Più di un giocoCome l’Europol usa il gaming per preparare i poliziotti

I videogiochi hanno come obiettivo quello di allenare gli agenti nel caso si verifichi un’emergenza. Che può riguardare sia le procedure da attivare per la richiesta di dati sensibili, a piattaforme come Facebook o TikTok, di un possibile attentatore, sia la simulazione di un’indagine sulle criptovalute. Più velocemente l’agente ottiene i dati rilevanti, più punti ottiene

afp

Un gioco che può fare la differenza nella vita di un poliziotto. È questo l’obiettivo del nuovo progetto gaming dell’Europol, l’agenzia europea di contrasto a terrorismo, criminalità informatica e altre forme gravi di criminalità organizzata, in collaborazione col Centric, il Centro di eccellenza per la ricerca sul terrorismo, la resilienza, l’intelligence e la criminalità organizzata su diversi progetti, con il quale ha firmato un memorandum d’intesa (MoU) nell’estate 2020.

Il videogioco ha come obiettivo quello di allenare la polizia a conoscere le risposte quando si verifica un’emergenza. La simulazione si apre, come spiega un articolo di Forbes, con un ipotetico attacco terroristico in cui un uomo armato inizia a sparare in una strada, uccidendo 15 persone e ferendone molte altre. Quando il giocatore arriva sulla scena, scopre che il sospetto è fuggito ma indossava una telecamera per trasmettere in streaming l’attentato. Il livestream, creato da un profilo chiamato ad esempio Bobby Cat, viene trovato.

Al giocatore vengono quindi fatte domande a scelta multipla in merito alle informazioni online che in questi casi si dovrebbero richiedere per arrivare al profilo dell’attentatore. Domande che riguardano sia i processi da seguire, sia le pratiche da attivare nei confronti del fornitore delle info, come può essere l’accesso ai dati presso aziende tecnologiche come Facebook o TikTok. Più velocemente l’agente ottiene i dati rilevanti, più punti ottiene.

Se l’agente di polizia riesce a superare la miriade di domande, avrà salvato la situazione. Se falliscono e scade il tempo, una palla di fuoco esplode sullo schermo e si è verificato un altro attacco terroristico. Il gioco ha anche il compito di approfondire la questione della gestione dei dati personali anche sul piano politico. L’equilibrio tra la tutela della privacy dei clienti e la protezione della sicurezza delle persone rimane un tema sempre caldo, ma, come si legge nell’articolo, i progetti realizzati all’Europol sono diretti alla polizia, che così può imparare a lavorare in modo più efficiente con i giganti della tecnologia mondiale.

Il gioco è il prodotto del team Sirius del Centro europeo antiterrorismo di Europol. Sirius è stata costituita nel 2017 con l’obiettivo di aiutare gli agenti a gestire il flusso sempre crescente di dati disponibili sulle scene del crimine e sui sospetti criminali.

Juan De Dios Toledo Martinez, project manager del team Sirius, svela a Forbes che la speranza è quella che il gioco porti a richieste di maggior successo rispetto a quanto stanno attualmente riscuotendo le forze dell’ordine. I rapporti sulla trasparenza di aziende come Apple e Facebook mostrano che una percentuale considerevole di richieste viene rifiutata.

Ad esempio – si legge nell’articolo -, nella seconda metà del 2019, Apple ha ricevuto 249 richieste di emergenza, che differiscono dalle richieste tipiche in cui il produttore di iPhone ha più tempo per rispondere. In 215 casi, i dati sono stati rinviati all’ufficiale richiedente, il che significa che in 34 emergenze l’ufficiale non ha fornito una giustificazione legale sufficiente per consentire ad Apple di fornire le informazioni sui clienti. «Il nostro principio è: più tutti conoscono il processo, più le aziende, le forze dell’ordine e la magistratura sanno quali sono le opzioni», conferma Martinez a Forbes.

L’Europol sta inoltre lavorando insieme a Centric su diversi progetti Horizon 2020. In ottobre 2019 è stato infatti lanciato Cryptopol, il primo gioco di formazione criptovaluta-tracing del suo genere. Sviluppato e co-creato con Centric, Cryptopol simula un’indagine sulla criptovaluta, enfatizzando la pratica utilizzando scenari di vita reale.

Il gioco è disponibile per tutti gli agenti delle forze dell’ordine che si occupano di criptovalute in tutto il mondo. «Progetti pionieristici come Cryptopol e la nostra collaborazione su una serie di progetti di ricerca dimostrano già il valore aggiunto di questa alleanza. Siamo fiduciosi che questo sia solo l’inizio e non vediamo l’ora di continuare la nostra proficua collaborazione» ha spiegato Fernando Ruiz, a capo del Centro europeo per la criminalità informatica di Europol.

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