x The Adecco Group

Nuovi scenariL’apprendimento continuo per essere competitivi nel mercato del lavoro

Manlio Ciralli, Group Svp Marketing Adecco e Founder Phyd, ne ha parlato nel corso dell’evento “Ambizione Italia #Digital Restart” di Microsoft. «L’obsolescenza delle competenze ormai ha un arco di 5-7 anni al massimo», dice il manager

(Unsplash)

«I percorsi di apprendimento continuo per rendersi occupabili nel mercato del lavoro non sono più derogabili». Lo ha spiegato Manlio Ciralli, Group Svp Marketing Adecco e Founder Phyd, nel corso dell’evento “Ambizione Italia #Digital Restart” di Microsoft. «Bisogna passare dal paradigma dell’occupazione a quello dell’occupabilità».

Per compiere questo cambio di passo, nel 2019 il Gruppo Adecco – proprio nell’ambito del progetto di ecosistema “Ambizione Italia” – ha lanciato e sviluppato la piattaforma Phyd per misurare l’indice di occupabilità dei lavoratori grazie all’intelligenza artificiale di Microsoft. E dopo la piattaforma, lo scorso settembre è stato anche inaugurato a Milano un nuovo spazio “phygital”, fisico e digitale, dove tra le diverse opportunità è possibile fare una valutazione delle proprie competenze e intraprendere percorsi di formazione personalizzati.

«Si tratta di una piattaforma aperta a chiunque», spiega Ciralli, «che restituisce una percentuale su quanto si è aderenti o meno rispetto a una professione, e delinea i percorsi formativi necessari ad accrescere le competenze che servono a migliorare il proprio livello di occupabilità».

A partire da fine febbraio, Phyd ha introdotto anche un ulteriore strumento di allenamento: la nuova sezione Coaching – disponibile sulla piattaforma digitale – che dà la possibilità a tutti i “phyders”, ossia gli iscritti, di sviluppare al meglio il proprio potenziale grazie all’aiuto di esperti del settore. I coach forniscono a studenti e professionisti consigli per comprendere quale strada intraprendere per dare il via (o anche solo una svolta) alla propria carriera, accompagnandoli in un percorso di miglioramento e crescita sia a livello personale che professionale.

Phyd è una «palestra delle competenze» per essere competitivi in un mercato del lavoro che è sempre più fatto di «sliding doors», dice Ciralli. «Se non ci adeguiamo rischiamo la polarizzazione sociale per la mancanza di competenze in linea con lo sviluppo tecnologico in atto e con le richieste del mercato».

Ma è anche uno strumento per rispondere allo skill mismatch, che è uno dei principali problemi del sistema della formazione italiana. «Oltre alle professioni tecnologiche e digitali», ricorda Ciralli, «non dimentichiamoci che osserviamo carenze per 10mila posti di lavoro vacanti a settimana nel mondo manifatturiero, che non siamo in grado di coprire con i tradizionali sistemi formativi».

Se la tecnologia è dappertutto, anche in fabbrica, bisogna adeguare insomma le competenze e i percorsi per svilupparle. «In Europa, entro il 2025 l’automazione e la robotica genereranno 9,5 milioni di nuovi posti di lavoro», dice Ciralli. Ma con l’invecchiamento della popolazione si creano sempre più possibilità anche «nel welfare, servizi alle persone e nell’ambito medicale». Senza dimenticare le «posizioni green».

A patto però che l’apprendimento sia continuo. «L’obsolescenza delle competenze ormai ha un arco di 5-7 anni al massimo», ribadisce il manager. «Chi sta nel mercato del lavoro oggi deve inserirsi in percorsi di apprendimento costante». Non a caso, «quello a cui oggi guardano le aziende è proprio l’attitudine dei candidati alla apertura costante verso conoscenze aggiuntive».