BiginoLa settimana delle riaperture, dei pasti all’aperto e del super… mercato

Menu e pioggia, dehors e ombrelloni, ripresa e paure ci hanno fatto capire quanto, a prescindere dal colore, la vita vera sia dietro l’angolo. Anche se non sappiamo ancora quale

TRAMEZZINI
Abbiamo scritto di un supermercato che ha accolto opere d’arte, ma è successo anche il contrario, ovvero che un luogo deputato all’arte sia diventato un punto vendita.

Un teatro, grazie all’intervento di un’artista, ha momentaneamente “modificato” la propria destinazione d’uso per trasformarsi nell’unico luogo che non ha mai visto chiusure e restrizioni perché ritenuto essenziale: il supermercato. Interim Measure (Misura Temporanea) è il titolo dell’installazione di Anna Scalfi Eghenter ospitata all’interno del Teatro Sociale di Trento, che ha trasformato in “essenziale” un luogo reputato “non essenziale” dalle normative che si sono susseguite.

Che sia artistico o no, al supermercato quello che ci conquista è l’italianità, sempre di più un valore per chi compra. E un claim da strillare, per chi vende.

L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy ha monitorato l’andamento dei prodotti alimentari che presentano in etichetta un richiamo all’italianità e/o alla regionalità e ha scoperto che questi complessivamente sono oltre 21 mila e hanno superato gli 8,1 miliardi di euro di vendite (+6,3% rispetto ai 12 mesi precedenti). Rappresentano il 25,6% di tutta l’offerta food di super e ipermercati.

Se un prodotto alimentare su quattro presenta sulle confezioni un riferimento esplicito alla sua italianità, uno su dieci si spinge oltre e sottolinea in modo evidente la sua origine regionale: si tratta di oltre 8.600 prodotti di provenienza regionale, che hanno realizzato oltre 2,4 miliardi di euro di vendite, crescendo di +5% nell’arco di un anno.

C’è qualcuno che ne ha approfittato, e adesso siamo di fronte alla più grande truffa alimentare mai vista: ne abbiamo parlato anche noi, perché il pomodoro è sempre più al centro del dibattito e la frode è solo l’ultimo dei danni a questa complessa filiera: caporalato e sfruttamento dei lavoratori agricoli, aste dei discount e prezzi bassissimi per la materia prima pagati agli agricoltori, sono problemi che da sempre inquinano uno dei prodotti che più identificano la nostra gastronomia nazionale.

Cosa compriamo è chiaro, ma forse sono gli ultimi anni in cui pagheremo alla cassa, come siamo abituati da sempre. Nell’ipermercato Whole Foods di Seattle, Amazon sta testando “Amazon One”, un metodo di pagamento biometrico digitalizzato sulla mano. Siamo impazziti? No. Quando è il momento di effettuare il pagamento, gli acquirenti pongono i palmi delle mani su uno scanner che scansiona le linee della mano. «Ci siamo chiesti se potevamo contribuire a migliorare esperienze come pagare alla cassa, presentare una carta fedeltà, entrare in un luogo come uno stadio o persino andare a lavorare», ha scritto Dilip Kumar, vice presidente del commercio fisico e della tecnologia di Amazon. I clienti interessati alla nuova opzione di pagamento si registrano presso un chiosco all’interno del supermercato per collegare una carta di credito al palmo della mano. Nel corso dell’anno, la società prevede di espandersi in altri sette negozi nell’area di Seattle.

E se cambia il supermercato, dalla riapertura cambia anche il ristorante. Guardando che cosa sta succedendo negli Stati Uniti, più avanti di noi, possiamo intravedere il nostro futuro. Primo problema: mancanza di personale. Alcune persone hanno lasciato la città, altre pensano di non voler più lavorare nei ristoranti. Ma questa perdita ha coinciso con la razionalizzazione della struttura stessa dei locali, una ottimizzazione per rendere migliore e più efficiente l’organizzazione del lavoro.

E se durante le chiusure il delivery ha aiutato, ora che ne stiamo uscendo qualche dubbio inizia ad affiorare: i costi di gestione delle piattaforme di consegna sono l’equivalente del margine dei ristoranti, che sempre di più stanno tornando a basare il loro business solo sui coperti – seppur contratti – seduti al tavolo. Ultimo problema da affrontare: la fiducia dei clienti, che hanno bisogno di sentirsi sicuri, e soprattutto a loro agio nonostante restrizioni e mascherine. Vince chi ci fa sentire meglio.

