Esempi Le buone azioni esistono ancora

Dalle piccole realtà ai grandi colossi, le prassi etiche e i piccoli gesti di solidarietà che fanno la differenza ci sono: pochi e distanziati, ma anche in tempo di pandemia rissosa si scovano gesti semplici che cambiano in meglio l’umore. E forse anche le cose

Dei canti dal balcone e dei lenzuoli che inneggiavano a una nuova unità d’Italia contro il coronavirus, degli arcobaleni e dell’andrà tutto bene abbiamo perso le tracce, in questa seconda ondata che è invece piena di polemiche e di scontri sociali.

Ma sotto sotto, qualcosa di buono c’è ancora: e seppur poche, le iniziative di solidarietà a sostegno della filiera pare proprio che trovino spazio. 

Il campanello che ci ha dimostrato che si può ancora pensare all’altro, l’ha suonato per primo il pasticcere bolognese Gino Fabbri, che con una piccola ma significativa decisione ha dato il suo contributo alla causa comune. Lo annuncia dal suo profilo Instagram, raccogliendo consensi.

 

«Queste chiusure, che andavano evitate in tutti i modi, taglieranno le gambe a tanti. Da martedì noi saremo aperti dalle 7.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 18. Abbiamo scelto di chiudere in pausa pranzo per solidarietà e aiuto nei confronti dei colleghi ristoratori… ci fa male dirlo perché questa decisione è una sconfitta ma per qualche settimana la pausa pranzo non si farà in pasticceria per favorire colleghi che vengono penalizzati dal nuovo decreto pur avendo spazi perfetti per farvi accomodare e rilassare in totale sicurezza e purtroppo per i nostri comportamenti non possono più farlo. Siamo chiamati ad aiutarci tra noi e a usare il buon senso… uscirne ora dipende da noi e dai nostri comportamenti, è ora di dimostrarlo!»

Abbiamo conosciuto Fabbri per la dolcezza estrema della sua produzione: questo gesto ce lo fa apprezzare ancora di più come professionista ed essere umano, consapevole che solo con l’impegno di ciascuno ci sarà la ripresa per tutti. Motivo in più per andare da lui a fare colazione o a comprare una torta.

Solidarietà in cassa per i department store Coin, in una maniera creativa e decisamente fuori dagli schemi, con l’iniziativa “Basta un caffè”, a sostegno del territorio in cui opera. Fino al 22 novembre propone infatti il 15% di sconto sugli acquisti Coincasa e il 10% sulla profumeria per chi presenta alla cassa lo scontrino di un bar, un pub o un ristorante emesso il giorno stesso o il precedente.

Un piccolo gesto per «sensibilizzare sulla necessità di impegnarci tutti a dare il nostro contributo, sempre nel rispetto delle norme vigenti e in piena sicurezza, per mantenere vitale l’energia delle nostre città», come sottolinea Monica Gagliardi, Direttore Marketing e Digital transformation di Coin SpA.

Numerose poi le attività che le piattaforme stanno mettendo in atto per supportare i ristoratori in questi momenti così concitati.

La prima è stata Just Eat, che qualche giorno dopo la chiusura alle 18 per i ristoranti ha regolato le sue commissioni, agevolando la possibilità di attivare il servizio di digital food delivery con l’obiettivo di creare continuità all’attività quotidiana e ai guadagni dei locali .

È stato infatti attivato un supporto dedicato a quelle attività che usufruiscono del servizio di delivery attraverso rider che consegnano con Just Eat e uno sconto sulla commissione pari al 25%, con l’obiettivo di supportare oltre 5.000 ristoratori partner in tutta Italia, alleggerendo i costi e permettendo a chi non potrà utilizzare la sala per servire i clienti a cena di continuare ad offrire i propri piatti attraverso la piattaforma, consegnandoli ai clienti a casa in modo facile, veloce e sicuro.

Il pacchetto di agevolazioni prevede inoltre di azzerare le commissioni per tutti i nuovi ristoranti che decideranno di utilizzare il digital food delivery e attivarsi su Just Eat per soddisfare la domanda della clientela in questo periodo. L’azzeramento della commissione sarà estendibile e prorogabile in base all’evoluzione della situazione e sarà in vigore per un periodo minimo di 1 mese.

Glovo ha seguito a stretto giro, e da oggi ha attivato un nuovo servizio take-away. Gli utenti potranno così prenotare come di consueto i loro piatti preferiti sull’app, ritirando personalmente l’ordine presso il ristorante mostrando il codice di prenotazione, senza i costi della consegna. Per tutto il mese di novembre questo servizio sarà attivato a zero commissioni per i ristoranti, con la possibilità di estensione dell’iniziativa qualora dovessero perdurare le limitazioni previste dal DPCM del 24 ottobre.

«Abbiamo deciso inoltre di azzerare le commissioni fino alla fine dell’anno per tutti gli esercenti che faranno richiesta di aderire alla piattaforma – commenta Elisa Pagliarani, General Manager Glovo Italia – In questo modo, i “nuovi” ristoranti avranno la possibilità di continuare a offrire un servizio ai propri clienti e al tempo stesso di intercettarne dei nuovi, più avvezzi al delivery, senza nessun costo aggiuntivo. La fase attuale è molto difficile per i ristoranti e come Glovo vogliamo fare la nostra parte. Il delivery (e oggi anche l’asporto) costituisce un valido alleato per continuare a operare anche oltre gli orari di apertura al pubblico e per questo riteniamo fondamentale incoraggiare le attività che non hanno mai testato il servizio a utilizzare la nostra piattaforma.”

Anche le piattaforme più piccole sono solidali con i loro clienti, grazie all’intervento di aziende che le supportano. È il caso di Molini Pivetti che ha deciso di offrire il suo sostegno agli oltre 200 locali fra ristoranti, pizzerie, pasticcerie, gelaterie e bar, affiliati a una start-up del delivery nata nell’estate del 2019.

Dal 2 al 24 novembre, quindi per tutta la durata del Dpcm, l’importo per la consegna a domicilio non peserà né sulle tasche dei cittadini, né su quelle delle piccole imprese legate al food iscritte al portale.
L’operazione di incentivo al delivery coinvolgerà 9 comuni di cinque diverse province fra Emilia e Lombardia.

«Essere solidali con i ristoratori e con le piccole realtà locali legate al food che, in ottemperanza all’ultimo Dpcm del Governo, sono costrette a chiudere i battenti alle 18, non solo è stato un moto spontaneo che abbiamo voluto tradurre in un’azione concreta, com’è nelle nostre corde, ma anche un atto dovuto fra realtà diverse e tuttavia appartenenti allo stesso settore HORECA di cui condividiamo le difficoltà. Ci auguriamo che questa nostra iniziativa possa servire da input ad altre aziende per attivarsi concretamente a sostegno del comparto, così gravemente colpito» sottolinea Gianluca Pivetti, AD dell’Azienda.

In un momento in cui la polemica è all’ordine del giorno e in cui più che aiutarsi molte realtà stanno combattendo per ottenere nuovi spazi di mercato, la buona notizia è che c’è anche spazio per la solidarietà tra attori della stessa filiera. Speriamo siano di buon esempio.

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