Stop all’offensivaÈ partito il cessate il fuoco reciproco tra Israele e Hamas

La tregua è cominciata all’una di notte italiana dopo undici giorni di guerra, che hanno causato 240 vittime, molte delle quali nella Striscia di Gaza. Nei prossimi giorni il segretario di Stato Usa Blinken sarà in Medio Oriente

(LaPresse)

È entrato in vigore alle 2 di notte, l’una ora italiana, un cessate il fuoco reciproco e simultaneo tra Israele e il gruppo militante palestinese Hamas. La tregua arriva dopo 11 giorni di bombardamenti in cui sono morte più di 240 persone, la maggior parte nella Striscia di Gaza.

Le forti pressioni internazionali, a cominciare da quelle del presidente americano Joe Biden, hanno portato le parti ad accettare l’iniziativa egiziana. Biden, parlando dalla Casa Bianca, ha detto che il cessate il fuoco rappresenta «un’autentica opportunità» per il progresso nelle relazioni tra le due parti. E il segretario di Stato Usa Antony Blinken andrà in Medio Oriente «nei prossimi giorni» per incontrare le controparti «israeliane, palestinesi e regionali» per «lavorare insieme per costruire un futuro migliore per israeliani e palestinesi».

I palestinesi si sono riversati nelle strade di Gaza in macchina e a piedi subito dopo l’inizio della tregua – racconta Bbc. E gli altoparlanti delle moschee hanno annunciato «la vittoria della resistenza sull’occupazione». Ma sia Israele sia Hamas hanno rivendicato la vittoria nel conflitto.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha spiegato di aver accettato la tregua visti i risultati «senza precedenti» ottenuti nei confronti di Hamas. Anche il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha scritto su Twitter che l’offensiva di Gaza ha prodotto «progressi militari senza precedenti». Ma un altro ministro ha precisato che ora Israele «pretende che Hamas rinunci a ricostruire gli arsenali, altrimenti riprenderemo gli attacchi». Dall’altra parte, un funzionario di Hamas ha detto all’Associated Press che il cessate il fuoco annunciato da Israele rappresenta una «vittoria» per il popolo palestinese e una sconfitta per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Giovedì 20 maggio, prima dell’avvio della tregua, più di 100 attacchi aerei israeliani hanno preso di mira le infrastrutture di Hamas nel nord di Gaza. E Hamas ha reagito con il lancio di razzi.

Negli 11 giorni di conflitto, almeno 232 persone, tra cui più di 100 donne e bambini, sono rimaste uccise a Gaza, secondo il suo ministero della Salute controllato da Hamas. Israele ha detto che almeno 150 militanti di Hamas sono stati uccisi nella Striscia (anche se Hamas non fornisce cifre sulle vittime tra i combattenti). In Israele 12 persone, compresi due bambini, sono state uccise, a causa degli oltre 4mila razzi lanciati da Hamas.

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