Oltre il bagno freddoCome potenziare il sistema immunitario partendo dal benessere delle singole cellule

Esiste una grande varietà di trattamenti studiati per migliorare la capacità fisiologica di resistere alle minacce esterne. Un lungo articolo del Financial Times raccoglie alcuni dei nuovi metodi e dei nuovi strumenti che nell’ultimo periodo sono diventati sempre più importanti per la salute e la prevenzione

Lapresse

Nell’ultimo anno è aumentata l’attenzione per la salute e per il benessere psicofisico. La pandemia ha costretto a ricalibrare l’impegno nella tutela del corpo e nella fortificazione del sistema immunitario, portandolo in cima alla lista delle priorità. Negli ultimi anni però sono cambiati i metodi, le valutazioni, gli strumenti: i vecchi rimedi casalinghi possono essere integrati, o magari sostituiti, lasciando spazio ad azioni più efficaci. Fare un bagno freddo dopo l’esercizio fisico ha ancora una valenza, così come l’assumere integratori da banco o semplicemente il mangiare una zuppa di pollo mantengono i loro benefici.

«Ma oggi esiste un mondo di trattamenti studiati e progettati proprio per migliorare la bioresilienza, la nostra capacità fisiologica di resistere alle minacce esterne, e stimolare il benessere molecolare. Insomma, per migliorare la salute a partire dal miglioramento delle cellule: potenziare la forma fisica delle cellule migliora tutto, dal sistema immunitario all’energia che abbiamo durante la giornata, e così ritardiamo il deterioramento associato all’invecchiamento», scrive Rebecca Newman in un lungo articolo sul Financial Times dal titolo “How to supercharge your immune system”, in cui unisce alcune spiegazioni teoriche a rimedi pratici – con tanto di consigli di spesa – per il benessere e il miglioramento del sistema immunitario.

Un primo esempio nel racconto di Newman è l’esperienza nella clinica londinese BelleCell, specializzata in prevenzione e frequentata soprattutto da star del cinema, atleti, imprenditori. La fondatrice Kasia Zajkowska, biologa con un master in biotecnologia molecolare e specializzata in genetica parte da due concetti fondamentali per migliorare il sistema immunitario. Prima spiega perché è importante avere un focus a livello molecolare: «Se ottimizzi la salute di ogni singola cellula creerai benefici di scala per gli organi, quindi per tutto il corpo e per il sistema vitale»; poi parla della personalizzazione dei trattamenti, un approccio conosciuto ma che non sempre viene riproposto con uno zoom a livello molecolare: «Provare a cambiare il proprio stile di vita a caso, modificando qua e là, può peggiorare le cose; bisogna progettare una strategia iper-personalizzata che parta dalla struttura molecolare, quindi diversa da persona a persona».

Per fare questi trattamenti in ogni struttura come la BelleCelle è disponibile una grande varietà di test che permettono un’analisi dettagliata di ogni cosa, dal microbioma – cioè l’insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali della totalità dei microrganismi – al metabolismo, dall’analisi dei telomeri al dna: tutto questo serve per avere una base per capire di che cosa benefici particolarmente un organismo, e che cosa lo ponga maggiormente sotto stress.

Nell’articolo viene inoltre sottolineato come questi studi non siano nati adesso, come conseguenza della pandemia, o come una nuova moda. Sono trattamenti frutto di studi decennali che adesso stanno trovando applicazione anche grazie al perfezionamento di macchinari e tecniche di applicazione.

«Man mano che apprendiamo di più sui processi molecolari, impariamo che cosa innescherà risposte benefiche e che cosa conviene fare per un trattamento più efficace. Stiamo andando verso una nuova era della medicina molecolare», dice la dottoressa Zajkowska al Financial Times.

Qui l’autrice dell’articolo introduce alcuni dei trattamenti innovativi che aiutano a dare nuova linfa al sistema immunitario, come il IV laser: «Si fa su una poltrona da massaggio a gravità zero, dove ogni arto è sostenuto in modo uniforme per creare una sensazione di assenza di gravità. Mentre mi rilasso, viene inserita nella mia vena una cannula attraverso la quale una fibra ottica spara luce, come una piccola spada laser nel mio braccio. Un deciso upgrade rispetto alle saune a infrarossi o alle maschere a led: il laser fornisce l’energia luminosa direttamente al flusso sanguigno, influenzando il comportamento chimico delle nostre cellule».

