Verso il sostegni bisOrlando annuncia che ci saranno maggiori ristori per i settori più in crisi

«Più tempestività e più risorse a chi a patito di più. Selezionando con attenzione i soggetti, sia per i nuovi sussidi sia per una eventuale ulteriore proroga degli ammortizzatori», dice il ministro del Lavoro alla Stampa. Nei prossimi giorni è atteso un nuovo scostamento di bilancio

(La Presse)

«Vaccinare tutti non è solo un intervento di carattere sanitario, ma anche un intervento di carattere economico». È il «primo passo» verso la ripresa, dice il ministro del Lavoro Andrea Orlando alla Stampa. A giorni è atteso il nuovo “decreto sostegni” o “decreto imprese” con un ulteriore scostamento di bilancio. Mentre crescono le proteste di imprenditori e lavoratori in piazza.

«Credo che ci sia un comprensibile malessere che cresce, che in alcune frange si radicalizza e del quale in qualche modo si nutre chi tenta di strumentalizzarlo. La nostra reazione deve essere di fermezza nei confronti degli atti di illegalità, ma anche di grande attenzione per quello che c’è dietro cercando di migliorare la capacità di intervento», dice. La risposta del governo? «Più tempestività e più risorse a chi a patito di più. Selezionando con attenzione i soggetti, sia per i nuovi sussidi sia per una eventuale ulteriore proroga degli ammortizzatori».

Tutto questo succede proprio adesso, spiega il ministro, «perché si somma la sofferenza alla sofferenza di questi mesi. Gli sforzi dei mesi scorsi sembravano coronati dalla fine di un incubo, poi purtroppo abbiamo visto che l’incubo si è ripresentato e dai canti sui balconi si è passati alla depressione e a un malessere che ora va interpretato politicamente. Quindi nessuna tolleranza per chi viola ma anche nessuna minimizzazione di questo disagio», dice il ministro.

La risposta politica, secondo Orlando, deve andare in due direzioni. Una è «evitare di fare discussioni su aperture e chiusure – affidiamoci davvero alla scienza e apriamo quando i numeri migliorano non quando piace a noi». L’altra è «più tempestività e più risorse nel sostegno alle imprese, accelerando sul fronte dei vaccini e moltiplicando i punti di vaccinazione per essere pronti quando arriveranno le dosi. Perché sarebbe un paradosso se all’aumento delle forniture non corrispondesse un aumento della potenza di fuoco».

Il nuovo scostamento di bilancio e il nuovo “decreto imprese” sono attesi a giorni. «Ci sarà sicuramente un ulteriore intervento», spiega il ministro. «Vediamo nella fantasia del legislatore che nome avrà, ma il senso è quello: c’è bisogno di concentrare gli aiuti su quei settori che a causa del prolungarsi delle restrizioni hanno pagato il prezzo più alto».

Nei giorni scorsi hanno fatto rumore i numeri dell’Istat, con 1 milione di posti di lavoro persi in un anno e il boom degli inattivi. «Qui, a mio giudizio, ci sono tre campi d’azione sui quali ci si deve muovere», dice Orlando. «Al netto della lotta alla pandemia, che è la questione principale, c’è un tema che riguarda il sostegno ai settori che hanno subito dei cambiamenti più profondi e che hanno sofferto di più nel corso di questi mesi, mirando meglio le misure di sostegno e trasformarle in politiche industriali; la seconda è come fare incrociare domanda e offerta in modo più efficiente di quanto non sia avvenuto finora; e la terza è quella di avere una estensione degli ammortizzatori che consenta di adattarsi anche i cambiamenti che si provocheranno in seguito alla crisi non generino una perdita di forza lavoro e una distruzione di capacità produttiva. Perché va detto che in tutto questo dramma più studi ci dicono che aver fornito liquidità e aver dato supporto alle imprese, oltre a salvare qualche azienda che era già morta, ne ha salvate anche tante che altrimenti non sarebbero state in grado di ripartire quando si tornerà in condizioni di normalità. Penso in particolare al turismo, ad alcuni settori dei servizi, che non sono oggetto di crisi strutturali e che senza aiuti avremmo potuto perdere in gran numero».

I sindacati, intanto, chiedono già di prorogare cig e blocco dei licenziamenti sino a fine emergenza. «Piuttosto che ragionare su misure di carattere generale è meglio concentrarci su interventi di carattere specifico che possano aiutare alcuni settori, dove non bastano gli ammortizzatori, ad affrontare questo passaggio», spiega Orlando. «E poi il nostro impegno deve essere quello di arrivare rapidamente a una riforma degli ammortizzatori sociali che vanno estesi anche a imprese e lavoratori che oggi non sono tutelati».

Intanto, con le parti sociali è stato siglato l’accordo per le vaccinazioni sui luoghi di lavoro ed è stato aggiornato il protocollo sulla sicurezza. Ma la data di partenza delle somministrazioni nelle aziende è ancora incerta. «La data dipende da molti fattori», ammette Orlando. «La crescita della disponibilità dei vaccini, secondo quello che ha detto il ministro Speranza, che tra l’altro voglio ringraziare, si dovrebbe concretizzare a cavallo tra aprile e maggio. Poi ci sono sempre sorprese e in questo senso spero non si ripetano alcune discutibili scelte sulle priorità che si sono manifestate nei mesi scorsi».

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