La libertà di pensieroL’opposizione democratica in Bielorussia ha vinto il premio Sacharov 2020

Dal 1988 il Parlamento europeo assegna ogni anno il riconoscimento alla personalità o alle organizzazioni che dedicano la loro vita alla difesa dei diritti umani. «Hanno dalla loro parte qualcosa che la forza bruta non potrà mai sconfiggere: la verità. Non rinunciate alla vostra lotta. Siamo al vostro fianco», ha detto il presidente Sassoli

L’opposizione democratica in Bielorussia, rappresentata dal Consiglio di coordinamento ha vinto il Premio Sacharov 2020 per la libertà di pensiero. Lo ha annunciato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli durante la sessione plenaria da remoto. «Desidero congratularmi con i rappresentanti dell’opposizione bielorussa per il loro coraggio, la loro resilienza e la loro determinazione. Si sono dimostrati e continuano a dimostrarsi forti di fronte a un avversario molto più potente. Ma ciò che li sostiene è qualcosa che la forza bruta non potrà mai sconfiggere: la verità. Ecco dunque il mio messaggio per voi, cari vincitori: continuate ad essere forti e non rinunciate alla vostra lotta. Sappiate che siamo con voi», ha detto Sassoli.

La Conferenza dei Presidenti, l’organo che riunisce il presidente del Parlamento europeo e dai presidenti degli eurogruppi ha deciso di conferire al Consiglio di coordinamento, un’iniziativa di donne coraggiose e di personalità politiche e della società civile, il premio che dal 1988 assegna, ogni anno, alle organizzazioni che dedicano la loro vita alla difesa dei diritti umani e delle libertà individuali.

Il 16 dicembre si terrà la cerimonia del premio è dedicato allo scienziato e dissidente sovietico Andrej Dmitrievič Sacharov, che scoprì la bomba idrogeno ma firmò contro i test nucleari e fu paladino dei diritti civili.Oltre ai vincitori di quest’anno tra i finalisti c’erano gli attivisti di Guapinol e Berta Cáceres in Honduras e Najeeb Michaeel, arcivescovo di Mosul, in Iraq. «Vorrei aggiungere una parola anche sulla recente uccisione di uno dei finalisti di quest’anno, il signor Arnold Joaquín Morazán Erazo, parte del gruppo ambientalista di Guapinol», ha detto Sassoli. «Il gruppo si sta opponendo a una miniera di ossido di ferro in Honduras. È imperativo che venga avviata un’indagine credibile, indipendente e immediata su questo caso e che i responsabili siano chiamati a risponderne».

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