Noi cerchiamo di farvi sentire meglio con il riassunto di ciò che abbiamo abbiamo scritto questa settimana, e che forse non avete avuto tempo di leggere.

ALLA CARTA
Iniziamo con una riflessione di una giovane biologa che ha realizzato un menu d’asporto etnico per una cena senza pregiudizi e frontiere: ci piace l’idea di amare gli altri come amiamo il loro cibo.

E se prendete un po’ troppo letteralmente l’amore, vi abbiamo spiegato come andare a letto con un panino.

La catena di ristoranti Golocious Burger & Wine ha scelto di fare match con i suoi clienti grazie a Tinder, l’app d’incontri usata soprattutto da chi cerca sesso occasionale. Perché, come spiega il co-founder Vincenzo Falcone, «anche il cibo è godimento».

Di sicuro lo è se la dieta è quella mediterannea: è la più sana e sostenibile, è patrimonio immateriale dell’Unesco ed celebrata dalle più importanti classifiche internazionali. Non solo per le sue potenzialità benefiche sul nostro organismo, ma anche per il minore impatto ambientale.

PIATTO DEL GIORNO
Se nel week end avete voglia di provare a sfruttare la zona gialla, abbiamo fatto una selezione dei tavoli con vista Milano e quelli con vista Roma.

Da parte nostra, per festeggiare la riapertura e dare un segnale a ristoratori, chef e gestori di locali, ecco un nuovo corso dedicato a tutti gli aspetti legali che possono aiutare il settore in un momento così delicato. In cattedra, gli avvocati dello Studio Legale Giovannelli e Associati moderati da Anna Prandoni.

MENU
Sapete che se state in cucina noi saremo al vostro fianco. Ecco le regole d’oro per congelare i cibi (e per quanto tempo), senza che il freezer diventi un gigantesco buco nero, dove parcheggiare gli alimenti senza una logica.

Se avete voglia di qualcosa di semplice, ecco tutto quello che serve sapere per rendere morbide e sensuali, al limite del lussurioso, le amate omelette.

E se le volete arricchire con del prosciutto, che sia quello fatto con il Maiale Tranquillo®, una razza di suino extra pesante allevato in modo naturale per oltre due anni. Un esempio di eccellenza insignito del premio Respected by Gaggenau 2021.

E per dolce? Un monumento! Abbiamo fatto il giro d’Italia in 7 bellezze formato dessert. I capolavori italiani trovano posto anche in pasticceria, dove compaiono in formato mignon. Sono destinati a durare molto meno, certo.

CARTA DEI VINI
Niente vini, questa settimana: passiamo direttamente alle cose forti. Come la Tequila, che diventa una star ed è per questo protagonista di rivendicazioni per appropriazione cultural-gastronomica.

Per tornare da noi, ecco la scuola dedicata al vino aromatico più famoso al mondo. Se siete appassionati di Vermouth di Torino, indispensabile partecipare.

FUORI CARTA
Avete voglia di uscire? E chi non ne ha! Ecco 10 attività da programmare all’aperto a tema enogastronomico. Dal picnic in vigna alla raccolta di erbe spontanee commestibili, dal tour storico nella capitale con annesse tappe culinarie alla caccia al tartufo: dieci modi per riallacciare un rapporto armonico con se stessi, la natura e la tavola. Se smette di piovere, ovvio.

PICCOLA PASTICCERIA
Prima di lasciarvi, un’indicazione utile per la vostra spesa: comprate birre, fintanto che ci sono. Nel Regno Unito i fusti iniziano a scarseggiare, dopo la riapertura che gli inglesi hanno festeggiato a colpi di pinta. Il successo è stato tale che l’azienda Heineken sarebbe stata costretta a limitare temporaneamente gli ordini per Birra Moretti, uno dei suoi prodotti più apprezzati in Inghilterra. «La domanda di Birra Moretti e Amstel ha superato totalmente le nostre previsioni più ottimistiche e le nostre fabbriche di birra stanno lavorando 24 ore su 24 per soddisfare questo elevato livello di domanda», ha raccontato Heineken UK in una dichiarazione fornita al DailyMail. Noi vi abbiamo avvisati.

Buona cucina!

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