Giustizia senza confiniL’evento degli avvocati italiani per garantire la difesa dei loro colleghi in Iran e Turchia

Gli ordini di Milano e Roma hanno organizzato un convegno internazionale online per venerdì 13 per sensibilizzare governi e istituzioni sui diritti negati nei Paesi dove la legalità è ormai un macabro rito al servizio del potere. Tra gli ospiti ci saranno anche Emma Bonino e Giuliano Pisapia

Pixabay

Perché si sono dati appuntamento sul web venerdì i presidenti degli ordini degli avvocati di Milano, Roma, Istanbul e Barcellona? Per riaffermare il diritto di tutti a essere difesi da un avvocato, e il diritto degli avvocati a difendere i propri assistiti. Anche in Turchia, anche in Iran. Ebru Timtik, giovane avvocata turca, dopo 238 giorni di sciopero della fame si è fisicamente arresa all’ingiustizia, alla tirannia di un regime che le ha pervicacemente rifiutato un processo equo. Accusata degli stessi reati dei suoi assistiti, secondo il sillogismo per cui se assisti un gruppo illegale allora sei illegale come loro, è diventata un’icona internazionale, un simbolo di giustizia, una spina nel fianco del Sultano.

Nasrin Sotoudeh avvocata iraniana, difensore di donne che lottano contro l’imposizione del velo, incarcerata e condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate, ora provvisoriamente rilasciata dopo 6 settimane di sciopero della fame: la sanguinaria teocrazia iraniana, mentre sospendeva la sua carcerazione, iniziava a perseguitarne la famiglia, prima il marito, poi la figlia ventenne.

Gli ordini degli avvocati di Roma e Milano, insieme con Italiastatodiritto, memori della lezione di Calamandrei e della loro funzione anche di “sentinelle della democrazia” hanno organizzato un convegno internazionale perché tenere i riflettori accesi serve.

Perché la sensibilizzazione di governi e di istituzioni sui diritti negati anche in paesi a noi vicinissimi, come la Turchia – uno stato che, da avamposto dell’occidente laico, si è ormai trasfigurato in dittatura e modello pericoloso per i paesi del Mediterraneo – è utile e necessaria.

I giuristi sono particolarmente invisi alle dittature, perché conoscono la differenza fra lo stato di diritto e l’abuso del diritto – quando la legge è impugnata come un’arma per soffocare il dissenso, marginalizzare le minoranze e perseguitare chi non si allinea – e perché la loro attività di difesa dei diritti civili e processuali delle vittime dei regimi autoritari, ne smaschera e rivela al mondo l’illegalità sostanziale

Il recente tentativo di Erdogan di smembrare e disarticolare l’ordine professionale in Turchia ha svelato il suo timore degli avvocati e il pericolo che essi rappresentano per il regime.

La situazione in cui operano gli avvocati in Turchia, come in Iran, è ormai drammatica, come testimoniano le intimidazioni, le incarcerazioni, le morti, gli scioperi della fame.

Secondo l’ultimo rapporto di Amnesty International in Turchia «è continuata per tutto l’anno la repressione contro ogni dissenso, reale o percepito, nonostante la fine dello stato d’emergenza durato due anni, proclamato a luglio 2018. Migliaia di persone sono rimaste in custodia cautelare per periodi dalla durata punitiva, spesso in assenza di prove sostanziali che avessero commesso un qualche reato riconosciuto dal diritto internazionale. I diritti alla libertà d’espressione e riunione pacifica sono stati fortemente limitati e le persone considerate critiche nei confronti dell’attuale governo, in particolare giornalisti, attivisti politici e difensori dei diritti umani, sono state detenute o hanno dovuto affrontare accuse penali inventate. Le autorità hanno continuato a vietare arbitrariamente le manifestazioni e a fare ricorso all’uso eccessivo e non necessario della forza per disperdere dimostranti pacifici. Sono emerse ancora denunce credibili di tortura e sparizione forzata».

I presidenti di Milano e Roma hanno invitato i presidenti degli ordini di Istanbul e di Barcellona.

Mehmet Durakoglu porterà la testimonianza viva dei coraggiosi avvocati turchi, costretti ad essere eroi e a rischiare la vita o la libertà per rimanere fedeli alla loro missione difensiva.

Maria Eugènia Gay Rosell, riceverà idealmente la “staffetta” dai colleghi italiani e promuoverà in Spagna la prossima mobilitazione perché, come recita il titolo del convegno “la difesa dei diritti umani non si ferma”.

Invitati, fra gli altri, la senatrice Emma Bonino, che partecipa a una campagna internazionale per la scarcerazione di Osmàn Kavala, il parlamentare europeo Giuliano Pisapia, Masih Alinejad, che vive in esilio a New York ed è promotrice della campagna in Iran contro il velo Stealthy Freedom.

Insomma, i giuristi italiani danno il loro contributo affinché non cali il silenzio sul coraggio degli avvocati che continuano a invocare il giusto processo e a esercitare il diritto-dovere di difesa, mettendo in gioco le proprie vite, anche dove la legalità è ormai un macabro rito al servizio del potere.

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