Questioni di prioritàMario Draghi è (almeno lui) ben consapevole dell’emergenza ambientale

Il presidente del Consiglio incaricato ha esplicitamente inserito tra gli asset del suo programma di governo la questione green, ma sembra che i giornali e gli opinionisti non se ne siano accorti. La sfida sarà indicare le riforme da attuare e le misure da finanziare, in linea con le priorità del Green Deal Europeo, per raggiungere il target di riduzione del 55% delle emissioni al 2030

LaPresse

Mario Draghi sa che il Next Generation Eu dedica il 37% delle risorse stanziate alla transizione verde che è il primo dei sei pilastri in cui i Piani nazionali di Ripresa e Resilienza dovranno essere dettagliati. Mario Draghi sa che nell’esplicitazione del piano sarà necessario indicare quali riforme saranno attuate e quali misure verranno finanziate per raggiungere il target di riduzione del 55% delle emissioni al 2030. Mario Draghi sa che le misure previste dovranno essere coerenti con le priorità del Green Deal Europeo e in primo luogo con quelle climatiche e ambientali.

Inoltre Mario Draghi sa che ogni riforma ed ogni investimento dovrà rispettare il “do no significant harm principle” della tassonomia europei degli investimenti ecosostenibili e che dovrà contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali europei sul fronte della protezione delle acque e delle risorse marine, della transizione all’economia circolare, della prevenzione dei rifiuti e del riciclo, della prevenzione dell’inquinamento, della protezione e del ripristino degli ecosistemi e del rendere più ecologiche le aree urbane.

Obiettivi, misure, riforme che si tradurranno in milioni di nuovi posti di lavoro in tutta Europa: un lavoro pulito, giusto, maggiormente qualificato e sicuro. Tutto questo Mario Draghi lo sa ed infatti nei colloqui delle consultazioni ha esplicitamente messo tra gli asset del suo programma di Governo la questione ambientale. Esplicitamente, chiaramente.

Siccome però ai grandi giornali italiani di tutto questo poco importa e non ritengono di darne conto, la parola ambiente è completamente sparita dai titoli delle loro prime pagine. Un Paese, il nostro, destinato alla “Damnatio futurus”, peccato che i soldi che stiamo per spendere (almeno ci si proverà) sono esattamente quelli delle prossime generazioni e a loro, come hanno dimostrato le piazze piene in difesa del clima, dell’ambiente importa moltissimo.

Rossella Muroni è vicepresidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati

 

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