Visto da BruxellesManfred Weber per ora esclude l’ingresso della Lega nel Ppe

«Il nostro partito in Italia è Forza Italia e al momento non c’è nulla di nuovo da discutere», dice a Repubblica il capogruppo del Partito popolare europeo a Strasburgo. Apprezzamento per Draghi: «In Europa c’è davvero voglia di avere una voce italiana». E in merito al Recovery Plan: «L’Italia non può permettersi di sprecare i fondi e deve fare le riforme»

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

«In un momento storico così difficile Mario Draghi è la personalità giusta per governare andando oltre gli interessi di parte». L’endorsement al presidente del Consiglio incaricato arriva su Repubblica anche da Manfred Weber, capogruppo al Parlamento europeo del Partito popolare europeo, la famiglia che racchiude il centrodestra moderato e forza di maggioranza relativa a Bruxelles. Ma non manca l’ammonimento a Roma sul Recovery Plan: «L’Italia non può permettersi di sprecare i fondi e deve fare le riforme». Quanto al nuovo europeismo di Matteo Salvini, il politico bavarese non si sbilancia: «Vedremo», dice. Anche se, ad oggi, non ci sono prospettive dell’ingresso del Carroccio nel Ppe.

«Per l’Europa in questa fase la cosa più importante è la stabilità, e la prospettiva di avere Mario Draghi alla guida del Paese ci dice che la stabilità a Roma è possibile», dice Weber. «Draghi è una grandissima personalità non solo in Italia, ha fatto un lavoro eccezionale alla guida della Bce riconosciuto in tutta Europa. Un uomo con la sua esperienza può avere le chiavi per tenere insieme i differenti interessi della società e dei partiti, per governare andando oltre gli interessi di parte».

Sulla giravolta europeista di Matteo Salvini e il possibile ingresso nel futuro governo, Weber non ha alcuna preoccupazione : «Ho piena fiducia nel fatto che Mario Draghi da premier darà un chiaro approccio pro europeo al suo governo dimostrando che i problemi si risolvono tutti insieme, come Unione […] In Europa c’è davvero voglia di avere una voce italiana, sono certo che Draghi la garantirà». Ma sul leader della Lega frena: «Lo giudicheremo da come questo atteggiamento verrà declinato nei fatti, lo vedremo passo dopo passo. Intanto trovo positivo che chi aspira ad assumere un ruolo di responsabilità in Italia debba assumere un approccio pro europeo. È il segnale che il populismo non paga».

Ma al momento la porta per l’ingresso del Carroccio nel Ppe è sbarrata: «Il nostro partito in Italia è Forza Italia e al momento non c’è nulla di nuovo da discutere. Inoltre il cambiamento di Salvini dimostra che l’approccio del Ppe, di Forza Italia, è quello giusto: attrae gli altri e rappresenta la chiave per il successo di una maggioranza di centrodestra».

Quanto al Recovery Plan, Weber mette in guardia: «Questo fondo diventerà un successo per l’Europa solo se non sprechiamo i soldi per spese orientate al passato. Bisogna investire nel futuro, nei nuovi lavori, puntando su clima, digitale e sanità. E servono le riforme: quando vedi la scarsa capacità di assorbimento dei tradizionali fondi Ue da parte dell’Italia capisci che riformare la Pubblica amministrazione e la giustizia è cruciale per il Paese».

Ma con Draghi a Palazzo Chigi l’Europa sembra essere più tranquilla: «L’Italia è un Paese chiave per l’Europa e un’Europa senza Italia è impensabile», dice Weber. «La prospettiva di un nuovo governo europeista fa sperare che ci sia la volontà di investire i soldi nel modo giusto e di fare le riforme che non sono negative, ma una precondizione per la crescita positiva per tutta la società. Per questo dico che l’Italia deve fare le riforme raccomandate dalla Commissione europea come deve farle la Germania, visto che quelle di 20 anni fa di Schroeder non bastano più».