Pattumiera leggeraNel 2020 gli italiani hanno sprecato meno cibo

Nel corso dell’annus horribilis, in Italia sono state salvate 222mila tonnellate di alimenti. Un risparmio economico, un passo avanti verso la tutela dell'ambiente e il raggiungimento dell'obiettivo 12 dell’agenda 2030 dell’Onu sul consumo e la produzione responsabile

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Tra le tante (troppe) conseguenze portate dalla pandemia qualcuna fa ben sperare. Ad esempio, quella che ci informa che nel 2020 gli italiani si sono rivelati più attenti al cibo. Soprattutto, a non sprecarlo. Gli alimenti finiti nella spazzatura durante l’annus horribilis sono stati infatti quasi il 12% in meno rispetto al 2019.

Come riportato da Spreco Zero, secondo i dati raccolti da Waste Watcher International Observatory con Distal Unibo per l’ottava giornata di prevenzione dello spreco alimentare nei passati 12 mesi sono state salvate 222mila tonnellate di cibo: un risparmio di 6euro pro capite e un passo avanti per il raggiungimento di uno degli obiettivi dell’agenda 2030 dell’Onu. In particolare del dodicesimo, che chiede di dimezzare lo spreco alimentare globale pro-capite a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori ma anche di ridurre le perdite di cibo durante le catene di produzione e di fornitura, comprese le perdite del post-raccolto.

«Lo spreco domestico diminuisce in questa Italia che deve ripartire. È un’ottima notizia – ha ricordato nei giorni scorsi Andrea Segrè, fondatore della campagna europea di sensibilizzazione Spreco Zero – Bisogna mantenere il comportamento virtuoso a livello domestico perché spreco significa innanzitutto inquinamento e perdita di risorse».

«Il cibo e la salute sono un binomio di primaria attenzione e questa giornata ci ricorda che l’alimentazione salutare e sostenibile ha un impatto positivo per tutti – ha sottolineato il sottosegretario al ministero della Salute Sandra Zampa – Prevenire e ridurre gli sprechi e i rifiuti significa avere cura concretamente degli abitanti del pianeta così come prestare attenzione alla stagionalità dei cibi, ai metodi di coltivazione e allevamento, ai prodotti locali, ai metodi di cottura più salutari e idonei alla prevenzione dello spreco. Sono strategie di presidio per la nostra salute innanzitutto e al tempo stesso per la salute dell’ambiente».

Peculiarità italiane

Bisogna comunque ricordare che nonostante il netto miglioramento, quello dello spreco alimentare è un problema che in Italia ha un peso, 27 kg di cibo perso pro capite l’anno, e un prezzo che ammonta a 6miliardi e 403 milioni in ambito domestico. Sfiorando i 10 miliardi se vengono considerate anche le perdite nell’industria e nella distribuzione. Tuttavia, a livello internazionale gli italiani risultano più sensibili allo sviluppo sostenibile e allo spreco rispetto a Francia, Germania, Stati Uniti e Canada.

Scendendo nello specifico delle attitudini nostrane, secondo i dati riportati da Zero Spreco negli ultimi 7 giorni i cibi che con maggiore frequenza sono finiti nella pattumiera sono stati frutta (il 37%, quasi 2kg l’anno pro capite), verdura (28%), aglio, cipolla e tuberi (25%), insalata e pane fresco (21%). Lo spreco ha nella Penisola anche una sua precisa tendenza geografica e sociale: il Sud è risultato meno attento (+15%) rispetto al Centro (-7%) e al Nord (-8%), così come le famiglie con figli rispetto ai single.

Guardando poi alle modalità con cui il Paese sceglie di acquistare gli alimenti, 7 italiani su 10 (il 69% degli intervistati) hanno sostenuto di fare la spesa una o due volte a settimana. ll 33% ha sottolineato di investire qualche euro in più per la qualità mentre il 60% di ricercare il miglior rapporto costo/qualità e meno del 5%, invece, di guardare sistematicamente all’offerta più conveniente. Interessante anche il dato che rivela come l’85% dei cittadini abbia chiesto di rendere obbligatorie per legge le donazioni di cibo ritirato dalla vendita da parte di supermercati e aziende ad associazioni che si occupano di persone bisognose, in seguito all’aumento della povertà generato dalla pandemia Covid-19.

Quello della Giornata per la prevenzione dello spreco alimentare è un appuntamento che ricorda la stretta connessione tra le scelte e i comportamenti personali e lo stato di salute della terra. «C’è un filo rosso tra la salute dell’uomo e quella del pianeta: un’interdipendenza di cui siamo ancora più consapevoli nel lungo anno della crisi pandemica», ha ricordato il Sottosegretario Zampa.