Si salvi chi puòDecalogo per sopravvivere a un pomeriggio passato in cucina con i bambini

State crescendo dei piccoli cuochi? Ecco qualche consiglio per gestire con serenità la loro vena creativa, lasciandoli liberi di sperimentare, ma senza correre il rischio di dover trascorrere ore a pulire, o a medicare tagli e scottature

Quando fuori piove la cucina per i bambini si può trasformare in un parco giochi. Impastare, sagomare biscotti con le formine, mescolare creme, sgusciare uova: ci sono tanti piccoli grandi lavori che possono fare con le loro manine. Il divertimento è assicurato. Il rovescio della medaglia? Il disastro da pulire e da riordinare. Ecco qualche consiglio per gestire al meglio la creatività dei più piccoli, evitando di dover chiamare un’impresa di pulizie (e soprattutto mettendoci al riparo da tagli e scottature).

Tra le poche cose positive che questi mesi di chiusura forzata ci hanno lasciato c’è la passione per la cucina. Gli Italiani si sono (ri)scoperti un popolo di cuochi, e hanno imparato che per i bambini far da mangiare è un gioco straordinario: un gioco in cui ci si diverte, si libera la fantasia, e si imparano tantissime cose mentre si sta con mamma e papà. Sono tanti i compiti che si possono affidare ai cuccioli di casa, diversi a seconda delle età e ovviamente delle inclinazioni di ciascuno. Tra i più amati ci sono sicuramente l’arte di impastare tagliatelle e lasagne e quella di preparare torte e biscotti. Ma certo dai più piccoli non possiamo aspettarci l’ordine e il rigore di uno chef professionista. Schizzi, macchie, pastrocchi e pasticci sono da mettere in conto. Fondamentale è però trovare un punto di equilibrio tra la loro libertà di imparare sbagliando e la sopravvivenza degli adulti. Questo decalogo vuole essere d’aiuto per chi si accinge a trascorrere un pomeriggio a cucinare con i piccoli, con gioia ma in sicurezza.

La regola numero zero, da anteporre alle altre dieci, è quasi scontata, ma va sempre ripetuta: prima di iniziare, lavare con cura manine e manone, nessuno escluso.

Primo

Abbandonare l’ansia da controllo. Le cucine si sporcano, i bambini si inzaccherano. È fatale. Non possiamo rovinarci quelle che dovrebbero essere ore giocose e rilassanti correndo dietro a ogni schizzo con la spugnetta o mugugnando ogni volta che i bambini rovesciano una goccia di impasto. Certo, se dalla ciotola che stiamo usando per preparare il tiramisù esce lo tsunami di mascarpone, allora fermiamo tutto un attimo e diamo una pulita, altrimenti alla fine il momento di riordinare diventerà davvero complicato. Piuttosto cerchiamo di abituare i bambini a riporre gli oggetti quando hanno finito di utilizzarli.

Secondo

Il grembiule non basta. Entriamo nell’ottica che i bambini si macchieranno. Anche solo il goffo tentativo di tirar su le maniche con le mani sporche di impasto può causare danni irreversibili alla maglia. Meglio quindi scegliere magliette “da battaglia” di quelle che si possono buttare in lavatrice a 60 gradi senza problemi.

Terzo

Leggiamo bene la ricetta prima di iniziare. O meglio ancora prepariamo un piatto già sperimentato. In questo modo non dovremo interromperci in continuazione per leggere i diversi passaggi. Un lusso che potete permettervi solo se disponete di un figlio dall’animo contemplativo che non vuole partecipare al lavoro manuale con i fratelli, ma preferisce sedersi al tavolo con il ricettario davanti e dettare ordini agli altri.

Quarto

Rendiamo autonomi i più piccoli. Fondamentale è un rialzo sicuro e stabile, per far sì che anche chi è alto meno di un metro possa arrivare tranquillamente al tavolo o al piano di lavoro.

Quinto

Mettere a disposizione dei bambini utensili sicuri. Niente lame taglienti per i più piccoli. Sì a contenitori infrangibili, a cucchiai di legno o a spatole di silicone. Via libera a tagliabiscotti e mattarelli. Ricordando che i coltelli sono una cosa da grandi, da lasciare ai fratelli maggiori o agli adulti. E se proprio i più piccoli vogliono provare l’ebbrezza di tagliare una zucchina, facciamoglielo fare con un coltello di quelli poco affilati, aiutandoli magari tenendo loro la mano.

Sesto

Fuochi e pentole scottano. Sono riservate a mamma e papà, o ai ragazzini più grandi, che comunque vanno sempre tenuti d’occhio. Un’accortezza in più, se gli chef di casa sono davvero piccoli: le pentole sul fuoco sempre con il manico rivolto verso l’interno, per evitare che il bambino lo afferri e si rovesci addosso qualche intingolo bollente.

Settimo

Poche regole ma chiare. Innanzitutto regole di base: non raccogliere quello che è caduto a terra per poi rimetterlo nella ciotola, non accarezzare il cane mentre mescoli la crema al cioccolato, non far leccare il cucchiaio al cane in questione per poi leccarlo anche tu e rimetterlo nella ciotola, non mettere le dita nel naso mentre cucini, non picchiare tua sorella con il cucchiaio di legno. E poi regole di cucina. Lasciamo i bimbi liberi di impastare, ma spieghiamo loro che la pasta frolla non è pongo, da modellare a piacimento per poi reimpastarla, se alla fine vogliamo ottenere qualcosa che sia buono anche da mangiare; insegniamo loro che si mescola sempre nella stessa direzione, e che se si monta la panna troppo a lungo impazzisce. Insomma, a seconda di quello che stiamo preparando, impostiamo il lavoro in modo che i bimbi si possano divertire imparando.

Ottavo

Organizziamo una linea di lavoro. Prima di metterci a cucinare, prepariamo, con l’aiuto dei bambini, tutto il necessario: ingredienti e attrezzi devono essere già a portata di mano.

Nono

Piccoli elettrodomestici per piccole mani. Frullatori a immersione, fruste e sbattittori si possono usare con grande cautela, e sempre con un occhio all’età: i più piccoli potranno tenere il manico dello sbattitore insieme alla mamma, mai da soli. Accortezza importante: scegliete contenitori a sponde alte, se non volete che il frullato o il passato di verdure allaghino la cucina. Se poi a lavoro finito vogliono pulire le fruste (ma mai le lame), sempre ricordarsi di staccare la spina.

Decimo

Se ci son più fratelli, stabilire turni chiari prima di iniziare al lavoro. Se Luca impasta, Giulia stende la pasta e Paola condisce la pizza: ruoli divisi in base all’età. E se tutti vogliono fare la stessa cosa, cerchiamo di dare spazio a tutti: Prima mescola uno, poi l’altro. Il diritto a leccare la ciotola… beh, quello si conquista sul campo, bisogna essere bravi e ordinati per poterlo fare!

Consiglio bonus: dopo aver cucinato, coinvolgete i bambini anche nel pulire e riordinare, si sentiranno “grandi”. E alla fine mangiate tutti insieme quello che avete preparato: sarà sicuramente più buono del solito!

 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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