Alcuni atleti professionisti hanno saputo conservare il loro corpo, e quindi le prestazioni atletiche, in perfette condizioni anche quando la carta d’identità avrebbe suggerito un declino più o meno costante. Cristiano Ronaldo e Michael Phelps sono due ottimi esempi: della loro attenzione nella cura del corpo si è parlato spesso, anche come di un’ossessione. Anche grazie a figure come loro si è riconosciuta l’importanza dell’ossigenoterapia iperbarica: un trattamento in cui ci si stende in un contenitore molto simile a un vecchio lettino solare. L’aria all’interno del contenitore è pressurizzata, perciò si può avere l’impressione di essere su un aereo al decollo. Qui dentro viene immesso ossigeno puro, fino al 97%.

«Forse non è un trattamento per claustrofobici, ma è molto utile perché le molecole di ossigeno vengono compresse in particelle più piccole grazie alla pressione, il che significa che vengono assorbite più facilmente», dice la dottoressa Zajkowska al Financial Times. Una migliore ossigenazione ha molteplici vantaggi, tra cui la riduzione dell’infiammazione, l’attivazione della produzione di cellule staminali e un impulso alla riparazione dei tessuti.

Certo, magari una persona diversa da Cristiano Ronaldo o da Michael Phelps nella sua quotidianità non ha bisogno di scattare ripetutamente per superare un avversario in una notte di Champions League e non deve superare ogni record olimpico in vasca, ma la salute e il sistema immunitario sono una priorità per chiunque. «Questo trattamento viene utilizzato in generale per la resistenza nello sport – aggiunge la dottoressa – e per il recupero muscolare, ma anche per attenuare un dolore cronico. È ottimo anche per riprendersi dal jet lag e per smorzare i postumi di una sbornia, o come trattamento di bellezza per stimolare il collagene».

Intervenire sull’ossigenazione del sangue può portare benefici a diversi livelli. Un altro esempio riportato dal Financial Times è quello della clinica Eudelo di Vauxhall che ha recentemente lanciato un trattamento-allenamento chiamato Cell Hiit: è basato su uno studio che analizza la reazione delle cellule ai cambiamenti dei livelli di ossigeno, proprio come in un allenamento ad alta quota. Ma in questo caso lo sforzo è minimo: ci si sdraia su un lettino e si indossa una maschera, poi si sente solo un leggero sforzo a livello polmonare quando l’aria si fa più rarefatta.

«In 50 minuti è come se si fosse scalata una montagna cinque volte, in termini di pressione atmosferica. L’ipossia innesca un processo in cui i mitocondri danneggiati, le centrali elettriche che creano energia nelle cellule, si riparano o si suicidano per fare spazio a nuovi mitocondri. In pratica questo trattamento aiuta a rigenerare ogni singola cellula del tuo corpo», dice la dottoressa Stefanie Williams, fondatrice della clinica Eudelo.

L’articolo di Rebecca Newman cita anche un programma specifico per i pazienti che devono riprendersi dopo aver contratto il coronavirus, come il Lanserhof dell’Arts Club di Mayfair: è basato su un’analisi dettagliata della salute che indaga i livelli di infiammazione nelle cellule dei muscoli intorno al cuore e nei polmoni. «Il trattamento potrebbe essere anche una forma di crioterapia, il freddo è super efficace per ridurre l’infiammazione: tre minuti trascorsi in pantaloni e paraorecchie in una camera a -110 gradi sembrano estremi, ma alcuni pazienti lo trovano così efficace come mezzo per ridurre il dolore o l’infiammazione che tornano ogni giorno», si legge nell’articolo.

Alcuni strumenti, poi, sono più facili da usare in casa, per un trattamento fai da te che aiuti la rigenerazione cellulare. L’esempio riportato dal quotidiano britannico è la piattaforma vibrante Power Plate: anche in questo caso si tratta di uno strumento utilizzato nel settore sportivo (ne fanno uso, tra gli altri, il Manchester United e la campionessa di tennis Serena Williams), ma non è necessario avere le loro richieste e le loro esigenze in termini di prestazione atletica per apprezzarne il valore. Il Power Plate aiuta a intensificare l’allenamento e a stimolare il flusso linfatico e la densità ossea. E uno studio del 2020 condotto da specialisti delle università dell’Indiana e della Florida ha scoperto che aumenta anche i livelli di cellule staminali e riduce le infiammazioni.

«Se le cellule sono i nostri mattoni – si legge in chiusura di articolo, sul Financial Times – i percorsi per l’ottimizzazione del benessere molecolare sono un tema centrale e sono sempre più importanti nella prevenzione e per il sistema immunitario. Riducendo al minimo il danno cellulare e migliorando la rigenerazione cellulare puoi mettere a punto il tuo corpo, ottenere il massimo delle sue prestazioni e goderne i benefici».

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