Finanza sostenibileCome la Bce si prepara ad affrontare il cambiamento climatico

La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha annunciato l’istituzione di un centro per il climate change e di voler ridurre l’acquisto di obbligazioni emesse da società di combustibili fossili e altri grandi emettitori di carbonio a favore di società green

Pixabay

«Le banche centrali non sono responsabili della politica climatica e gli strumenti più importanti necessari non rientrano nel nostro mandato. Ma il fatto che non siamo al posto di guida non significa che possiamo semplicemente ignorare il cambiamento climatico o che non abbiamo un ruolo nel combatterlo». Parole chiare quelle pronunciate da Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, nel corso della conferenza organizzata dall’Istitute for Law and Finance sul tema del Green Central Banking.

Anche altre grandi banche centrali sono al lavoro per fronteggiare il climate change. La Bank of England prevede di condurre uno stress test climatico nel settore bancario britannico nel giugno 2021. Parallelamente, la banca centrale svedese ha rimosso dalle proprie riserve di valuta estera le obbligazioni emesse da alcune regioni dell’Australia e del Canada per i livelli molto alti di emissioni di carbonio. Infine, la Federal Reserve si è recentemente unita al Network for Greening the Financial System, consorzio di banche centrali istituito per sostenere gli obiettivi climatici di Parigi.

«Il cambiamento climatico è una delle maggiori sfide affrontate dall’umanità in questo secolo e ora c’è un ampio consenso sul fatto che dovremmo agire. Tale consenso deve però essere tradotto con urgenza in misure concrete. La Bce contribuirà a questo sforzo nell’ambito del suo mandato, agendo coi responsabili della politica climatica».

Lagarde ha così annunciato l’istituzione di un centro per il cambiamento climatico con l’obiettivo di far confluire sotto lo stesso tetto le questioni climatiche aperte su diversi fronti nell’attività della banca centrale. La nuova unità farà riferimento diretto al presidente, che si occuperà di supervisionare il lavoro sulla finanza sostenibile. «Il cambiamento climatico interessa tutte le nostre aree politiche», ha sottolineato Lagarde. «Il centro fornisce la struttura di cui abbiamo bisogno per affrontare la questione con l’urgenza e la determinazione che merita».

Il Centro, gestito da una decina di professionisti interni alla Bce, guiderà l’agenda climatica della Banca internamente ed esternamente, basandosi sulle competenze di tutti i team operativi sui temi legati al clima. «Il cambiamento climatico influisce anche sul nostro mandato primario di stabilità dei prezzi attraverso diversi canali», ha spiegato Lagarde.

Se non affrontato, il cambiamento climatico può creare volatilità a breve termine nella produzione e nell’inflazione e avere ripercussioni a lungo termine sulla crescita. «La nostra revisione ci consente di considerare più a fondo come possiamo rafforzare la resilienza della politica monetaria e del nostro bilancio ai rischi climatici».

La Vigilanza bancaria della Bce ha richiesto alle banche di condurre un’autovalutazione del rischio climatico delle loro azioni e di elaborare piani per ridurre il loro impatto. «Condurremo uno stress test climatico a livello di settore nel 2022». I risultati preliminari per valutare l’impatto sul settore bancario europeo su un orizzonte di 30 anni mostrano che, in assenza di un cambiamento, i rischi in Europa sono concentrati in modo disomogeneo tra i diversi Paesi e settori dell’economia. «Per la Bce potrebbe essere compromessa anche la trasmissione della politica monetaria ai tassi di interesse affrontati da famiglie e imprese in caso di aumento dei rischi fisici o perdite da parte delle istituzioni finanziarie». Così, una transizione gestita male potrebbe ridurre i prestiti al settore privato del 5% in termini reali.

La Bce ha annunciato di voler investire sul fondo obbligazionario della Banca per i Regolamenti Internazionali (Bri) che opera nel campo della produzione di energia rinnovabile e nei progetti di efficienza energetica. Una scelta in cui la Banca centrale intende impegnarsi per aiutare l’Unione europea a raggiungere gli obiettivi ambientali prefissati, utilizzando parte del portafoglio di fondi propri.

La strategia di investimento sostenibile e responsabile della Bce punta ad aumentare la quota di titoli verdi nel proprio portafoglio e integra gli acquisti diretti di obbligazioni green sui mercati secondari (ne detiene già una quota pari al 3,5%  per un valore di mercato di 20,8 miliardi).

Secondo un sondaggio del Financial Times a inizio gennaio, il progetto promosso da Lagarde porterebbe la Bce ad abbandonare il tradizionale principio di market neutrality in base al quale l’istituto di Francoforte è tenuto ad acquistare obbligazioni in proporzione al mercato complessivo, riducendo l’acquisto di obbligazioni emesse da società di combustibili fossili e altri grandi emettitori di carbonio a favore di società green.

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