Tensione nel governo sul DefArrivano altri 40 miliardi di deficit per i nuovi sostegni

Slittata a oggi l’approvazione del Documento di economia e finanza e del nuovo scostamento di bilancio. La prossima settimana arriva il nuovo decreto anti-crisi, il 26 aprile Draghi riferirà in Parlamento sul Recovery Plan

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse

Il Consiglio dei ministri di ieri si è chiuso senza dare il via libera al nuovo scostamento di bilancio. La richiesta di extra deficit al Parlamento è slittata alle 14.30 di oggi, quando la nuova riunione del governo dovrebbe approvare contestualmente i 40 miliardi di extradeficit, il Documento di economia e finanza (Def) e il fondo per finanziare le opere escluse dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Recovery Plan).

L’ulteriore deficit si attesta quindi intorno ai 40 miliardi. Soprattutto da destra è arrivata la richiesta di salire ancora, ma sia Draghi sia il ministro dell’Economia Daniele Franco hanno preferito di no. Il governo spera che questo scostamento sia l’ultimo di una lunga serie. E aumentare ulteriormente il disavanzo sarebbe pericoloso.

La crescita tendenziale acquisita nel Def si attesta al 4,1%. E con il Recovery Plan, il Pil del 2021 potrebbe salire almeno al 4,4 – 4,5%. Il deficit invece dovrebbe attestarsi tra il 10 e l’11%, mentre il debito comincerà a scendere solo dal 2022.

I 40 miliardi serviranno a finanziare il prossimo decreto sostegni, che potrebbe chiamarsi “decreto imprese”. Ai ristori dovrebbero andare 20 miliardi. Ma sul meccanismo di distribuzione non c’è ancora un’intesa nella maggioranza. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, nel Question time alla Camera, ieri ha lanciato una proposta per calcolare i ristori alle imprese non solo in base alla perdita di fatturato, ma legandoli ai costi fissi per garantire così una distribuzione più equa degli aiuti.

L’ultima limatura al Def e il complesso incastro con il fondo del Recovery Plan per finanziare le opere escluse dal piano sono i motivi che hanno fatto rinviare a oggi l’approvazione del pacchetto. Si tratta di circa 30 miliardi in più che, da qui al 2026, serviranno a finanziare le misure rimaste fuori dal Pnrr definitivo. La proposta del governo per il primo anno è di alimentare il fondo con 5 miliardi.

Durante il consiglio dei ministri, Franco ha illustrato anche il quadro macroeconomico generale, ma alcuni ministri hanno lamentato di non essere stati informati sulle linee del Def. E la maggioranza ieri si è divisa anche sulla mozione per Borsa Italiana.

Per mantenere il delicato equilibrio nella maggioranza e condividere la strategia, Mario Draghi incontrerà i partiti. Il premier avvierà oggi i primi incontri sul Pnrr con il Movimento Cinque stelle e la Lega. Domani riceverà Forza Italia e Partito democratico, lunedì Fratelli d’Italia e Italia Viva.

Il calendario prevede tempi molto stretti, con la richiesta di scostamento e Def in aula il prossimo 22 aprile, poi l’approvazione del decreto sostegni bis, e il prossimo 26 e 27 aprile l’informativa del presidente del Consiglio al Parlamento sul Recovery Plan, che andrà consegnato a Bruxelles entro il 30 aprile.

L’Ue ha fatto sapere di essere pronta già a luglio a erogare 45 miliardi di euro ai Paesi che per primi avranno inviato i piani, ratifiche nazionali permettendo. Secondo il commissario europeo al Bilancio, Johannes Hahn, è «realistico» che gli Stati membri possano ricevere la prima rata, pari al 13% del programma Next Generation Eu, a luglio. «La logica è chi prima arriva, prima è servito», ha spiegato Hahn. I Paesi in ritardo dovranno aspettare settembre. E l’Italia non può permetterselo.