Oltre la spesa a domicilio Alta qualità non standardizzata e consegna nel “miglior” tempo possibile

Cortilia compie dieci anni. Per festeggiare il raggiungimento della cifra tonda abbiamo chiesto al fondatore dell’azienda, Marco Porcaro, di raccontarci come ha costruito e fatto funzionare una filiera agricola sostenibile e di successo

Sono passati dieci anni da quando Cortilia, all’alba del primo decennio del 2000, nasceva a Milano da un’idea di Marco Porcaro. Marco è certamente un imprenditore e uno startupper seriale. Cortilia è la sua terza creatura, dopo che aveva già creato e poi ceduto due aziende nei settori delle high-tech.

Da quando ha deciso di occuparsi di food economy, il suo obiettivo è stato quello di dare al consumatore prodotti agricoli freschi, lavorando sull’ottimizzazione della filiera di distribuzione. Questo significa consegnare rapidamente, cercando di contenere tempi e costi, e raggiungere il consumatore finale con un prezzo equo, che retribuisca correttamente tutta la filiera.

Il prodotto, naturalmente, oltre che fresco deve essere anche buono, per cui il lavoro di selezione comporta la scelta dei produttori che possano garantire una qualità alta in maniera costante nel tempo e che vogliano aderire in maniera completa al progetto.

«Noi vogliamo che il produttore investa con noi, sia nostro partner, creda nel progetto», racconta Porcaro. «Io cerco di far concentrare gli agricoltori verso quello che sanno fare meglio, che è la produzione e la trasformazione, per sgravarli dalle attività di vendita e commercializzazione, che frequentemente portano l’agricoltore anche per due o tre giorni la settimana lontano dal campo, impegnandolo in un lavoro che spesso non sente suo».

Con i 300 produttori selezionati, Cortilia lavora sulla filiera e sul valore finale e cerca di valorizzare la storia di ogni azienda e i 2.500 prodotti correlati.

«Non cerchiamo prodotti standard come fa la grande distribuzione, ma cerchiamo di lavorare su un livello costante di qualità. Lavorare con piccoli produttori comporta continue variazioni nei prodotti, ma la qualità non può mancare». Un salto di mentalità, insomma, che si deve gestire attraverso un lavoro incessante di affiancamento agli artigiani.

Oltre alla qualità, la seconda variabile su cui Cortilia lavora da sempre è il tempo. L’ottimizzazione del sistema di distribuzione punta a consegnare i prodotti nel miglior tempo possibile, per preservare le qualità organolettiche dei prodotti. Il continuo studio della distribuzione, grazie anche a sistemi di intelligenza artificiale, che verificano costantemente gli ordini e le modalità di spedizione dei clienti, non rappresenta lo sforzo verso l’ossessione del “tutto subito” tipico degli acquisti in e-commerce, ma la ricerca del tempo giusto per far arrivare sulla tavola i prodotti alla giusta maturazione, senza inutili soste durante la catena.

Il terzo fattore su cui sempre più Marco Porcaro cerca di impegnare la sua azienda è la sostenibilità ambientale e il benessere territoriale. Sono molti i progetti che Cortilia porta avanti su questo fronte, come dimostra anche la trasformazione della stessa creatura fondata da Porcaro in una società for benefit, ovvero una società che, secondo quanto prevede la legge 208/2016, persegue l’obbiettivo di fare utili garantendo un impatto positivo sulla società e l’ambiente, creando un valore sostenibile nel tempo. Da qui parte la volontà di ridurre l’impatto ambientale del lavoro agricolo e della vendita, prima di tutto riducendo gli sprechi: «Adesso siamo all’1 per cento di invenduto, che in quanto prodotto fresco, non viene buttato ma viene destinato al Banco Alimentare con cui si è operata una partnership che consente di fare del bene e nello stesso tempo ridurre al minimo lo spreco».

Dal 2011 l’azienda continua a crescere lentamente anno dopo anno e ha superato il 2020 e la prova dettata dal Covid-19 con un grande risultato: la limitazione degli spostamenti ha spinto in alto tutto il mercato online, tanto da registrare una crescita personale nel 2020 del 175 per cento rispetto all’anno precedente, superando i 30 milioni di euro di fatturato. Porcaro spiega: «Il lockdown ha imposto un cambiamento di abitudini e mentalità nel consumatore italiano di food, che noi stiamo cercando di comprendere e che sarà la sfida per i prossimi anni».

Da questa volontà di cambiamento e dal continuare a perseguire la mission di Cortilia viene il progetto “Scoperto da Cortilia per voi”, un marchio che consente al consumatore di identificare i prodotti essenziali per la sua spesa quotidiana. Su questa selezione si dovrà puntare per valorizzare oltre alle produzioni anche le storie delle persone, le facce nascoste dietro alle materie prime che ogni cliente acquista. Si va dai salumi ai latticini, dalla pasta al riso, dalle passate di pomodoro alle marmellate.

I produttori che sceglieranno di aderire a questo progetto per poter essere selezionati dovranno offrire, oltre alla usuale qualità, un prezzo equo e al tempo stesso una grande attenzione alla responsabilità ambientale e sociale delle produzioni. A oggi sono 160 le referenze selezionate, e l’azienda punta ad arrivare a 1.500 per permettere così un’ampia scelta ai clienti.

«L’ambizione è quella di crescere sempre, ma restando fedeli al nostro modello di business. Potremmo guadagnare di più scegliendo un altro modello, ma questo non mi interessa e non ci interessa. Abbiamo abbracciato un altro schema di sviluppo che ci porta a fare quello in cui crediamo, anche a costo di contenere i nostri profitti».

Dopo 10 anni dal suo lancio l’idea di Cortilia sta dimostrando la correttezza dell’intuizione di Marco Porcaro e i 100.000 clienti sono una tangibile evidenza.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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