CoprifuocoSarah Cicolini: la cucina è come uno spettacolo teatrale

Chef di SantoPalato a Roma, ha conquistato la capitale al comando di una trattoria dallo stile semplice e ricco di sapori, che ora arriva fino alle case dei suoi concittadini

Abbiamo immaginato #CopriFuoco sull’onda emotiva seguita alla chiusura alle 23 dei locali. L’abbiamo portato avanti a maggior ragione quando la chiusura è stata anticipata alle 18. Oggi, dopo tante puntate, ci rendiamo conto che ogni protagonista con la sua testimonianza mette un tassello in più per portare alla luce un disegno generale, che ci aiuta a capire meglio la ristorazione e i suoi problemi contingenti. Una riflessione doverosa, da condividere tra colleghi ma anche per rendere i clienti più consapevoli. Andiamo avanti, alle 18 di ogni sera, sul profilo Instagram di Linkiesta.
Potete rivedere tutte le puntate qui

7 Novembre 2020

Incontriamo nell’etere Sarah Cicolini all’ora di chiusura nel suo locale, collegata dal SantoPalato a Roma. Il pranzo del sabato si è prolungato, è da poco terminato il servizio. Qualche minuto per sistemare e poi ci si prepara all’asporto/delivery serale.

Ha un volto giovane, determinato, semplice. Proprio come la sua cucina e la sua trattoria.

Ha radici che hanno lasciato una traccia forte in lei, e che hanno convogliato nel tempo  il suo naturale avvicinamento alla cucina. Una passione senza compromessi. Agricoltura e allevamento sono sempre stati nelle sue corde e hanno dato un forte imprinting a quello che ora è il suo modo di esprimersi ai fornelli. Non è stata dunque una folgorazione quella di essere chef, ma un cammino naturale verso se stessa, più forte anche del voler diventare medico.

Si percepisce la nota amara, parlando di un  settore duramente colpito dalla contingenza. Le persone hanno cambiato abitudini, hanno paura. Si cerca di trovare soluzioni flessibili, che ritardino i pranzi o che li rendano più lunghi, ove possibile. Tutto più semplice nel fine settimana, ma nulla che possa compensare il ritmo lento degli altri giorni. Per l’asporto serale racconta piatti che attraversano lo schermo con il loro profumo. Paste al forno, verdure, la terrina di lingua e coda, polpette e involtini, per colorare di gusto le serate casalinghe dei romani.

Conduce la cucina con grande maturità concettuale. È una leader inclusiva, che crede molto nella squadra e che dona valore alla collaborazione. Il suo alter ego, così lo definisce, è il sous chef, Mattia Bazzurri, garanzia che lo standard dei piatti sia sempre il medesimo, anche quando lei non c’è. Un notevole tratto identificativo.

Grande attenzione alla clientela dunque, che premia la scelta di essere sempre fedeli al proprio pensiero. Un punto di forza indiscusso anche in questo difficile momento.

Ben conosce la fatica di stare in una cucina professionale, le ore spese a scegliere le migliori materie prime e a cucinarle con sapiente mano. Ma è anche molto attiva sul piano della comunicazione, avendo compreso quanta importanza abbia nel mondo food contemporaneo. Viaggia per il mondo e fa conoscere la sua trattoria … sempre certa che la trippa che viene servita ai clienti sarà eseguita come lei stessa farebbe!

C’è un’immagine che potrebbe tradurre ciò che accade tra le mura del regno di Sarah, come lei stessa dice. Una performance teatrale, che va in scena ogni giorno, quando un piatto esce dalla cucina e raggiunge la tavola dei suoi ospiti.  Applausi o fischi. E la bellezza è creare uno spettacolo sempre perfetto, che sappia regalare emozioni vere.

Nel suo dopo vede un locale più grande, con magari un dehor. Lontano dal centro cittadino e più vicino ad una delle suggestive aree verdi che la Capitale offre. Sentirla parlare di Appia Antica, di Ardeatina … di piatti della tradizione, di rispetto della materia prima in chiave così contemporanea. Questo rende unico lo spettacolo teatrale, e quello che si desidera è una replica senza fine.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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