ChicchiPochi gesti per il caffè perfetto

In questi periodi di cambiamento, cambia anche il modo di fare il caffé a casa. Come? Grazie a un sistema di estrazione democratico, capace di rendere felici tutti gli amanti della bevanda in tazzina

Lungo, corto, ristretto, in tazza grande, in vetro, macchiato, espresso, corretto. Bollente, tiepido, macchiato freddo, macchiatone. Con una goccia di latte freddo, ma a parte. Anzi, no, acqua fredda a parte. In ghiaccio, senza latte. In ghiaccio, col latte di mandorla. Amaro, come la vita. Con tanto zucchero, se no è amaro. Solo zucchero di canna, anzi no, grazie, prendo il dolcificante. Schiumato, marocchino. Con la panna. Marocchino rinforzato. Cappuccino ma senza schiuma, cappuccio, e con tanta schiuma. Con latte di soia, di capra, di cocco, con latte condensato. Americano, filtro, ma che strani questi. Mi fa un siphon? No, questi non capitano quasi mai. Sono tipi da specialty coffee.

La perversione più grande da chiedere a un italiano è: ma tu, come lo prendi il caffè?

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Attenzione, la risposta vi sorprenderà sempre: perché il caffè è uno stile di vita, ma anche una risposta al momento della giornata. Se la mattina è macchiato, dopo pranzo è lungo, il pomeriggio è filtro e la sera è deca.

Solo i baristi più attenti riescono ad azzeccare il solito. Quando succede, è meglio tenerseli stretti.

A prescindere da come lo scegliamo, il caffè resta uno dei prodotti alimentari più importanti per l’economia italiana, e la permanenza domestica forzata sommata alla chiusura dei locali pubblici hanno determinato un crescente interesse per i prodotti che consentono di prepararsi anche in casa un espresso degno del bar. Un contesto che ha dato un’ulteriore spinta a capsule e cialde, i due segmenti più dinamici e rivoluzionari degli ultimi anni nel settore caffè.

La performance migliore è stata quella delle capsule. Un terzo del caffè bevuto in Italia viene preparato partendo da lì. In pochi anni le capsule hanno raggiunto il 30% del caffè venduto in Gdo e il 31% del valore del mercato, superando i 376 milioni di euro di giro d’affari.

La tendenza è stata rafforzata durante il lockdown: dopo un brillante 2019 nel progressivo a marzo le capsule hanno fatto un ulteriore balzo in avanti, raddoppiando il trend e nel bimestre aprile/maggio sono arrivate addirittura a superare il 30% di crescita, con punte del+38,6% a valore.

Discorso simile anche per le cialde che, con i loro 58 milioni di euro, rappresentano il 5% circa del mercato totale del caffè. Nel 2020 hanno quasi decuplicato il trend positivo, arrivando a sfiorare il 20% di crescita a maggio contro il +2,8% con cui avevano chiuso il 2019.

Secondo molti analisti la tendenza registrata negli scorsi mesi probabilmente proseguirà, forse leggermente ridimensionata, anche in presenza di un lento ma graduale ritorno alla normalità. Perché funzionano? Perché sono veloci, pratiche, non sporcano, sono monodose e sono diversificate: a seconda della voglia o del momento della giornata si possono avere caffè diversi.

Quando parliamo di capsule il meccanismo sembra facilissimo: si posiziona nell’apposita bocchetta e il caffè è pronto da bere. Ma sappiamo cosa succede nel frattempo? Siamo andati a Torino al training center di Lavazza a trovare Michele Pulcher, International senior trainer, che ci ha svelato tutti i segreti di questa estrazione così apprezzata e contemporanea.

L’unicità di questa tipologia di estrazione deriva da una progettazione molto accurata, fatta da chi da generazioni conosce e si tramanda l’arte di preparare l’espresso. Tutto viene curato nei minimi dettagli: dalla selezione della materia prima alla tostatura, fino alla pressione generata dalla macchina e alla temperatura perfetta dell’acqua. Importante sottolineare anche che ogni singola capsula monodose contiene fino a sette grammi e mezzo di caffè macinato che è conservato sottovuoto, in modo da mantenerne intatta la qualità.

Si tratta di un sistema molto democratico che è pensato per tutti coloro che vogliono assaporare un vero espresso italiano a casa esattamente come al bar. Infatti vi sono diverse macchine che lavorano con questa tipologia di estrazione: dalle macchine più semplici fino a quelle decisamente più complesse. In ogni caso il consumatore ha sempre la possibilità di preparare un espresso tailor made, che esso sia ristretto, normale, lungo o anche con il latte.

Ci sono delle piccole accortezze da tenere in mente per servire un caffè perfetto con questo sistema. Un’ottima abitudine è riscaldare la tazzina con dell’acqua calda per evitare uno shock termico che avrebbe il caffè impattando sulla ceramica fredda. Si consiglia anche l’utilizzo di acqua imbottigliata quando si va a riempire il serbatoio della macchina. Questo non solo allunga la vita della macchina, proteggendola dalla formazione di calcare, ma permette anche un’estrazione più completa. Molto importante anche rimuovere la capsula utilizzata alla fine di ogni erogazione, evitando di lasciarla nella macchina per troppo tempo. Infine un tocco da pro, un’operazione da baristi professionisti per servire il caffè perfetto: risciacquare tra un’estrazione e l’altra la parte erogatrice della macchina.

Attraverso questo sistema di erogazione è possibile ottenere la dose perfetta di caffè per tutti. Il sistema viene tarato partendo da un punto di riferimento che è la taglia del vero espresso italiano, ovvero 25 ml in tazzina. Vi sono poi delle macchine che danno la possibilità al consumatore di settare i vari pulsanti e quindi, in base alle abitudini e ai propri gusti, di settare un ristretto di 20 ml o anche un caffè lungo da 40 ml. In ogni caso è sempre il consumatore che interagisce e che gestisce l’estrazione a proprio piacimento.

Il tipo di prodotto più adatto per questa tipologia di estrazione sono le capsule originali A modo mio. Queste capsule sono ideali per una questione di performance del sistema chiuso pensato da Lavazza, perché è un lavoro di interazione tra la tecnologia della macchina e la tecnologia della capsula, che rispetta una serie di parametri per far sì che si produca un vero espresso italiano. La gamma di capsule A modo mio è estremamente ampia, quindi si può scegliere tra 100% arabica, dei blend arabica robusta o delle singole origini a seconda del proprio gusto. E per chi ama sperimentare, Lavazza iTierra! Wellness in capsule A Modo Mio è il nuovo caffè decerato di Lavazza, dal sapore delicato ed equilibrato, pensato per chi vuole essere in armonia in ogni momento della giornata, senza rinunciare al gusto e al piacere del vero espresso italiano, a casa come al bar. Grazie a uno speciale processo che riduce la quantità di cere che naturalmente ricoprono i chicchi, Lavazza ha creato un caffè che mantiene inalterato il suo aroma e le sue proprietà, ma che presenta una minore acidità di gusto. L’innovazione di Lavazza iTierra! Wellness rappresenta l’impegno continuo del brand nella ricerca e nella sperimentazione per creare soluzioni che rispondano in maniera efficace alle nuove esigenze del consumatore contemporaneo. Disponibile anche in macinato per moka, Lavazza iTierra! Wellness, la migliore natura del caffè.

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