Pranzo al saccoBello andare su Marte, ma cosa si mangia durante il viaggio?

Deep Space Food Challenge: una caccia alle idee internazionale per trovare una soluzione funzionale all’annoso problema della triste dieta che affligge i viaggiatori spaziali (e non solo loro). L’obiettivo? Proporre un menu sicuro, nutriente e appetibile

Presto si potrà dire di poter mangiar bene anche nello spazio. Certo non sarà possibile mangiare la carbonara che ordinereste in una pittoresca trattoria, ma l’obiettivo è creare cibo più sano e più soddisfacente per chi va in orbita. L’iniziativa si chiama “Deep Space Food Challenge” ed è una sfida internazionale che offre premi e riconoscimenti a gruppi in grado di creare tecnologie o sistemi alimentari innovativi in grado di massimizzare la produzione di cibo “sicuro, nutriente e appetibile” per le missioni spaziali di lunga durata.

La sfida alle migliori idee, oltre ad avere come conseguenza quella di far mangiare bene gli astronauti, potrebbe avere effetti anche sulla lotta alla fame nel mondo. Non è la prima volta che ritrovati usati da militari e astronauti poi hanno una ricaduta diretta nella vita di tutti i giorni sulla Terra. Ecco perché gli organizzatori della Challenge puntano anche a individuare soluzioni contro l’insicurezza alimentare, un “problema cronico” sul pianeta in ambienti e comunità urbane, rurali e difficili, anche a causa delle catastrofi che si susseguono, che possono anche interrompere le catene di approvvigionamento. Le tecniche necessarie nello spazio per un uso efficiente delle risorse (come quelle dell’acqua) potrebbero avere una ricaduta diretta in ambienti estremi e in aree di crisi.

La Challenge propone idee per aiutare a colmare le carenze alimentari per un equipaggio di 4 astronauti impegnati in una missione nello spazio di andata e ritorno di tre anni, senza alcuna possibilità di poter fare rifornimenti (l’idea è di usare le soluzioni gastronomiche per le missioni su Marte). I premi sono fino a 500.000 dollari della Nasa, dedicati alle squadre statunitensi (fino a 25.000 euro per idea progettuale). Fondi anche dal Canada: per le idee canadesi sono previsti fino a 10 premi da 10.000 dollari canadesi, fino a 4 premi da 100.000 e poi uno da 380.000. I 10 team internazionali, invece, riceveranno solo un riconoscimento.

Le domande per la registrazione scadranno il prossimo 28 maggio ed entro il 30 luglio bisognerà inviare le idee.

L’iniziativa è promossa dalla Nasa, dall’Agenzia spaziale canadese e dal Privy Council Office.