Si acceleraA metà marzo saranno consegnati i primi tre dossier del Recovery Plan

Il gruppo di lavoro al ministero dell’Economia, dopo una decina di giorni di intensa attività, prevede di aprire il dialogo con Bruxelles su infrastrutture, istruzione e salute entro il 15 marzo

(AP Photo/Francisco Seco)

Si accelera sul Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro al ministero dell’Economia, dopo una decina di giorni di intensa attività, prevede di essere in grado di riaprire il dialogo operativo con Bruxelles entro la metà di marzo su infrastrutture, istruzione e salute – scrive Repubblica. Così i rapporti con Bruxelles, fondamentali per l’approvazione del Recovery Plan, riprendono dopo due mesi di stasi a causa della crisi politica.

I piani di tre delle sei missioni saranno consegnati a metà mese. Infrastrutture, istruzione e ricerca e salute sono tre pilastri importanti ai fini del rilancio del Paese, sui quali i funzionari e gli economisti del team guidato da Carmine Di Nuzzo, braccio destro del ministro dell’Economia Daniele Franco, sono riusciti a trovare la quadra.

Restano invece più indietro le altre tre missioni, peraltro di cruciale importanza: digitalizzazione, ambiente ed energia e lavoro. Il rallentamento dipende dall’ingresso dei due big con missione specifiche all’interno del governo: il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani e quello per l’Innovazione tecnologica e transizione digitale, Vittorio Colao.

Le nuove proposte che arrivano da Cingolani e Colao dovranno essere riprogrammate dal gruppo Di Nuzzo per essere approvate da Bruxelles in tempi brevi.

Si profila dunque una vera e propria corsa contro il tempo per evitare gli errori del passato: il ministro dell’Economia Daniele Franco (che lunedì debutta e riferisce in Parlamento) ha confermato al team di avere intenzione di consegnare tutto a Bruxelles entro fine aprile.

Il metodo di lavoro è molto cambiato: c’è una schema generale e naturalmente una struttura che lavora a tempo pieno al programma. Il compito è di ricostruire, dettagliare e migliorare la bozza varata nel caos della crisi di governo imminente. Si lavora nel segno della trasparenza. Ma il lavoro procede non senza difficoltà: la Commissione europea ha chiesto un livello di dettaglio sugli effetti delle misure previste, che sta provocando qualche problema non solo all’Italia. Oltre a target e le tappe intermedie, le cosiddette “milestone”, viene chiesto l’effetto sul Pil di ogni singola misura, difficile da calcolare.

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