Modello PirelloneDopo il caos sulle prenotazioni, Letizia Moratti si scusa con i cittadini lombardi

Azzerato il cda della società Aria, le file per i vaccini ora saranno gestiste da Poste: gli over 80 non saranno più mandati lontano da casa, ma all’inizio potrebbero esserci ancora disagi – avverte l’assessora

Foto LaPresse - Claudio Furlan

Il giorno dopo l’azzeramento del cda di Aria, la società regionale deputata alle prenotazioni dei vaccini, l’assessora al Welfare della Regione Lombardia Letizia Moratti in un’intervista a Repubblica ci tiene a «scusarsi con i cittadini», soprattutto anziani, vittime della disorganizzazione di queste settimane.

Ma «on buttiamola in politica», dice rispetto allo scontro nel centrodestra lombardo tra Lega e Forza Italia. «Quella di azzerare il cda di Aria è stata una decisione tecnica, presa da tutta la giunta in maniera unanime, quindi da tutti i partiti. Aria aveva mostrato inadeguatezza a svolgere il compito che le era stato assegnato. Quando gli errori sono diventati inaccettabili siamo intervenuti assegnando alla piattaforma di Poste, che fra l’altro è gratuita, il servizio di prenotazione dei vaccini».

Moratti confessa che su Aria «i miei dubbi li avevo fin dall’inizio, ma non mi sono permessa di intervenire su un meccanismo che era già messo in piedi. Tuttavia è stato proprio grazie a una clausola di salvaguardia che ho fatto inserire io nel contratto che, alla fine, è stato possibile il cambiamento in corsa con Poste».

Ora, non dovrebbe accadere più che gli anziani siano inviati a farsi vaccinare a decine di chilometri da casa, oppure che si presentino e non ci siano fiale per loro: «La tecnologia di Poste ci assicura proprio questa “geolocalizzazione”, che incroci i cittadini da vaccinare con il centro vaccinale più vicino». Ma il passaggio non sarà immediato. «Per serietà bisogna dire che abbiamo ancora questa “coda” da gestire nel passaggio da Aria a Poste», avverte Moratti. «È un passaggio che mi preoccupa e che durerà qualche giorno, ma abbiamo fatto in modo che Aria verifichi la lista degli over 80 e la incroci con gli elenchi delle Ats. Le stesse Agenzie di tutela della salute faranno un controllo di secondo livello per evitare il ripetersi di fatti incresciosi: anziani over 80 spediti troppo lontano da casa».

Ma sui numeri degli over 80 vaccinati Moratti assicura che la Lombardia non è così indietro. «Il dato medio nazionale è del 44% e in Lombardia siamo sopra il 50%, con 430mila anziani che hanno ricevuto almeno una dose. Per quanto riguarda tutti i vaccini fatti, siamo all’81 per cento dell’utilizzo dei vaccini ricevuti, sopra altre regioni. Pensi che le nostre scorte di Pfizer sono scese sotto al 10%, seguendo le indicazioni del governo».

«Noi stiamo rispettando gli obiettivi indicati dal governo e le categorie stabilite, tanto è vero che, a differenza di altri, non abbiamo ancora iniziato con i 70 enni», dice l’assessora. Che al governo ha chiesto anche «la possibilità di accedere alle liste dell’Inps per avere gli elenchi dei disabili».

E il commissario Figliuolo, assicura, ha apprezzato il modello della «vaccinazione reattiva» messo in campo. Ovvero: «Quando ci siamo trovati di fronte a zone popolose con focolai attivi abbiamo messo in campo due interventi rapidi. Circoscrivere le zone e vaccinare a tappeto tutti quelli disponibili, anche estendendo le dosi ai 60 enni. Nei 23 paesi della cintura tra Bergamo e Brescia questa strategia ha portato a un crollo di 30 punti del contagio. Figliuolo ce l’ha riconosciuto».

Quindi, dice, «a parte questo problema di Aria che ci porteremo dietro fino al cambiamento con la tecnologia di Poste», il modello lombardo «è un modello di efficienza». E spiega: «Se su 14 ospedali italiani citati nelle pubblicazioni internazionali nove sono in Lombardia, qualcosa vorrà dire o no? Sicuramente c’è un tema di revisione di un modello che tenga conto della necessità di essere più vicini ai cittadini». Su questo «stiamo sperimentando modelli innovativi, come per esempio le cooperative di medici di medicina generale a Varese, Lecco e Bergamo. Nella programmazione delle dotazioni tecnologiche favoriremo non solo i grandi ospedali ma anche i piccoli ambulatori e queste cooperative. Puntiamo a una sanità che vada verso il cittadino con un forte investimento da 700 milioni di euro sulla medicina territoriale».