Design sostenibileIl nuovo Bauhaus Europeo e le città del futuro

La Triennale ha organizzato con la Rappresentanza della Commissione europea a Milano una tavola rotonda per approfondire la nuova iniziativa interdisciplinare promossa da Bruxelles che vuole coniugare gli obiettivi del Green Deal europeo con l’arte, la scienza e la tecnologia

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Il Nuovo Bauhaus Europeo è un’iniziativa interdisciplinare promossa dalla Commissione a partire da ottobre del 2020 per coniugare gli obiettivi del Green Deal europeo con l’arte, il design, la scienza e la tecnologia. A rappresentare l’Italia, con un ruolo di aggregatore, è la Triennale di Milano che in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea a Milano ha organizzato una tavola rotonda per approfondire i temi portanti del New European Bauhaus, attraverso un dialogo tra istituzioni e realtà internazionali,

«Il dopo-pandemia che si avvicina sarà anche il momento di ripensare gli spazi abitativi e l’edilizia delle città di domani, in un’ottica di sostenibilità ambientale, modernità e inclusione sociale: questo progetto vuole offrire il contributo europeo alle sfide verdi e digitali, che costituiscono grandi opportunità per trasformare in meglio le vite di ciascuno» spiega Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione.

Il Nuovo Bauhaus Europeo è un progetto di co-creazione che mira ad avvicinare i cittadini europei a una concezione di economia inclusiva e sostenibile, attraverso un coinvolgimento diretto della società civile sulla piattaforma dedicata e un dialogo continuo per ripensare gli spazi abitativi e migliorare la qualità della vita.

È un evento importante, dove si parla «di Europa ma sopratutto di futuro (mai così attuale come in questo presente). Ci stiamo avvicinando alla vigila di un “dopo guerra”, e questo è il momento giusto per progettare un futuro. Dobbiamo trovare un modello di crescita sostenibile, che rispetti ambiente, società e nuove generazioni» continua Gaudina.

Dello stesso parere anche Marija Gabriel, commissaria europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù: «La tavola di oggi è il seguito di una lunga collaborazione con la Triennale di Milano. Siamo felici di portare avanti questa iniziativa con un partner così importante».

Ma cosa significa per il settore design e architettura il Nuovo Bauhaus Europeo?«Siamo in un momento storico e fondamentale per riformare il design. L’intero settore ha bisogno di una spinta politica e di nuovi investimenti, ma non solo, ad oggi c’è bisogno anche di un incremento di formazione per i nuovi professionisti che potranno modificare le prospettive per un futuro sostenibile» spiega Linda Marchetti, presidente EUNIC e direttrice dell’Institut Français di Milano.

Il Bauhaus si inserisce anche in un’ottica ambientale. Perché c’è «bisogno di stimolare e proporre idee pragmatiche per il Green New Deal europeo» svela Francesca Bria, highlevel round table New European Bauhaus e presidente dell’Italian Innovation Fund di Cassa Depositi e Prestiti. «Enfatizzerei alcune delle proposte che sono emerse – continua Bria -: come il bisogno di trasformare le città, riforestare i centri urbani, il cambiamento del social housing. La nuova bahaus ha inoltre delle missioni importanti: in primis arrivare a un pubblico giovane»

Cosa dovrebbero fare le istituzioni culturali in questo momento? Il ruolo degli istituti culturale è «quello di rendere concreto le idee e le iniziative. Dar vita a progetti e programmi e aiutare a trasformare la nostra società» assicurano all’unisono Linda Marchetti e Francesca Bria.

Anche formazione e istruzione si inseriscono con forza tra i punti chiavi del nuovo progetto. Sia in termini universitari sia in termini di prima educazione. «La nostra fondazione si basa sul fare e saper fare. Il nostro punto di vista si concentra sulla fase performativa, sulle nostre esperienze e sulle intersezioni dei vari settori da far scoprire ai ragazzi», dice Stefano Mirti, presidente Fondazione Milano.

Mentre Ingrid Paoletti, professoressa associata in Tecnologia dell’Architettura al Politecnico di Milano, è più incentrata su un nuovo modello di progettualità. «Oggi abbiamo due elementi che devono essere collegati: la scarsità delle materie e il digitale. Questi due fili connessi sono fondamentali anche per le attività di laboratorio: pertanto per creare un ambiente stimolante e contribuire al Bauhaus possiamo fondare nell’Ateneo e nel dipartimento nel quale lavoro un nuovo ambiente basato su una diversa visione delle progettualità» racconta Paoletti.

Quello della città che cambia è un tema centrale, sia «per le nuove agende locali e cittadini e i fondi che arriveranno dall’Europa daranno maggiori competitività alle città europee, ma anche maggiori responsabilità», svela Edoardo Croci, professore e coordinatore dell’Osservatorio Smart dell’Università Bocconi. E la «riprogettazione degli spazi urbani è un tema chiave. Per questo è necessario un approccio multidisciplinare, non solo inerente ad arte e architettura» conclude.

Ed è proprio Stefano Mirti ad cogliere l’opportunità per lanciare un appello: «Come Fondazione immaginiamo una collaborazione interdisciplinare tra i vari istituti e la creazione di nuovi corsi di formazione e master per leggere la nuove tendenze in un ottica di ricerca».

Un’ottica cara anche al Sindaco di Milano, Beppe Sala, che si lancia in un’analisi pragmatica del nuovo progetto: «Credo che sia assolutamente certo che Milano possa essere interessata a una proposta del genere. Cercherei di capire quali sono i limiti e i vincoli affinché un progetto del genere possa passare a una fase di applicazione. Non dobbiamo rischiare di fare qualcosa senza garantire lunga vita a un’istituzione del genere».

Perché, secondo il primo cittadino di Milano, «questo progetto deve essere una parte integrante di una città che si ricrea dopo la pandemia, e di una nuova socialità che si trasforma».

Sulla stessa linea anche Stefano Boeri, archistar e presidente di Triennale Milano: «Se vogliamo cogliere questa opportunità per farla diventare una caratterista dei prossimi anni della vita milanese dobbiamo applicarla in una dimensione di comunità e di accessibilità per tutti. Triennale per esempio potrebbe dare una mano al comune di Milano per mettere insieme tre mondi: quello delle comunità (reti di quartieri, associazione e via dicendo); quello del sapere e dell’innovazione; e quello delle imprese. Una bellissima sfida può essere proprio fare una mappatura delle domande e fornire degli spazi per dei laboratori di idee».

I risultato di tutto ciò? «Il fattore della concretezza si lega a un altro macro argomento: quello del lavoro. Quindi tutto ciò che significherà più lavoro sano e sostenibile sarà dal nostro punto di vista benedetto» conclude Beppe Sala.

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