BiginoArte da gustare 

Finalmente siamo tornati a parlare di feste e tra colombe da supermercato, prodotti di alta pasticceria e immancabili uova di cioccolato, non sentiamo più nemmeno la zona rossa (o quasi). Questo e molto altro nella nostra settimana gastronomica

La cucina è di per sé scienza, sta al cuoco farla diventare arte. La frase è attribuita al Maestro Gualtiero Marchesi, che in effetti la ripeteva spesso. Ma tra alto artigianato e arte il salto è ampio, e solo in pochissimi, in cucina, sono stati in grado di creare capolavori che si possano paragonare davvero a quelli dei grandi pittori, scultori e compositori. Ispirarsi all’arte, invece, è attività prediletta dai cuochi, che prendendo spunto dagli artisti figurativi, ricreano nel piatto composizioni belle e buone.

TRAMEZZINI

Dolci bizzarri e dove trovarli: ci sono quelli ispirati al junk food, ma rifatti in modo sublime da Christina Tosi, imperatrice del colosso Milk Bar, che ha inventato la Crack Pie. Come spiega durante la puntata di Chef’s table a lei dedicata, il nome vuole proprio dire quello che pensiamo: è talmente buona che crea dipendenza, proprio come una droga. Fa meno male, di questo siamo sicuri.

E poi ci sono quelli dedicati all’arte creati da Walter Musco, che ormai ne ha fatto un marchio di fabbrica. Torte ispirate ai grandi maestri pittori, ma anche omaggi alla musica, alla letteratura, alla moda, al cinema, raccontati dal magazine d’arte Artribune. E poi ci sono i capolavori pasquali dei grandi pasticceri francesi, che ogni anno ci stupiscono con creazioni davvero stupefacenti. Un vero peccato assaggiarle. Ma Praliné noisette, caramel au beurre salé et noisette caramélisé di Michael Bartocetti del George V a Parigi è ancora pasticceria o siamo oltre?

Di sicuro siamo oltre al ristorante Flottes, che ha lanciato la sua criptomoneta. Una parte del conto viene trasformata in un credito virtuale che potrete utilizzare alla prossima visita. Intrigante.

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O del perché non dovremmo sempre cercare la via più facile: il nostro rapporto con il cibo è spesso fondato sulla ricerca della comodità e del sapore rassicurante. Invece dovremmo accettare un poʼ di sofferenza e di fatica.

E dovremmo anche studiare un po’, per fondare una vera cucina europea: la direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale della Commissione ha pubblicato “Sensazionale! Cucinare con straordinari prodotti europei”. Dalle prugne d’Agen francesi, alle uova di coregone svedesi, fino all’italianissimo Riso Nano Vialone Veronese, prodotto a Isola della Scala.

Dovremmo anche imparare qualcosa sulla nuova agricoltura: aeroponica, idroponica, rigenerativa, i contadini sono sempre più scienziati, hanno sempre più interazioni con il digitale e cercano modi più sostenibili di produrre il cibo che mangiamo. Alcune delle tecniche più innovative ci raccontano un nuovo modo di intendere la terra. Fino a non averne (quasi) più bisogno.

ALLA CARTA 

State leggendo da seduti? Sappiate che forse non è il modo giusto per farlo. Il mondo si divide in due categorie: chi incrocia le gambe a terra e chi preferisce poltrone&co. Questa scelta, tutt’altro che banale, deriva da una serie di implicazioni legate più alla cultura che alla comodità.

Aprite il vostro frigorifero e fatevi un esame di coscienza. Si può organizzare meglio, ve lo assicuriamo, e non per una questione di estetica, ma per igiene, sostenibilità degli alimenti e naturalmente per fare durare più a lungo la vostra ultima spesa.

PIATTO DEL GIORNO

La Pasqua (reclusa, anche quest’anno!) si avvicina e noi abbiamo una missione: farvi arrivare al giorno fatidico con tutto perfetto. Abbiamo iniziato raccontandovi le otto colombe pasquali da supermercato che hanno il loro perché. Poi abbiamo messo in fila quelle preparate da chef, pasticceri e panificatori artigiani. E anche qui, avete solo l’imbarazzo della scelta.

Poi siamo passati alle uova: tiramisù, caciocavallo e buoni propositi, quest’anno le alternative proprio non mancano.

Fino ad allora, però, digiuno.

CARTA DEI VINI

Fino al 28 marzo c’è la settimana della birra, una sette giorni di degustazioni, cotte pubbliche, incontri con birrai, tap takeover, presentazioni di nuove specialità, webinar e dirette sui social per scoprire la bevanda millenaria. Che tra l’altro, non può prescindere dall’acqua per la sua produzione. Lo sapevate?

Di sicuro non sapete molte cose sull’acqua, che è spesso oggetto di falsi miti. Ne abbiamo individuati dieci e abbiamo provato a smontarli. L’articolo vi è piaciuto molto e quindi ne abbiamo scritto un altro, sempre sul tema, perché la sprechiamo, la vogliamo in bottiglia, non siamo preoccupati del rischio siccità: oggi più che mai in Italia è necessario incentivare la promozione del servizio idrico, favorendo quegli interventi di più ampio respiro per superare le criticità legate al cambiamento climatico.

L’acqua è determinante anche nella preparazione del caffè: ne abbiamo parlato con una coffelier: anche se non si tratta di una figura professionale riconosciuta, sono tantissimi gli appassionati che studiano per diventare coffee expert. Ecco come potrebbe diventare un lavoro del futuro.

PICCOLA PASTICCERIA 

Abbiamo finito anche questa settimana: vi lasciamo con qualcosa da leggere per contribuire alla vostra trascurabile felicità. Non che la felicità sia trascurabile, ma insomma avete capito: una serie di piccole consolazioni quotidiane dal grande potenziale benefico, ovviamente a tema gastronomico.

Una felicità è di sicuro gustarsi un buon gin, ma non prima di aver studiato alla nostra scuola: siamo arrivati alla quarta lezione e abbiamo imparato la differenza tra gin industriale e artigianale.

Un’altra è di sicuro impastare: e questa settimana vi abbiamo suggerito come preparare uno dei pani più instagrammati del momento. È il mitico pane gomitolo. Servono solo lievito, farina e tanta pazienza. Tempo ne abbiamo, purtroppo. Se lo preparate, non dimenticate di taggarci, e di partecipare alla #cucinadiresistenza sul nostro account Instagram.

E nel caso venga fuori un capolavoro, potrete sempre dire che vi siete ispirati al Maestro Marchesi.