà comporta degli antagonismi che un pensiero politico deve continuamente gestire dando la priorità ora all’uno ora all’altro di questi termini. Infatti la Libertà da sola tende a distruggere l’Uguaglianza, l’Uguaglianza imposta tende a distruggere la Libertà, La Fratellanza può solo essere stimolata dalla politica e dipende dai cittadini. Ma essa contribuisce all’Uguaglianza e alla Libertà».

L’invito di Morin a «cambiare strada» e il monito «prima che sia troppo tardi» hanno sullo sfondo quell’Umanesimo rigenerativo che sempre è stato la cifra del suo pensiero e che l’attuale pandemia non ha intaccato. «La speranza non è sinonimo di illusione. La speranza vera sa di non avere certezze, ma sa anche che il cammino si fa con l’andare. La speranza sa che la salvezza attraverso la metamorfosi, sebbene sia improbabile, non è impossibile. Ma la speranza non è che un’illusione se ignora che tutto ciò che non si rigenera, degenera».

 

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